"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Lavoro: si torna ad assumere

Forse si comincia a vedere qualche spiraglio di luce in fondo al tunnel buio della crisi. Per la prima volta dal 2009, le previsioni occupazionali, almeno stando all’indagine Excelsior sulla domanda di personale prevista dalle imprese private per il primo trimestre 2013,  mostrano un saldo positivo.

Sommando alle 1.900  assunzioni previste come dipendenti,  le 140 offerte di lavoro interinale, i 330 contratti di collaborazione a progetto, più le altre 310 modalità di lavoro indipendente, si raggiunge il totale di  2.690 (numero arrotondato) nuovi ingressi al lavoro, che dopo quattro anni supera le uscite (per scadenza contratto, pensionamenti, ecc.), lasciando un saldo positivo di 370 unità.   E’ solo il primo trimestre e perdurando la difficile situazione economica nazionale non bisogna farsi troppe illusioni,  ma rappresenta comunque una piccola inversione di tendenza che lascia ben sperare.

Anche se  il saldo positivo  viene dal lavoro autonomo più che da quello dipendente,  che continua invece a perdere terreno, perché a fronte di 1900 assunzioni previste (ma erano state solo 520 nel trimestre precedente) deve registrare anche 2.240 uscite, lasciando quindi un saldo negativo di 340 posti di lavoro.

Come oramai è diventata un’abitudine, anche in provincia di Rimini un contratto di lavoro dipendente non significa affatto stabilità contrattuale, perché i due terzi sono assunzioni a tempo determinato.

Nuove assunzioni che saranno finalizzate soprattutto a fare fronte a picchi di attività, in particolare nel settore turistico, raggiungendo in questo caso le 620 unità (il 33% del totale provinciale).

A queste si aggiungeranno poi 200 assunzioni per realizzare attività stagionali (10%), 280 unità per “testare” i candidati in vista di una possibile assunzione stabile (15%) e 170 per sostituire lavoratori temporaneamente assenti (9%) .

I contratti “stabili” (cioè a tempo indeterminato e assimilando a questi i contratti di apprendistato) saranno nel loro insieme pari a circa 260 unità, cioè il 13 % delle assunzioni dipendenti.

I settori che assumono

Quasi il 90% delle 1.900 assunzioni dipendenti programmate a Rimini nel 1° trimestre del 2013 si concentrerà nei servizi, circa 2 punti in più rispetto al trimestre precedente. Diminuisce perciò il peso dell’industria (costruzioni comprese), che non supererà l’11% del totale.

Tra i servizi, prevalgono ovviamente le attività del turismo e della ristorazione, che con 1.130 assunzioni previste concentrano il 60% del totale provinciale. Seguono, a grande distanza, le attività dei servizi alle persone (270 unità, 14%), mentre il commercio prevede di inserire circa un centinaio di unità.

Nell’industria, il comparto che assumerà di più sarà quello della metalmeccanica ed elettronica (un centinaio di unità, il 5% del totale provinciale).

La richiesta di esperienza

In provincia di Rimini la richiesta di esperienza specifica risulta in diminuzione rispetto al trimestre precedente e interesserà il 52% delle assunzioni totali, quota inferiore di 5 punti alla media regionale. In particolare, al 20% dei candidati sarà richiesta un’esperienza nella professione e al 32% un’esperienza almeno nel settore dell’impresa.

L’esperienza è un requisito segnalato più spesso nell’industria rispetto ai servizi (64% delle assunzioni contro 51%).

Nel turismo-ristorazione e nei servizi alle persone, oltre la metà delle assunzioni saranno invece rivolte a candidati senza esperienza.

Anche in conseguenza della minore richiesta di esperienza diminuiscono notevolmente i problemi delle imprese riminesi nel trovare i profili desiderati. La quota di assunzioni difficili da reperire passa infatti dal 21% del 4° trimestre 2012 al solo 9% di questo trimestre, risultando inferiore di ben 8 punti alla media regionale.  I limitati problemi nel trovare personale vengono imputati molto più spesso all’inadeguatezza della preparazione dei candidati (7%) che non a una scarsa presenza delle figure ricercate (2%).

Le assunzioni di giovani e donne

In questo trimestre, la quota di assunzioni rivolte ai giovani con meno di 30 anni si attesta al 31% del totale, 4 punti in più rispetto al trimestre precedente. Considerando però le assunzioni per cui l’età non è un requisito importante e ripartendole proporzionalmente fra le due classi di età (meno di 30 anni e più di 30 anni), le opportunità per i giovani sono in realtà più ampie di quelle indicate.

 A Rimini sono previste, secondo  una elaborazione Datagiovani della stessa indagine,  486 assunzioni non stagionali di giovani con meno di 29 anni, con un raddoppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e in assoluto la seconda più alta in Regione dopo Bologna (1.007).

I profili professionali e la formazione richiesta

Solo il 6% delle assunzioni programmate dalle imprese riminesi nel 1° trimestre 2013 (120 unità in termini assoluti) riguarderà profili “high skill”, ossia dirigenti, specialisti e tecnici. Questa quota risulta largamente inferiore sia alla media regionale (18%) che nazionale (20%).

Fra le figure più richieste, emergono nettamente i cuochi, i camerieri e professioni simili (come ad es. i baristi), con 900 assunzioni previste. Questa sola professione concentra il 47% di tutte le assunzioni previste in provincia nel 1° trimestre 2013.

Le 1.900 assunzioni programmate in provincia di Rimini nel 1° trimestre del 2013 riguarderanno un centinaio di laureati, 760 diplomati, 680 figure in possesso della qualifica professionale e 370 persone alle quali non verrà richiesta una preparazione scolastica specifica.

La quota dei laureati e diplomati nel loro insieme è dunque pari al 44% del totale, praticamente invariata rispetto al trimestre precedente. Essa è inferiore di 5 punti al 49% che si registra in media nella regione.

 

 

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