LAVORO IN ROSA

Nel 2019 (i dati 2020 non sono stati ancora elaborati) l’Osservatorio Inps lavoratori dipendenti, per cui si pagano contributi, ha registrato per la provincia di Rimini 113 mila lavoratori occupati, per Forlì-Cesena 120 mila e per Ravenna 119 mila.

A questo totale, le dipendenti di genere femminile contribuiscono rispettivamente con 55 mila unità a Rimini e Forlì-Cesena e 54 mila a Ravenna. Siamo intorno al 49, 46 e 45 per cento del totale dipendenti, quando la media regionale è attestata sul 44 per cento.

Non ancora la parità di genere nel campo del lavoro, ma distanze tutto sommato non incolmabili. Anche se va detto che le percentuali femminili di partecipazione al lavoro dipendente sono ferme da qualche anno.

Come suggerisce il grafico, la presenza delle donne si concentra in settori come alberghi e ristoranti, commercio, sanità e istruzione dove sono la maggioranza. Nella manifattura sono meno, ma comunque rappresentano circa un terzo degli addetti.

Ma questa è solo una parte della storia. Perché quando andiamo a vedere la retribuzione media annua, le giornate lavorative e la retribuzione media giornaliera, il registro mostra altre sfaccettature.

Cominciamo con la retribuzione annua in provincia di Rimini, dove un uomo guadagna mediamente 19 mila euro, che scende però a 13 mila euro per una donna. Una differenza, in meno, superiore al 30 per cento.

Questo distacco ha varie cause. La prima fa riferimento ad un numero diverso di giornate lavorative annue, che sono 216 per gli uomini e 197 per le donne. Per queste ultime quasi un mese di lavoro in meno l’anno. La spiegazione è piuttosto semplice: nel turismo, dove lavorano tante donne, si lavora in media 126 giorni l’anno, cioè circa quattro-cinque mesi. Come è evidente, questi rapporti brevi portano giù la media.

La seconda causa sta nella retribuzione media giornaliera più bassa: 66 euro per le donne e 89 euro per gli uomini. Anche in questo caso il lavoro nel turismo, dove una donna percepisce in media 56 euro giornalieri, non premia la media. Giova ripetere che queste sono le retribuzioni regolari, che non comprendono eventuali passaggi di denaro in altre forme.    Chiudiamo ricordando, in aggiunta alle differenze già segnalate, che in provincia di Rimini esiste un gap tra il tasso di occupazione (persone che lavorano ogni cento) maschile e femminile di ben 19 punti, contro una media regionale di 14, ed europea di 10. Non mancano, quindi, le distanze da colmare.