"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2018
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Lavoro in Romagna: brutte notizie dal 2017

Dopo aver tanto letto e ascoltato di un miglioramento dell’occupazione tutti, credo, ci saremmo aspettati che qualche riflesso  ci sarebbe stato anche in Romagna. Invece, purtroppo, non è stato così.  Parchè nel 2017, rispetto al 2016, l’Istat certifica che gli occupati romagnoli sono scesi da 479 a 475 mila. Vuol dire che all’inizio del nuovo anno ci troviamo con 4 mila occupati in meno.  Siccome in Emilia Romagna, anche se di poco,  gli occupati sono invece  aumentati (+ 6 mila), vuol dire che a migliorare i saldi ci pensa solo l’Emilia, principalmente con il suo manifatturiero.

Contrariamente a quanto questi dati farebbero intendere, i romagnoli in cerca di lavoro sono, al contrario, scesi da 45 mila del 2016 a 42 mila nel 2017.  In compenso sono però aumentati gli inattivi, cioè le persone che hanno l’età per lavorare ma, un po’ sfiduciati, non si presentano nemmeno sul mercato del lavoro: in Romagna sono passati  da 194 mila a 203 mila.   Quasi 10 mila in più.  Probabilmente hanno rinunciato a cercare perché convinti di non trovare niente.  Comunque non un bel messaggio.

Soprattutto perché, come indica il grafico, escluso Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna devono ancora recuperare  gli occupati  persi dal 2010, quando la crisi fece sentire tutti i suoi effetti.  I disoccupati sono invece cresciuti per  tutti.

Ancora una volta la Romagna ha un comportamento diverso, in tema di occupazione, dell’Emilia. I governanti, a tutti i livelli, dovrebbero tenerne conto.

Occupazione e disoccupazione in Romagna

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