"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
L M M G V S D
« Ago    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

L’Agenzia delle Entrate di Rimini non risponde

La crisi, che dura da cinque anni, interpella le imprese, certamente le banche per il credito, le istituzioni per l’eccesso di burocrazia, ma anche il Fisco, per pagare il quale spesso si ricorre proprio al credito delle banche. Un Fisco dotato di un minimo di buon senso, agile, snello, che non costringe imprese e cittadini ad adempimenti inutilmente costosi, per loro e per l’Agenzia, è quello che tutti si attendono. Purtroppo non è così. Da lettori ed imprese ci arrivano continue segnalazioni, che abbiamo raccolto in cinque domande, per poi girarle  al Dott. Pasquale Fattibene della Direzione dell’Agenzia delle Entrate della Provincia di Rimini per gli opportuni e necessari chiarimenti. Purtroppo la Direzione di Rimini, dopo essersi consultata con quella regionale, ha deciso di non rispondere alle nostre domande.  Un silenzio che giudichiamo grave, perché i problemi posti sono reali, e sono quelli che costringono migliaia di cittadini ed imprese a perdere ore e giornate in fila, troppo spesso per risolvere problemi frutto solo di errori burocratici e/o gestionali, ma con ricadute molto concrete, perché quasi sempre si chiede di pagare, tempo massimo 60 giorni, quando per ottenere un rimborso bisogna attendere  anni.

Qui sotto le domande rimaste senza risposta. Fin d’ora ci dichiariamo disponibili a pubblicare le risposte, qualora ci dovesse essere un ripensamento. Ricordando anche che un’Agenzia così importante per milioni di contribuenti dovrebbe avere l’obbligo della trasparenza e dell’informazione e non negare l’esistenza di problemi.

Le cinque domande inevase

  1. Cartelle pazze: spesso singoli cittadini e imprese si vedono recapitare cartelle con cifre da pagare esagerate, quando magari devono somme molto inferiori. Prima di fare questi invii, si attua un controllo dei pagamenti arrivati, anche di quelli fatti in ritardo ?

    2. Come è possibile che per ritardi nei pagamenti, anche di un solo giorno – cosa che può capitare dopo cinque anni di crisi e tante aziende in difficoltà – scattino in automatico sanzioni fino al 30% del dovuto, mettendo ancora più in difficoltà chi ha tutta l’intenzione di pagare? Non sarebbe sufficiente chiedere gli interessi per i giorni di ritardo?

    3. Un’azienda ci segnala che stava già pagando a rate, rispettando i tempi, la somma dovuta quando la stessa Agenzia delle Entrate, che aveva concesso la rateizzazione, le ha messo a ruolo la somma e fatta richiedere tramite Equitalia, dovendo così procedere con lo sgravio delle somme già versate per poi ricorrere ad una nuova rateizzazione, questa volta con Equitalia. Ci può spiegare la ragione di questo comportamento e qual è il valore aggiunto, visto che l’impresa stava già pagando?

    4. Un’altra impresa ci ha segnalato che sta attendendo da più di due anni un rimborso di 8mila euro e non sa ancora quando lo otterrà. Non dovrebbe vigere, nel rapporto fisco-cittadino, la stessa regola per dare e per avere?

5. Alcuni lettori ci hanno segnalato di aver ricevuto da Equitalia cartelle da pagare, relativamente alla loro                            dichiarazione dei redditi, con sanzioni e altri oneri che spesso superano il 50% del dovuto, senza aver mai ricevuto               prima nessuna comunicazione. Richieste spiegazioni all’Agenzia delle Entrate di Rimini, la risposta è stata che alla               stessa risulta inviata e questo è sufficiente, anche se il contribuente non l’ha mai ricevuta. Non si potrebbe, prima di          elevare sanzioni, inviare un secondo avviso, fare una mail o una telefonata? Quale sarebbe, in questo caso, il motivo         della sanzione, visto che il contribuente non ha colpe?

Forum chiuso.