"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

LA SPESA SANITARIA IN ITALIA E IN EUROPA

Forse non tutti hanno compreso bene: ma l’introduzione, nella manovra economica del Ministro Tremonti, del ticket di 10 euro sulle ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, non sostituisce ma si aggiunge a quello, sempre da pagare, per la prestazione medesima.

In pratica, in molte Regioni (quelle che hanno deciso di applicarlo subito), d’ora in poi ci sono due biglietti da pagare:  uno di accesso al Servizio sanitario nazionale, ed un secondo di utilizzo della prestazione specialistica.

A parte l’efficacia, anche in termini di ritorno economico, di questo pezzo di manovra (in questo modo il prezzo da pagare per una prestazione pubblica diventa così oneroso da diventare a volte più conveniente ricorrere al privato), viene da chiedersi se la spesa sanitaria, in Italia, sia così alta da giustificare la richiesta di tagli così onerosi (sprechi a parte), che colpiscono soprattutto i ceti meno abbienti.

Facendo un confronto con gli altri Paesi d’Europa questo non risulta. Infatti, la spesa sanitaria pubblica italiana è molto inferiore a quella di altri importanti paesi europei. A fronte dei circa 2.200 dollari per abitante, a parità di potere d’acquisto, spesi in Italia nel 2008 (ultimo confronto disponibile), che è poco più della spesa sostenuta dalla Spagna, il Regno Unito destina quasi 2.600 dollari, mentre la Francia e la Germania sfiorano i 2.900 dollari pro capite. Il livello di spesa più basso si registra, invece, per la Polonia (876 dollari pro capite).

Qualche differenza invece c’è tra una Regione e l’altra: così la spesa sanitaria corrente può oscillare tra i 2.063 euro per abitante del Trentino Alto-Adige, ai 1.691 euro delle Marche, passando per 1.807 per abitante dell’Emilia Romagna.

Accanto alla spesa del Sistema sanitario nazionale c’è poi quella affrontata direttamente dalle famiglie, che ammonta, sempre nel 2008, a circa 1.200 euro per famiglia, contribuendo alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 21,3 per cento, anche questa piuttosto in linea con i maggiori Paesi europei.

E’ vero invece che l’Italia è tra i Paesi, superata solo da Grecia e Austria, col maggior numero di medici per cento mila abitanti: 410 contro i 356 della Germania e i 332 della Francia.

Sono invece di meno i letti di ospedale, sempre ogni cento mila abitanti: Italia 371, Germania 820, Francia 685, Gran Bretagna 337.

In conclusione, la spesa sanitaria nazionale, sempre migliorabile, come tutto d’altronde, non esce dai parametri europei e questa è una ragione più che sufficiente per razionalizzare, dove possibile, ma certo non per aumentare il costo a carico delle famiglie, già in difficoltà.

Forum chiuso.