"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

luglio: 2018
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La Polonia guarda meno alla Riviera…nonostante l’educational tour

Sulla scia di un aumento delle presenze dalla Polonia, comunque circoscritte ad un  3% circa del totale delle presenze estere in Riviera nella stagione 2008, il 24 aprile del 2009, le cronache locali davano conto di un educational tour (viaggio promozionale) di 30 operatori e giornalisti polacchi, promosso dall’Unione Prodotto di Costa, Provincia e Comune di Rimini, in una operazione di co-marketing (coordinamento della promozione),  sicuramente animata dal  proposito di migliorare ulteriormente i numeri ottenuti. Nella seconda parte della campagna promozionale sono stati gli operatori locali a recarsi in Polonia (38 milioni di abitanti e Pil pro-capite di 18 mila dollari) per “proseguire nei contatti commerciali”.

 Ad un anno di distanza quali sono stati i risultati ?   Nel 2009 il turismo proveniente dalla Polonia (dove il Pil nominale, includendo cioè l’inflazione è diminuito del 16% mentre quello reale, togliendo cioè l’aumento dei prezzi,  è cresciuto del 1,4%) è sceso del 16% negli arrivi e del 20% circa nelle presenze. Solo la Russia ha fatto peggio. Nello stesso anno le presenze estere in provincia  sono scese del 5,4%.  Questo in un contesto in cui, nel 2009, gli arrivi internazionali sono diminuiti del 4%.

Tempo addietro un risultato molto simile era venuto anche da un “promettente” viaggio fatto in Cina.  Sicuramente la crisi avrà fatto la sua parte, ma in  aprile 2009  non rappresentava una novità (è scoppiate a settembre 2008) ed era da mettere ampiamente in conto.

 Pur considerando quindi tutte le attenuanti,  l’investimento, non ottenendo i risultati sperati, è stato un piccolo fallimento. Può accadere, ma se si ripete dimostra che c’è qualcosa nella programmazione che non funziona a dovere.

L’Agenzia Marketing Turistico della Riviera di Rimini avrà a disposizione 1.902.000 euro, nel 2010: qualsiasi scelta andrebbe ben giustificata e i risultati monitorati e valutati a stagione conclusa. Così farebbe qualsiasi azienda gestita con razionalità e che non voglia correre il rischio di incorrere in costi inutilmente improduttivi.

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