La poco invidiabile straordinarietà

Potrebbe anche essere un caso. Ma quando i casi si ripetono con una certa frequenza forse è qualcosa di più. Come scriviamo da tempo in Romagna, ma in modo particolare a Rimini, l’economia e il lavoro hanno tutt’altre caratteristiche dall’Emilia. Sarà pur vero, come ci dichiarò, in una intervista, il Presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che Rimini ha una industria turistica straordinaria. Ma straordinari, in tutt’altro senso, sono anche le giornate lavorative e i salari annuali del settore alloggio e ristorazione: 130 giorni di lavoro nel 2019, ridottisi, causa pandemia, a 94 giorni nel 2020; 8 mila euro la retribuzione annuale media nel 2019, scesa a meno di 6 mila nel 2020. Per le donne, che sono la maggioranza, ancora meno.

Numeri che tirano giù tutte le medie. Così non c’è troppo da sorprendersi se a Rimini il salario provinciale medio si ferma a 15 mila euro, quando a Modena, Reggio Emilia e Bologna supera 25 mila euro.

Numeri e differenze strutturali che vengono da lontano e che dovrebbero indurre tutti a studiare qualche rimedio. Perché una Regione che marcia a doppia velocità, di fatto viene meno a tutti i buoni propositi di eliminare le disuguaglianze. Che sono, prima di tutto, territoriali.

Essendo tale la situazione, da nessuno contestata, ci si attenderebbe una attenzione particolare per le realtà in ritardo. Invece sta succedendo il contrario. Gli ultimi finanziamenti regionali, nell’ambito dei bandi “Emilia Romagna attrattiva”, su  25 progetti approvati, per un totale di 31 milioni di contributi regionali, solo uno ha riguardato la Romagna (una impresa di Lugo). A Rimini nemmeno l’ombra.

Non è andata meglio per i finanziamenti regionali alle start up innovative, approvati a fine dicembre scorso: dei 2,5 milioni di contributi concessi, appena 240 mila euro hanno riguardato imprese romagnole. Meno del dieci per cento del totale.

Ora, non è certo colpa della Regione se in Emilia le imprese sono più strutturate e magari organizzate, pubblico e privato fanno meglio sistema, così da portare a casa il massimo dei finanziamenti, ma non considerare questa differenza e far finta che non esista è il modo più sicuro per aumentare, invece di ridurle, le distanze che esistono.

Visto il loro silenzio, chissà se i consiglieri regionali, eletti in questo territorio, se ne sono resi conto.