"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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La partecipazione ai piani della città

«I lavori preparatori del Piano strategico sono stati caratterizzati dall’eccezionale partecipazione  di gran parte delle forze e presenze vive della città”.  Firmato: Aggregazioni laicali cattoliche. Questa nota è apparsa nei giorni scorsi in merito alla discussione circa la redazione del Piano Strutturale del Comune di Rimini, una sorta di nuovo piano regolatore della città, che del Piano Strategico dovrebbe essere la sua, almeno in parte, traduzione.

Dai numeri gonfiati delle manifestazioni, a quelli ingranditi dai giornali, oramai sono piene le cronache, tanto che è sempre più difficile dare credito alle cifre. Col risultato di  una diffidenza crescente verso questo genere di notizia, e col rischio, collegato, che l’esagerazione, magari utilizzata per richiamare un po’ di attenzione,  finisca per essere assunta come un metodo  “normale” dalla comunicazione.  Cosa vuol dire infatti “eccezionale partecipazione  di gran parte delle forze vive della città” della nota riportata, se non un tantino esagerata ?   A Rimini risiedono 140 mila persone e  una partecipazione si potrebbe, con un minimo di plausibilità, definire eccezionale se almeno intervenisse qualche migliaio di persone. Che tante Associazioni abbiano avuto la possibilità di far sentire la propria voce è un fatto sicuramente lodevole e positivo. Ma le stesse devono anche chiedersi qual è il proprio livello di rappresentanza e chi le ha conferito il mandato che ritengono di esercitare.

La controprova è molto semplice: fate un giro nei quartieri, nelle fabbriche, oppure al mercato,  e chiedete a cittadini normali cosa sanno del Piano strategico  o del Piano strutturale. Una frazione minima vi saprà dire qualcosa, ma la stragrande maggioranza ne sarà completamente all’oscuro. A cominciare da tanti giovani, del cui futuro si è, a loro insaputa, probabilmente discusso.

Paradossalmente allora, “eccezionale”  non è stata la partecipazione, ma la convinzione  autoreferenziale dei protagonisti che ci sia stata, scambiando un esercizio democratico circoscritto  (a qualche centinaio) per un processo partecipativo allargato. Che non c’è stato.

1 comment to La partecipazione ai piani della città

  • Primo Silvestri

    Premesso che ogni partecipazione è un fatto positivo, il problema è la sua estensione. Ho condotto personalmente i Forum per la redazione del PSC di Santarcangelo, dove si sono iscritti 160-170 persone (questo numero non comprende i partecipanti alle varie assemblee cittadine), su una popolazione di 20 mila residenti. Il Comune di Rimini ha 140 mila residenti, ed in proporzione i partecipanti attivi sarebbero dovuti essere, a parità di condizioni (ovviamente non è detto che le cose debbano andare sempre nello stesso modo, ma giusto per avere un termine di paragone) oltre mille. Aggiungo che nel caso Rimini forse è mancata anche una buona strategia di comunicazione, che facesse arrivare i lavori e le conclusioni dei Forum a tutti. Perchè, non lo dimentichiamo, stiamo parlando del futuro di questo territorio. Non è poco. Anzi, direi che dovrebbe riguardare proprio tutti.