"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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La crisi in famiglia

di Genny Bronzetti

Tra il 55 e il 60% delle famiglie italiane sono state colpite dalla crisi economica. E’ il quadro delineato dall’Osservatorio socio-economico del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), secondo cui, due famiglie su tre hanno subìto danni dalla crisi. Il rapporto, uscito a giugno 2010, sottolinea che la situazione “è seriamente peggiorata negli ultimi due anni. La crisi non solo non è superata, ma anzi proprio in questi mesi i suoi effetti colpiscono più duramente la maggioranza delle famiglie italiane. Una tendenza, questa, destinata a durare anche nei primi mesi del 2011”. Un resoconto che descrive un quadro nazionale difficile, sul fronte della ripresa.
Ma come se la cavano gli abitanti del Riminese?

Caritas, accessi in crescita
Secondo quanto emerge dai dati raccolti nei primi nove mesi dell’anno dalla Caritas, la risposta non è buona. Da gennaio a settembre 2010, infatti, si sono rivolti alla Caritas di Rimini in 2.145: 183 persone in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Di questi, più della metà (il 54%) non si era mai rivolto prima al servizio, a testimonianza delle nuove povertà generate dalla crisi. Numeri pesanti, soprattutto alla luce dei dati del 2009, quando la Caritas aveva incontrato in tutto 2.417 persone, una cifra già molto più alta rispetto quella del 2008. A crescere poi, non è stato il numero degli stranieri, bensì quello degli italiani, che sono stati 591. “Complessivamente sono 8.260 i pasti serviti in mensa agli italiani, mentre nel 2009 i pasti erano stati oltre 1.100 in meno” piega Isabella Mancino, curatrice dell’Osservatorio Povertà Caritas. Tanti anche gli stranieri che continuano a rivolgersi alla Caritas: nei primi nove mesi del 2010 sono stati 1.545. In difficoltà per la perdita del lavoro soprattutto gli immigrati impiegati nel settore edile, ma anche colf e badanti. Tra gli stranieri tornano a crescere i rumeni in questa prima parte del 2010, dopo che erano calati sensibilmente nel 2009 insieme a ucraini e russi. Numerosi anche marocchini, tunisini e ucraini. Nel 2010 poi, c’è stata una diminuzione degli irregolari. Alla sede di Rimini sono calati del 7%: un dato preoccupante perché, in alcuni casi, testimonia la paura delle persone, che finiscono per preferire la strada al rischio di essere identificate. Ma il fattore più allarmante è l’aumento di famiglie con minori a carico. I dati, in questo caso aggiornati al 29 ottobre 2010, parlano di 186 nuclei, per un totale di 352 minori, di cui 137 tra gli 0 e i 5 anni. Quarantuno di queste famiglie sono italiane. La maggioranza di coloro che si rivolgono alla Caritas sono persone in stato di povertà con casa in affitto. “La maggior parte delle famiglie che si è rivolta a noi ha dichiarato di non riuscire a sostenere le spese dell’affitto e di essere a rischio sfratto” prosegue la Mancino. “Questa difficoltà nel pagamento è dovuta sia all’elevato costo degli affitti sia alla perdita e difficoltà nel trovare un lavoro stabile. Cresce anche il numero di chi non riesce neppure a sostenere le spese degli affitti delle case popolari, oppure riesce a sostenere gli affitti, ma non le bollette”.
Aumentano anche le famiglie riminesi assistite economicamente dall’associazione Famiglie Insieme. Se nel 2008 erano state 195 e nel 2009, 326 (cui sono andati prestiti per quasi 390mila euro), nel 2010 i prestiti ammontano a quasi 470mila euro per 369 famiglie: 82mila euro in più rispetto al 2009. Anche in questo caso, la voce che pesa di più è l’affitto: il 46% del denaro prestato da Famiglia Insieme, infatti, serve a coprire le spese di locazione.

Casa, “dannata” e costosa casa….
E’ proprio il pagamento della casa, la questione più grave che la crisi ha generato in provincia. Dalla consultazione dei prospetti trasmessi dal Tribunale di Rimini, riguardanti le procedure di rilascio ed esecuzione d’immobili destinati a uso abitativo nel 2010, infatti, emerge che gli sfratti per finita locazione nel periodo da gennaio a settembre 2010, sono stati in ambito provinciale 743, la maggior parte dei quali avvenuti per morosità. Di questi, ben 260 si sono verificati nel solo comune di Rimini. Le richieste di esecuzioni presentate all’Ufficiale Giudiziario sono state 879 e gli sfratti già eseguiti 170. Anche l’ACER (Azienda Casa Emilia Romagna) è preoccupata dalla crisi che sta toccando il territorio riminese, e che si sostanzia in un aumento dei casi di morosità: per il 2011 potrebbero toccare il 9%. “Il momento è davvero delicato. La crisi economica sta letteralmente mettendo in ginocchio tante famiglie che prima riuscivano, pur con sacrifici, a pagare gli affitti degli alloggi, e che ora, invece, sono impossibilitate a farlo spiega il presidente Cesare Mangianti –. Parliamo in particolar modo di famiglie numerose, che come tali hanno bisogno di alloggi di dimensioni più ampie, e conseguentemente più costosi. Con canoni cioè che si aggirano sui 600/800 euro, e anche di più: canoni da grande città metropolitana quale ormai Rimini è, a tutti gli effetti”. Nell’ottica di contrasto della crisi, l’ACER auspica il massimo impegno nella realizzazione di alloggi destinati al canone calmierato e anche nella stipulazione, con i privati, di contratti di locazione a canone calmierato. “Gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp), che hanno un canone medio di circa 118 euro mensili, non possono bastare a rispondere alle esigenze di tutti, e soprattutto alle esigenze di quella fetta di famiglie e di situazioni sempre più ampie, che non ha i requisiti per entrare utilmente nelle graduatorie Erp, ma che neppure riesce più a sostenere i canoni di mercato”, prosegue Mangianti. “Per queste situazioni una delle misure percorribili è quella del contratto d’affitto a canone calmierato. Con canoni cioè che vanno, secondo le dimensioni degli alloggi, dai 250 ai 400 euro mensili. Stiamo da tempo provando a spingere su questo strumento, sul quale auspichiamo la massima collaborazione da parte dei Comuni”.

Utenze e affitti, si salvi chi può!
Proprio i Comuni sono l’altro specchio di questa crisi, che finita proprio non sembra. A Rimini, gli uffici tributari del municipio hanno registrato un crescente numero di residenti in difficoltà a pagare servizi o utenze. Le richieste, quest’anno, sono state tanto numerose che è stato necessario designare un impiegato appositamente per i prestiti. “Non si vedevano così tante richieste da anni: abbiamo superato le 200 domande di sospensiva o rateizzazione dei pagamenti” dicono dagli uffici. Dal 2009, il Comune ha indetto anche un “bando anticrisi economica”, di cui hanno usufruito 160 famiglie. Le domande pervenute a Palazzo Garampi per il contributo affitti, invece, sono state 2.204, mentre gli scorsi anni erano intorno alle 1.900. Molte le iniziative e gli interventi messi in atto a sostegno delle famiglie direttamente più colpite dalla crisi. Il comune di Rimini, da novembre, ha messo in campo il progetto “Salvasfratti”, con cui saranno destinati contributi a fondo perduto a sostegno di chi è in temporanea difficoltà economica, allo scopo di prevenire l’insorgere o il protrarsi di morosità nel pagamento degli affitti. L’iniziativa nasce proprio dalla constatazione che, i maggiori problemi si riscontrano nel settore abitativo. “Sempre più persone appartenenti a questa fascia oggi si trovano ad affrontare problematicità un tempo tipiche della popolazione definita economicamente debole” commentano dall’assessorato ai Servizi Sociali.
Anche nel comune di Bellaria l’affitto è la principale difficoltà per gli abitanti. Quest’anno, infatti, sono state 385 le famiglie che hanno chiesto un contributo al Comune per pagare il canone di locazione, e 40 gli sfratti effettivi eseguiti. Un centinaio sono state le richieste di aiuto per le utenze e oltre 290 le domande di assistenza per le altre spese, tra cui rette e mense scolastiche. Trentasette, invece, sono state le famiglie che hanno usufruito del “contributo anticrisi economica”, un progetto regionale, provinciale e comunale che va ad aiutare specificatamente i nuclei colpiti dalla crisi. “Sono dati molto preoccupanti, superiori di oltre il 20% rispetto ai dati dell’anno scorso – dice Filippo Giorgetti, assessore ai servizi Sociali di Bellaria – soprattutto in considerazione del fatto che nel 2009 c’era già stato un incremento delle domande del 15%. In sostanza, in due anni le richieste d’aiuto sono aumentate di quasi il 40%”.
In aumento i contributi erogati anche nel comune di Riccione. In testa sempre i contributi per l’affitto, che quest’anno sono stati 67, cinque in più del 2009. In forte aumento, invece, i contributi erogati per il pagamento delle utenze, che sono andati a 57 famiglie, mentre l’anno scorso ne hanno beneficiato in 40. I contributi per il sostentamento ai nuclei famigliari sono stati 47, mentre quelli per le rette degli asili, delle scuole o delle mense 23. Nel complesso, il comune di Riccione ha dato un supporto ai cittadini con 202 interventi, mentre nel 2009 si era arrestato a 171.
A Santarcangelo le cose non vanno meglio. Il totale dei contributi erogati per alleggerire il peso degli affitti ammonta a 141mila euro (50mila euro di fondi comunali cui si aggiungono 91mila euro di fondi regionali). “Le richieste quest’anno sono state 275, in aumento rispetto al 2009” illustrano dall’ufficio Servizi Sociali. A questo aumento, però, corrisponde un calo del contributo medio e massimo erogato, in seguito alla riduzione dei fondi messi a disposizione dallo Stato e dalla Regione. “Il contributo medio sarà presumibilmente di 560 euro circa, e quello massimo di circa 700 euro”. Sono 17, invece, le famiglie numerose che hanno beneficiato del contributo riservato loro, per complessivi 13mila euro.

Bolletta, questa sconosciuta
Che le cose non vadano bene per molte famiglie riminesi, si può dedurre anche dalle notizie relative alle morosità nel pagamento delle utenze domestiche. “Il numero delle bollette non pagate è in forte crescita” spiegano dagli uffici della SGR. “Le famiglie morose nei confronti della SGR sono raddoppiate rispetto al 2009, diventando circa un migliaio, per un importo di oltre un milione di euro”. Stesse notizie anche sul fronte dell’acqua: “Le famiglie che nel corso dell’anno sono risultate morose e hanno richiesto una dilazione sia prima della scadenza bollette, sia a seguito di chiusura del contatore, sono state sicuramente molte di più rispetto al 2009” dichiara Hera “segno che la vera crisi si comincia a sentire forse più ora, in quest’ultimo anno, che in quello precedente. Rispetto al 2009 abbiamo registrato un aumento di richieste legate alle problematiche del credito di almeno un 10/15%”.
Se la crisi è davvero finita, le sue conseguenze evidentemente no.

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