"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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L’Emilia Romagna in Italia e in Europa

Il 28 e 29 marzo prossimi tutti gli elettori dell’Emilia Romagna saranno chiamati ad eleggere il futuro Presidente (Governatore)  ed il nuovo Consiglio regionale, che guideranno la Regione per i prossimi cinque anni.  Una scelta impegnativa che richiede una attenta valutazione dei risultati aggiunti, quindi il posizionamento della Regione in Italia e in Europa, conseguenza delle scelte fatte, prima di considerare  i nuovi programmi che verranno proposti. 

 In Italia, a parità di potere d’acquisto (ppa), un metodo che mette a confronto ciò che con i redditi  si può effettivamente comprare (perché lo stesso prodotto può avere prezzi diversi), l’Emilia Romagna ha, nel 2006,  il terzo Pil per abitante più alto (29.900 €), dopo la Provincia Autonoma di Bolzano (32.000 €) e la Lombardia (31.900 €).

Nell’Europa a 27, comprese le regioni italiane, l’Emilia Romagna, sempre in quanto a Pil a ppa, si classifica  invece  al quarantesimo posto, su un totale di 320 Regioni. Rispetto alla media europea, il Pil a ppa dell’Emilia Romagna è il 27% sopra, ma alcune Regioni, come Amburgo (Germania), lo raddoppiano.

Ma è importante vedere anche la tendenza: tra il 2001 e il 2006 il Pil per abitante a ppa dell’Emilia Romagna, rispetto all’incremento medio UE, ha fatto registrare un ritardo del 23%, molto più consistente di Bruxelles (-17%) e de l’ Ile de France (-10%), mentre guadagnava posizioni Amburgo, ma soprattutto la Regione di Praga.  In pratica, vuol dire che l’Emilia Romagna, e tutte le altre regioni col segno meno, sono cresciute ma a ritmi inferiori della media delle altre Regioni UE. Hanno quindi perso terreno.

 Il distacco del gruppo europeo delle Regioni di testa, cioè la loro capacità di creare maggiore ricchezza in rapporto agli abitanti, probabilmente sia dovuto a produzioni e servizi di livello tecnologico più alto, che valgono di più, come confermano:  i dati sugli occupati nel settore di alta tecnologia,  4,1% sul totale degli occupati in Emilia Romagna, il 9,2% nella Regione di Stoccolma, oppure il 7,6% a Praga, una delle ultime arrivate in Europa; la spesa in Ricerca&Sviluppo fatta dentro le aziende e gli enti pubblici (intra-muros): 1,2% del Pil  in Regione, 4,2%  a Stoccolma e 3,1% a l’Ile de France; il numero dei  ricercatori sul totale degli addetti: 0,4% in Emilia Romagna, 2% a Praga; le risorse umane in scienza e tecnologia: 36% della popolazione attiva in Regione, a fronte del 60% di Praga e del 57% di Stoccolma.

In fondo era difficile aspettarsi di più quando l’Italia viene classificata, secondo l’indice europeo dell’innovazione e della scienza (SII),  come una “innovatrice moderata”, dietro ad altri due gruppi: quello di testa,  che tra gli altri comprende Svezia, Finlandia e Germania, e dietro gli “inseguitori” più prossimi tra cui Austria, Francia e Olanda. Solo nel terzo gruppo, più distante, troviamo l’Italia, con Norvegia, Repubblica Ceca e altri.

 Quando il confronto si circoscrive all’Italia,  l’Emilia Romagna raggiunge risultati migliori del resto del Paese nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, in specifico per le famiglie con accesso ad internet (47%), per le Amministrazioni locali dotate di banda larga (87%), per la spesa nella ricerca e gli addetti alla R&S (5,4 ogni mille abitanti), per concludere con i laureti in discipline scientifiche (17%). Rimane invece indietro di tre-quattro punti percentuali, nei confronti del dato nazionale e del Nord-Est,  per la diffusione di personal computer nelle imprese con meno di dieci addetti.

Rispetto all’Europa, c’è invece un ritardo dell’Emilia Romagna di almeno 12 punti percentuali con la regione di Praga e di 16 punti con quella di Bruxelles, per l’accesso delle famiglie alla banda larga, che vuol dire meno servizi e minori opportunità.

 In Emilia Romagna sono poi occupate 70 persone su cento, la percentuale italiana più alta, superata però, in Europa, tra gli altri da Praga (71,5%) e Stoccolma (77%). Situazione di svantaggio per la Regione che si ripete quando si passa a considerare gli occupati per ogni cento di età compresa tra 55 e 64 anni: appena 39 in Regione, contro i 72 di Stoccolma e i 60 di Praga.  Una competenza, quella dei lavoratori maturi, poco utilizzata e i buona parte inutilizzata e dispersa. Ma è un limite regionale, con prolungamento nazionale.

 I numeri (posti letto e presenze) del turismo regionale sono significativi, 296 mila i primi e 13 milioni i secondi, preceduti solo da quelli de l’Ile de France, la regione di Parigi, che ha 301 mila posti letto per 66 milioni di presenze. Numeri che garantiscono a Ile de France 219 presenze per posto letto, contro le 44 presenze per posto letto dell’Emilia Romagna. Un risultato, inferiore,  in massima parte dovuto alla stagionalità del turismo balneare, che rappresenta il grosso del flusso dei visitatori in regione.

Emilia Romagna in Europa

Emilia Romagna in Italia

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