"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

novembre: 2017
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Indignatevi!

La corruzione, le ruberie, l’immoralità, le cattive azioni, le tasse evase (pur usufruendo di servizi pubblici), i guadagni portati illegalmente all’estero, il merito calpestato, l’indifferenza per le disuguaglianze non giustificate, sono comportamenti che non giovano ad una società giusta,   falsano la concorrenza degli onesti e costano caro all’intera collettività (se per vincere un appalto bisogna pagare una tangente, il maggiore onere ricadrà su tutti i cittadini contribuenti, così per le tasse evase, ecc.). Nel mondo l’Italia figura tra i paesi  più corrotti, non proprio un primato di cui andare fieri. Nonostante il lavoro della Giustizia il fenomeno è tutt’altro che debellato. Anzi: se un tempo si rubava  per il partito, oggi tanti lo fanno prima per se e qualche volta  per il partito.  Purtroppo,  passato il clamore, troppo spesso dimentichiamo, così è gioco facile per gli imbroglioni di professione rimescolare le carte, assolvere i condannati e ribaltare sentenze e verità. Questa pagina vuole aiutare  a non dimenticare, perché siano premiati gli onesti e condannati, anche col voto, i truffatori, i disonesti e i voltagabbana, senza distinzione di bandiera.

 

Il prode Marchionne, Amministratore Fiat

Sergio Marchionne, il capo della Fiat, dopo aver promesso investimenti mai realizzati, mentre la quota di mercato della Fiat in Italia scendeva, tra il 2000 e il 2012,  dal 32,8 al 29,6%, ed in Europa dall’8,7 al 6,4%  continua a farsi pagare uno stipendio che  è  460 volte quello di un suo operaio (16 mila euro lordi annui). Siccome ama il mercato, ed un po’ meno i sindacati che non sono d’accordo con lui, sarebbe da chiedergli a quale merito o logica di mercato risponde un compenso così sproporzionato, per giunta in epoca di crisi e mentre tanti italiani sono costretti a stringere la cinghia per arrivare a fine mese. Purtroppo il problema non è solo suo ma di tanti altri nella sua stessa posizione, che sogliono auto attribuirsi onorari svincolati (spesso) da qualsiasi risultato. Sono comportamenti che andrebbero severamente censurati (30 luglio 2013).

Più licenzio, più guadagno

 Un certo Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Rcs Media Group, per intenderci l’editore del Corriere della Sera, mentre chiede il licenziamento di 800 dipendenti, tra cui molti giornalisti, e l’azienda rischia il fallimento,  per sei mesi di lavoro si è fatto dare 1 milione di euro. E gli hanno pure dati, questo non è meno grave (3 maggio 2013)

La prescrizione delle spigole

Scrivono i giornali che si sono prescritti (tradotto: nessuno pagherà) i reati contestati al generale Roberto Speciale, ex comandante della Guardia di finanza, nonché ex deputato Pdl, per il “ponte aereo di spigole” del 26 agosto 2005.  Si fece portare le spigole in una foresteria dolomitica con un volo aereo pagato dai contribuenti per consumare una cena speciale con familiari e amici (3 maggio 2013)

Le buste paga dei “paperoni” nostrani

Gli italiani in crisi ? Moltissimi, ma non tutti. Per un piccolo gruppo le cose continuano ad andare alla grande indipendentemente dall’esito degli affari. Alcuni esempi di stipendi e bonus percepiti nel 2012: Andrea Orcel, della banca UBS, 20,5 milioni; Pietro Francesco Tali di Saipem 6,9 milioni; Luca Cordero di Montezemolo, della Fiat, 5,3 milioni; Sergio Marchionne, Amministratore delegato Fiat, 4,5 milioni; Gianpiero esenti, Italcementi, 4,4 milioni.

In passato non sono andati peggio: Cesare Romiti, nel 1998, se ne andato dalla Fiat con una liquidazione di 50,1 milioni di euro; Alessandro Profumo, ha lasciato nel 2010 Unicredit con un bonus di 40 milioni di euro; Roberto Colanino si è separato da Olivetti con una buona uscita di 17 milioni di euro. I salari sono in crisi, non i mega stipendi (16 aprile 2013)

Nessun prelievo ai banchieri

Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno concordato di rinviare dal 2013 al 2014 l’entrata in vigore del tetto ai compensi dei manager delle banche, che non di rado guadagnano tra 200 e 400 volte lo stipendio dei loro dipendenti, spesso anche quando sono in perdita. Qualche esempio nazionale di stipendi d’oro: l’ex direttore generale del Monte dei Paschi Antonio Vigni,  nel 2011, mentre la banca perdeva 4,6 miliardi di euro, si è intascato 5,4 milioni; Giovanni Perissinotto, ex amministratore delle Generali è stato mandato a casa dagli azionisti con un “premio” di 11,6 milioni di euro, mentre al suo successore Mario Greco è stato appena riconosciuto un bonus da 1,8 milioni solo per i primi cinque mesi del 2012 (25 marzo 2013)

Tre miliardi in 20 anni: cosa ne hanno fatto i partiti?

Due miliardi e settecento milioni di euro in 20 anni. Tanto hanno incassato i partiti politici dallo Stato. Con un boom negli ultimi anni, quando si sono sommate le rate delle elezioni 2006 con quelle del 2008 (anche se la legislatura termina prima del tempo, infatti, i rimborsi elettorali si pagano per intero). Si chiamano «rimborsi» ma le forze politiche percepiscono molto di più di quanto spendono per le campagne elettorali: alcune risparmiano fino al 90% e accumulano tesoretti (3 marzo 2013)

Corruzione spa non conosce crisi: il giro d’affari è di 60 miliardi

Investimenti stranieri a picco: a Roma un crollo del 53%. Le mazzette generano un sovrapprezzo del 40 per cento sui costi delle opere pubbliche  (17 febbraio 2013)

Gli stipendi dei banchieri…nonostante la crisi

Nonostante la crisi e nonostante i guai che combinano. Questi gli ultimi stipendi dei più noti: Antonio Vigni, direttore generale Monte dei Paschi di Siena 5,4 milioni, compresa una buonuscita di 4 milioni di euro (successivamente congelata), nonostante il rosso dei conti del 2011; Alberto Nogel, amministratore delegato di Mediobanca 2,93 milioni di euro;  Renato Pagliaro presidente della stessa banca 2,59 milioni di euro; Federico Ghizzoni  amministratore delegato di Unicredit 2,01 milioni di euro; Giovanni Bazoli  presidente Intesa San Paolo 1,62 milioni di euro e Corrado Passera ex amministratore della stessa banca 3,26 milioni di euro. Il suo successore, Enrico Cucchiarini, ha ottenuto 1,8 milioni di euro. E gli italiani dovrebbero sostenere queste banche se finiscono male !  (8 febbraio 2013)

Sperperi a Pompei

La ditta che doveva eseguire lavori di restauro per 8 milioni di euro gonfiava le spese fino al 400 per cento del costo reale. Indagato il Commissario straordinario per l’emergenza del 2009 Marcello Fiori, ingegneri consulenti e progettisti (6 febbraio 2013)

Dalla Relazione della Corte dei Conti per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2013

Nell’oggetto delle iniziative dei procuratori regionali, fra le fattispecie più rilevanti, si ripetono fenomeni già noti di corruzione, di malasanità, di conferimento di consulenze in violazione di norme o dei principi fissati dalla giurisprudenza contabile, di frodi comunitarie, di grave imprudenza nella stipulazione di contratti di finanza derivata, di abusi nella gestione del personale, di grave responsabilità nell’istruttoria in materia di contravvenzioni, di abusi e peculato da parte di concessionari della riscossione, di indebito rimborso di spese legali, di omessa riscossione di imposte.

Le fattispecie più notevoli sono le seguenti:

 Ponte della Costituzione a Venezia, dove i comportamenti colpevoli del progettista, dei direttori dei lavori e dei direttori operativi hanno generato un danno di quasi tre milioni e mezzo di euro;

 abbandono dei lavori per la realizzazione del nuovo palazzo del cinema al Lido di Venezia a causa della scoperta di rifiuti di amianto nel sottosuolo: finora sono stati spesi €. 38.613.000,00;

 comportamenti criminosi posti in essere da pubblici ufficiali nei confronti di extracomunitari vessati (stupro in danno di prostituta);

 falsificazione di permessi di soggiorno, ricettazione e favoreggiamento della permanenza nel territorio nazionale di cittadini extracomunitari;

 gravi atti criminosi posti in essere da pubblici ufficiali (spaccio di stupefacenti, peculato, falso in atti pubblici, corruzione e concussione, corruzione per rilascio permessi di soggiorno a extracomunitari);

 cattiva gestione di fondi regionali da parte di amministratori di una società cooperativa partecipata dalla Regione Umbria l’oggetto di una citazione per €. 1.789.080,00. La fattispecie è

meritevole di nota per l’affermazione della giurisdizione contabile nonostante il recente indirizzo contrario delle SS.UU. civili della Cassazione;

 danni al Comune di Firenze per circa €. 50.000.000,00 derivanti dalla contrattazione decentrata in materia di pubblico impiego;

 di particolare rilevanza sono le iniziative intraprese dal P.M. contabile per danni patrimoniali o all’immagine derivanti da reati contro la P.A. commessi da pubblici ufficiali. Merita di essere

menzionata l’indagine riguardante la nota vicenda delle cd. “talpe in Procura” in Sicilia, la cui attività criminosa era diretta a favorire latitanti mafiosi;

 episodio di falsificazione del rendiconto 2010 del comune di Alessandria, dichiarato dissestato nel 2011. Danno erariale di €. 10.891.729,00;

 danno erariale di €. 7.340.805,00 per sottrazione di fondi pubblici destinati al prestigioso Premio Grinzane Cavour;

 appropriazione di fondi da parte di capi di gruppi politici e tesorieri di partiti: per due casi sono stati ipotizzati danni erariali rispettivamente per € 6.059.371,00 e per € 22.815.200,00 (5 febbraio 2013)

I rimborsi pagati con le tasse dei contribuenti

Alcune spese, non tutte, di cui alcuni consiglieri hanno chiesto il rimborso perché secondo loro legati ai costi dell’attività politica.

Regione Piemonte

Michele Giovine, della Lista Pensionati per Cota  (Leghista): vestiti e profumi 200.000 euro;  tabacchi e giocattoli 7.600 euro; bar, ristoranti e night club 16.000 euro; spese non documentate 80.000 euro.

Maurizio Lupi, Lista Verdi Verdi, formata da una sola persona: bar e ristoranti 30.000 euro; biglietti del treno 20.000 euro.

Andrea Stara, eletto nella Lista Insieme per Bresso, iscritto al Partito Democratico (PD): tagliaerba e sega 4.000 euro; carburanti e ristoranti 14.000 euro.

Regione Lombardia

Nicole Minetti, eletta nel Partito della Libertà (PDL): Cena da Giannino 430 euro; IPhone5  899 euro; creme per il viso 27 euro.

Renzo Bossi, Lega Nord (figlio di Bossi): videogiochi, sigarette e bibite, cifra non specificata.

Pierluigi Toscanini, Lega Nord: cartucce da caccia 725 euro; gratta evinci 14,75 euro.

Cesare Bossetti, Lega Nord: pasticceria 15.000 euro.

Queste sono solo alcune delle spese scellerate di cui i consiglieri regionali hanno avuto il coraggio, o la spudoratezza, di chiede il rimborso, nonostante i lauti stipendi che prendono. Ma tutto questo che sicuramente è uno scandalo, pone una domanda: l’opposizione dov’era ? Non avrebbe dovuto controllare e denunciare prima, senza attendere l’arrivo della Magistratura, che per fortuna ogni tanto interviene ? Sarebbe gradita una spiegazione (15 dicembre 2012)

Sversando al SUD

La bonifica dell’Acna di Cengio, l’azienda nazionale di coloranti e affini in provincia di Savona, è stata indicata come modello positivo per il resto d’Italia. Mentre a Cengio è tornata la vita dopo anni di inquinamento, le scorie di quell’impianto industriale continueranno a produrre morte a quasi mille km di distanza. Per la precisione a Giugliano, provincia di Napoli, terza città campana per numero di abitanti, a causa del disastro ambientale ordinato dalla camorra e pezzi delle istituzioni (Il Fatto del 11 dicembre 2012)

Vitalizi regionali

Non solo si sono rubati milioni di euro, ma adesso, se verrà definitivamente approvato il decreto approvato alla Camera con tanto di voto di fiducia il 13 novembre, i consiglieri regionali riceveranno anche il vitalizio, cioè una pensione a vita. I Fiorito e le Minetti di turno, senza aver finito nemmeno il mandato avranno pure un premio. Dire che tutto questo è indecente è il minimo (16 novembre 2012)

L’esodato d’oro di Giuliano Amato

 Quando ad una trasmissione televisiva (8 ½ della Gruber) gli fu chiesto a quanto ammontava la sua pensione, la risposta del nostro “dottor sottile” fu che “non capiva la domanda”. Invece la domanda era molto semplice. Ma forse la risposta gli creava qualche imbarazzo, viste le pensione medie degli italiani. Bene, Giuliano Amato ritira una pensione mensile di 31 mila euro (avete letto bene!).  Questo dovrebbe consigliare una certa prudenza e forse anche qualche pudore.  Invece Amato continua a difendere la sua casta. L’ultima sui vitalizi: “Tutti sono indignati per i vitalizi – ha dichiarato a Sette – e pretendono che vengano elargiti solo al compimento dei sessantacinque anni di età. Un trentenne eletto in Parlamento, dopo due mandati cioè a quarant’anni, che cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compiere i sessantacinque? L’esodato di Stato?” argomenta Amato. Non gli è venuto in mente che un dopo aver fatto il parlamentare potrebbe tornare a fare il lavoro di prima, o semplicemente cercarsene uno nuovo, come capita a tutti i comuni mortali (16 novembre 2012)

 Banchieri milionari

Proprio non ce la fanno, i banchieri italiani, a ridursi i compensi. Ne1 2011, malgrado la perdita di 26 miliardi del sistema bancario,  i primi otto istituti hanno versato 134 milioni ad amministratori, sindaci e alti dirigenti: Intesa Sanpaolo 28,3 milioni, Mediobanca 20,8, Unicredit e Banco popolare 18, Ubi e Mps 13, Bpm e Bper 11 (5 novembre 2012)

 I delitti del signor B.

I delitti  per cui B ha beneficiato della prescrizione sono stati 7: Lodo Mondadori (Corruzione), All Iberian (Finanziamento illecito ai partiti), Consolidato Fininvest (Falso in bilancio), Bilanci Fininvest 1988-1992 (Falso in bilancio e appropriazione indebita), Lentini (Falso in bilancio), Mills (Corruzione).

Quelli conclusi con amnistia 2: Falsa testimonianza e acquisto dei terreni di Macherio (Falso in bilancio). Quelli in cui è stato assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato (B. essendosi fatto una legge sul falso in bilancio che di fatto lo depenalizzava) 2: All Iberian 2 e SME-Ariosto (entrambi falso in bilancio (28  ottobre 2012)

I figli di qualcuno

Il manager Piergiorgio Peluso, figlio del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, ha incassato 3,6 milioni di euro di buonuscita dal gruppo assicurativo Fonsai, dopo esserne stato direttore generale per 14 mesi. Subito dopo è stato assunto da Telecom Italia come direttore finanziario. (23 ottobre 2012)

Il Presidentissimo dell’INPS

Antonio Mastrapasqua è Presidente INPS, numero due di Equitalia (di cui l’Inps possiede il 49%), ma anche presidente del collegio sindacale di dieci società (due del gruppo Telecom, Eur Spa, Fiera di Roma) e sindaco di altre cinque, tra cui Autostrade per l’Italia e Coni Servizi. In più, è direttore dell’ospedale Israelitico di Roma.

Tradotto in conti correnti, l’incrocio di incarichi vale moltissimo: nel 2010 Mastrapasqua ha percepito da Equitalia 375mila euro di fisso, più 90mila euro per gli obiettivi raggiunti. “Ma nel 2012 ho rinunciato al compenso”, fa sapere  il manager, precisando anche che dall’Inps prende 174mila euro annui (ma nel bilancio il compenso non viene riportato) (21 ottobre 2012)

A Bolzano il presidente è caro

Luis Durnwalder, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, guadagna 25 mila euro mensili, 3 mila meno del Presidente USA Obama. Non contento, si è fatto pagare dalla Provincia anche le feste di compleanno. Comportamento poco asburgico e molto da casta italica (21 ottobre 2012)

L’Ilva evade

L’Ilva di Taranto, oltre ad inquinare, non ha pagato le tasse per 52 milioni di euro ! (19 ottobre 2012)

Polverini  è rimasta senza scarpe

Renata Polverini, ultimo atto. Dopo il noleggio, un anno fa, dell’elicottero della protezione civile, per inaugurare la festa del peperoncino,  ora la presidente dimissionaria della Regione Lazio si è concessa il lusso di sfrecciare con la scorta per acquistare delle scarpe nel cuore di Roma. Un degno finale prima dell’uscita di scena con le nuove elezioni (19 ottobre 2012)

Poverino !

Ce l’aveva quasi fatta. Gli mancava pochissimo. Dopo 34 anni e 151 giorni vissuti nella più placida oscurità parlamentare, il deputato dell’Udc Mario Tassone è salito agli onori delle cronache per una dichiarazione memorabile: “Mi hanno detto che di vitalizio prenderò 6.800 euro. Una cifra molto modesta” (19 ottobre 2012)

Pagati per dare farmaci ai bimbi

Aumentavano i dosaggi per incassare di più mezzo milione di euro a 67 medici; in questo modo la Sandoz, azienda del gruppo farmaceutico Novartis,  favoriva i propri prodotti secondo la ricostruzione delle procure di Rimini e Busto Arsizio (Varese)  (18 ottobre 2012)

Commessa per gli aerei F-35

il prezzo di ogni velivolo passerà da 80 a 137 milioni di dollari. Sono i velivoli della Lockheed Martin più cari di tutta la storia dell’aviazione. Il Governo ne vuole comprare 90 al posto dei previsti 130 (18 ottobre 2012)

Il project loro, il financing nostro

Ricordate l’alta velocità? Nel 1991 dissero che si ripagava con il traffico, grazie al magico project financing. Inventore del miracolo fu Ercole Incalza, oggi braccio destro di Ciaccia al ministero, un virtuoso

del settore. La Torino-Milano-Roma è stata pagata fino all’ultimo centesimo con denaro pubblico, è costata il triplo del previsto e ha generato ben 90 miliardi di debito pubblico (18 ottobre 2012)

I giudici salvano i loro lauti stipendi

La Corte costituzionale salva gli stipendi dei magistrati e degli alti manager della pubblica amministrazione con redditi superiori a 90mila euro. Motivazione della sentenza: i tagli del 5% e 10% decisi con decreto dal Governo Berlusconi  un anno fa costituirebbero una “violazione del principio di uguaglianza” dei dirigenti pubblici rispetto ai privati. Dimenticando, aggiungiamo noi, che nel privato si guadagna in base ai risultati (anche se non sempre)  e se le cose vanno male si perde il posto, cosa che ad un magistrato o a un funzionario pubblico non succede.

Quanto guadagnano i magistrati ?  Si comincia con una retribuzione netta di 2.870 euro per finire, con scatti automatici, dopo circa 28 anni di carriera, con 6.600 euro netti, ma un primo Presidente di Cassazione guadagna 9.850 euro.  Ora non si capisce come mai se si taglia la pensione ad un pensionato con meno di mille euro al mese, o a un insegnante che ne guadagna poco di più,  il principio di uguaglianza non si pone, mentre per i giudici e gli altri papaveri dello stati si. E’ l’ennesima difesa di una casta autoreferenziale che bada solo a se stessa, a spese dei contribuenti,  e se ne infischia delle condizioni generali degli italiani.  Qualche voce di magistrato contro questa assurdità sarebbe auspicabile (12 ottobre 2012).

Come è ridotta la cultura

Il direttore degli Uffizi (Firenze) guadagna 1.800 euro al mese contro gli 8.100 dello stipendio base del consigliere regionale laziale  (10 ottobre 2012)

Il Federalismo  degli ingordi

Il senatore del Pd Marco Stradiotto ha calcolato che tra il 1990 e il 2010 la spesa dello Stato pro capite è cresciuta del 29,54 per cento.  Quella delle Regioni quasi tre volte tanto, 88,21%, nelle Province del 157,7% e nei Comuni dell’80,7%. Dare più soldi alle Regioni è servito soltanto a permettere loro di spendere di più, visto che le tasse sono rimaste soprattutto statali (10 ottobre 2012)

Regione Sicilia: nomina milionaria pre-elettorale

Non bastano i 1600 dirigenti a libro paga della Regione: il governo di Raffaele Lombardo, a poche settimane dal voto, assume un esterno come direttore del Consorzio autostrade siciliane (Cas) applicandogli il contratto di dirigente generale.

Costo: tra i 700 mila e un milione di euro per cinque anni. Se la Regione avesse individuato un dirigente interno per il posto di direttore del Cas, la nomina sarebbe stata a costo zero (10 ottobre 2012)

La Regione Lombardia per il Meeting di Comunione e Liberazione  a Rimini

Negli ultimi 12 anni il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha garantito al Meeting sponsorizzazioni per complessivi 2 milioni di ero (solo quest’anno 70 mila euro). Con quali ricadute e vantaggi per i lombardi è tutto da scoprire (24 settembre 2012)

I consiglieri regionali non sentono la crisi

Un operaio metalmeccanico, oltre a guadagnare poco, prende lo stesso da nord a sud, ma non è così per i consiglieri regionali e per i presidenti di Regione. E’ la versione “politica”, nel senso per i politici eletti, del federalismo.  Il presidente di Regione che guadagna di più è quello della Lombardia Formigoni che si porta a casa 14.767 euro al mese, seguito da quello della Puglia Vendola che prende 14.595 euro, poi l’omonimo della Sicilia  Lombardo con 14.192 euro. Presidenti di partiti diversi ma con identico stipendio. Strana coincidenza.

I presidenti  invece più “poveri”, si fa per dire,  sono Errani dell’Emilia Romagna e Rossi della Toscana che guadagnano poco più di 7mila euro al mese.

Stessa variazione per gli emolumenti dei consiglieri regionali, dove si va dal massimo di 12.666 euro mensili della Lombardia al minimo di 5.666 euro dell’Emilia Romagna. In mezzo tutti gli altri.

Si stima (Sole 24 Ore) che i 1.111 consiglieri regionali costino alla casse pubbliche, mettendo insieme stipendi, costi di funzionamento dei Consigli regionali e altro, circa 743 mila euro l’anno.   Mai distanza con le condizioni economiche degli elettori potrebbe essere più grande (24 settembre 2012)

Quanto costano le Regioni

Stipendio di un consigliere della Regione Lazio

Indennità di carica 9.026 euro (lorda), indennità di diaria 3.503 euro (lorda), contributo per il rapporto tra eletto ed elettore 4.190 euro (netto). Totale: 16.719 euro. Più rimborso chilometrico auto di 40 centesimi/km.  Ci vuole coraggio !  (16 settembre 2012)

Proni alle banche

Uno pensa che non sia possibile, eppure la sudditanza della politica alla finanza è tale che anche in Spagna non riescono a venirne a capo, nonostante la situazione in cui si trovano (cioè più indebitati dell’Italia). Cosa è successo ? Che alcune banche sono sul bordo del fallimento e hanno dovuto chiedere aiuto alla Stato, cioè ai contribuenti. In cambio lo Stato ha preteso “solo” che lo stipendio massimo dei manager non superi i 500 mila euro, quando il capo di Governo Rajoy ne guadagna appena 78 mila. Incredibile ma vero (16 settembre 2012)

Il deputato con l’assistente in nero

 I parlamentari (che sono 630) ricevono 3.500 euro per l’assistente, ma due su tre non sono registrati a Montecitorio, in pratica lavorano in nero oppure i soldi se li tengono i deputati. Ottimo esempio di rispetto delle leggi ! (12 settembre 2012)

La Rai paga a Del Noce un milione

Fabrizio del Noce, giornalista e ultimamente direttore di Rai Fiction, se ne andrà in pensione con tre mesi di anticipo e con una liquidazione di un milione di euro. Vi sembra una cifra da stato di crisi ?  No. In crisi sono altri (per esempio gli operai sardi dell’Alcoa e del Sulcis) (11 settembre 2012)

 Rimborsi elettorali per le Regionali 2010

I Partiti (45 tra liste e partiti) dichiarano, stando ai dati diffusi dalla Corte di Conti,  spese per 63 milioni di euro ma incassano 185 milioni di euro di rimborso, di cui 74 milioni già bonificati. Solo il Movimento 5 stelle di Grillo ha rinunciato al finanziamento pubblico.

In totale, dal 1994 ad oggi, i Partiti, a fronte di 680 milioni di euro di spese documentate hanno ricevuto un finanziamento pubblico pari a 2,3 miliardi di euro. Un bel guadagno ! (30 agosto 2012)

 L’ambasciatore non porta la crisi

Può stare tranquillo l’ambasciatore italiano all’estero: continuerà a guadagnare 380mila eurolordi l’anno tra indennità di servizio (esentasse) e stipendio metropolitano (tassato) cui vanno aggiunti il 20% di maggiorazione per il coniuge, il 5% per i figli, indennità di rappresentanza e sistemazione, contributo spese per residenza e personale domestico.   Più premio di risultato variabile da 50 a 80mila euro. Quello che sta a Parigi, ad esempio, prende 320mila euro netti, 125mila euro di oneri di rappresentanza, 64mila per la moglie e 16mila per il figlio (21 agosto 2012)

Novità !

Il vice del ministro Balduzzi “ha favorito la figlia di un amico”, che è diventata  ricercatrice universitaria in quel di Palermo nella stessa Facoltà del padre, procurando all’Ateneo un danno di 350 mila euro (10 agosto 2012)

Sprechi alla Maddalena

All’isola della Maddalena (Sardegna) buttati 460 milioni di euro per il G8 che ci doveva essere, e che poi il Governo Berlusconi (aprile 2009) ha voluto spostare all’Aquila (4 agosto 2012)

 Al Monte dei  Paschi di Siena un regalino di 4 miliardi

 La prossima settimana al massimo il Parlamento ratificherà il regalo da 4 miliardi che il governo ha concesso a Monte dei Paschi a fine giugno. Il regalino a Mps sotto forma di obbligazioni dell’istituto sottoscritte dallo Stato entro la fine di quest’anno. Succede che tra perdite di bilancio – in larga parte dovute alla pessima scelta di comprare Antonveneta a peso d’oro nel 2007 – le nuove regole Eba (l’autorità bancaria europea) che richiedono una maggiore patrimonializzazione e l’impossibilità di finanziarsi sul mercato con capitali privati, la banca senese ha visto da vicino il baratro: per questo a giugno – dopo un paio di dichiarazioni rassicuranti – il neo-presidente di Mps si è presentato a Roma col suo amministratore delegato per chiedere una mano a Mario Monti  (2 agosto 2012).

Speculare a qualcuno fa bene

La filiale europea del fondo hedge americano Tudor ha annunciato due giorni fa di aver pagato ai 20 top manager bonus da 62 milioni di dollari (più di 3 milioni a testa) per le performance raggiunte durante la crisi dell’Eurozona. Lo scorso anno i milioni erano stati soltanto 8  (27 luglio 2012)

 Alla Rai non badano a spese (tanto paghiamo noi!)

I nuovo direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, prenderà uno stipendio di 650mila euro annui. Alla faccia della crisi e del tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici. Ma Monti dov’è?

Mali antichi

“Oggi i favori sono tutti per i politici, ed abbiamo visto i posti occupati da uomini nuovi, ispettori e preside trasferiti e promossi in compenso d’intrighi elettorali…(Minghetti, Ministro delle Finanze nel 1876).

“Nei consigli comunali, provinciali e parlamentari si formano associazioni di persone con interessi comuni che, dietro qualsiasi maschera si nascondano, sono autentiche associazioni per delinquere, o se preferite, di <mangia con tutti>” (De Santis, Deputato e Ministro, nel 1877). (Citazioni tratte dal volume di Francesco Saverio Morlino, L’Italia qual è, edizioni Una Città, Forlì, 2012, pubblicato la prima volta nel 1890)

Alla Rai si trattano bene

I consiglieri di amministrazione Rai possiedono una rev o l v i n g con un fido mensile di 5mila euro, ma possono giustificare spese di rappresentanza sino a 10mila euro annui: possono fare acquisti personali con la stessa carta, ma devono comunicare che l’importo va scalato dallo stipendio.  Esattamente come un operaio Fiat (12 luglio 2012)

Gli agricoltori possono attendere

Gli agricoltori si lamentano per i prezzi dei loro prodotti ?  Nessun problema. Al Sistema Integrato Nazionale per lo sviluppo dell’Agricoltura, un Ente pubblico che si occupa di fondi europei destinati all’agricoltura, dopo il passaggio del Ministro berlusconiano Saverio Romano,  le cose vanno molto meglio, tanto che dopo aver sostituito un paio di membri del consiglio di amministrazione  come prima misura si sono aumentati lo stipendio. E se prima l’intero cda costava 280 mila euro, adesso ce ne vogliono 580 mila, che diventeranno 600 mila euro dal prossimo dicembre. Ovviamente per tutelare gli interessi degli agricoltori (12 luglio 2012)

La Sicilia che produce

 In Sicilia, un residente  su 25 (compresi vecchi e bambini) prende, a vario titolo, soldi dalla Regione.  Il dato, reso noto dal procuratore generale d’appello della Corte dei conti siciliana Giovanni Coppola, è solo parziale ma comunque interessante: alla regione lavorano 20.288 persone (costati nel 2011 poco più di un miliardo di euro), di cui 17.218 a tempo indeterminato e 3.070 a tempo determinato,  mentre il totale complessivo del personale addetto alla sanità al 31 dicembre del 2011 è di 50.034 unità. E come diceva il buon Totò: ..e io pago !   (30 giugno 2012)

 Ad eliminare alcune Province….le Province non ci stanno. Ed è una lunga storia.

 Appena sentito odore di bruciato (in verità è da tempo che se ne parla, ma poi non è successo mai niente)  l’Unione delle Province Italiane (UPI), in pratica il loro sindacato, ha preso carta e penna per scrivere una lettera al “Caro Presidente Monti”  e  dirgli che prima di cancellare qualcuna di loro (si parla di eliminarne una quarantina, le più piccole) ci sarebbero ben 3.124 società inutili, tra enti, consorzi, ecc., di Regioni, Comuni e Province da tagliare e da cui si potrebbe risparmiare, hanno calcolato, 7 miliardi di euro, di cui 2 miliardi solo per i gettoni dei consiglieri di amministrazione. Un suggerimento senz’altro utile.

Ma aggiungono anche di aver “proposto un’autoriforma che garantirà allo Stato 5 miliardi di risparmi, attraverso la riduzione del numero delle Province (attualmente 107), l’istituzione delle Città Metropolitane e la riorganizzazione degli uffici territoriali dello Stato”.  Ma se sono tutti d’accordo perché non si fa nel giro di poche settimane ?

Purtroppo le province hanno una lunga storia, che addirittura risale a poco dopo l’unità d’Italia. Sentite cosa scrive Francesco Saverio Merlino, nel suo libro L’Italia qual è, edito da Una Città di Forlì, pubblicato la prima volta, a Parigi, nel 1890: “Arena su cui si esercitano i politici principianti, i “rurali” che aspirano a diventare deputati, la provincia è anche il campo di battaglia su cui i capi-partito misurano la loro influenza…A metà strada tra il Governo e i comuni, la provincia è il focolaio di tutte le bramosie che mettono in agitazione il mondo politico e burocratico .”(pag. 90)             (30 giugno 2012)

 I consiglieri regionali sardi se ne infischiano dei referendum

I sardi hanno bocciato, con un referendum di qualche settimana fa, le indennità dei consiglieri regionali (nel 2010 ogni cittadino sardo ha pagato 51 euro per mantenere il consiglio regionale, quasi sette volte più di un lombardo) che avrebbero dovuto essere fortemente ridotte ?  Bene.  Incuranti della volontà popolare i consiglieri hanno deciso di continuare come prima, tenendosi quindi ben stretta l’indennità mensile di 3.452 euro, più un massimo di rimborso spese di 6.855 euro, per un totale di 10.307 euro al mese.

Sulle stesse cifre totali, comprendendo cioè indennità e rimborsi, viaggiano anche i compensi mensili dei consiglieri regionali del Piemonte, del Veneto, della Puglia, Molise e Sicilia. Ma i più cari (per i contribuenti) sono i consiglieri della Lombardia con 12.666 euro,  mentre i più economici risultano i consiglieri dell’Emilia Romagna che prendono “solo”  5.666 euro (15 giugno 2012).

 Nessuno è inutile 

Trentasei pratiche di finanziamento in sette anni. È questo il risultato del lavoro dell’Istituto per lo sviluppo Agroalimentare (Isa), società finanziaria partecipata al 100% dal ministero delle Politiche agricole. Difficile non catalogarlo tra gli enti inutili. Eppure è sopravvissuto anche all’ultima sforbiciata del governo di Mario Monti. L’amministratore delegato Annalisa Vessella guadagna 140 mila euro l’anno, come stipendio base, che si sommano ad altre 115 mila euro che gli spettano in qualità di consigliere regionale Pdl della Campania (10 giugno 2012)

Un parlamentare su dieci è corrotto

Solo in questa legislatura i parlamentari indagati e/o condannati per corruzione, concussione, truffa e abusi d’ufficio sono stati 90, di cui 59 del Pdl (il partito di Berlusconi), 13 del Pd (il partito di Bersani) e 8 dell’Udc (il partito di Casini).

Nello stesso periodo, gli amministratori locali coinvolti in inchieste giudiziarie per gli stessi reati sono stati circa 400, di cui 110 del Pd e quasi il triplo del Pdl (M.Giannini, La Repubblica del 8 giugno 2012)

Il gioco rovina le persone e non fa incassare un euro allo Stato

E’ quasi incredibile: i concessionari del gioco d’azzardo dovrebbero pagare allo Stato una multa da 2,5 miliardi di euro per non aver trasmesso i dati sulla loro attività che non hanno ancora versato,  in compenso c’è il rischio che  lo Stato gli conceda uno sgravio fiscale di 285 milioni di euro (voluto dal Governo Berlusconi nel 2008). Poi aumentiamo la benzina per i terremotati !  Assurdo (9 giugno 2012)

Formigoni e il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini

Pierangelo Daccò (protagonista del crac dell’ospedale San Raffaele di Milano,  in carcere dal 15 novembre scorso per traffici poco puliti e amico di Formigoni) è una cassa continua  anche durante il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini: “Prenotavo sempre presso il Meridien circa dieci stanze che poi mettevo a disposizione dei miei ospiti. Inoltre, organizzavo sempre, durante ogni Meeting, una cena presso il ristorante Lo Squero alla quale invitavo circa 50 persone. Tuttavia, spesso tali cene si allargavano anche agli amici dei miei ospiti, per cui vi partecipavano anche 180 persone. Per tali cene, sostenevo spese in ciascuna occasione di circa 18mila euro” (da La Repubblica del 27/5/2012).

Formigoni, da quattro mandati Presidente della Regione Lombardia, ha ribadito: “Se qualcuno dimostrasse che Daccò ha avuto un vantaggio dai rapporti con me mi assumerò le mie responsabilità e mi dimetterò”

Bene, pare il che Daccò abbia ottenuto, grazie ai suoi stretti contatti con Formigoni, 10 milioni di finanziamenti extra per la Fondazione Maugeri, trattenendo laute provvigioni.  In un paese normale sarebbe sufficiente per far dimettere chiunque, ma l’Italia non lo è ancora. C’è solo da sperare che Comunione e Liberazione, movimento di cui fa parte Formigoni, quanto meno si astenga dal osannarlo nel prossimo Meeting di Rimini previsto per agosto. Vedremo. (25 maggio 2012)

Gli sprechi di un paese poco normale

L’Italia non è il paese più ricco al mondo, ma  in compenso spendiamo: 228 milioni di euro l’anno per il Quirinale (la Presidenza della Repubblica), il doppio dell’Eliseo (francese) e sei volte la Corona d’Inghilterra; 7 milioni di euro, nel 2011, per le pulizie della Camera, quasi 20 mila euro al giorno; il capo della Polizia (Manganelli) guadagna 620 mila euro l’anno, quando l’omologo della FBI americana si ferma a 113 mila; il nostro ambasciatore a Berlino prende 240 mila euro, più del doppio dei 109 mila di Angela Merkel, capo del Governo tedesco….. (13 maggio 2012)

 La casta non sente la crisi

Se qualcuno pensasse che le disuguaglianze sociali crescono solo in Italia, deve ricredersi, perché è un processo che dura da almeno qualche decennio e riguarda la maggior parte dei paesi sviluppati del mondo. In Spagna, per esempio, se nel 2007 un direttivo di una impresa importante guadagnava 23 volte quello di un semplice impiegato, nel 2011 il moltiplicatore era diventato 25 (1,07 milioni di euro contro un salario medio di un lavoratore  di 43 mila euro).

Per gli esecutivi, gli amministratori delegati per intenderci, le cose vanno ancora meglio perché riescono a portarsi a casa, nonostante la crisi, uno stipendio che è 60 volte circa quello di un proprio dipendente.  Sono remunerazioni, e aumenti, che solo raramente si giustificano con i risultati conseguiti dalle azienda che dirigono.

Ma non è ancora niente rispetto a quanto succede negli Stati Uniti dove un top manager può arrivare a guadagnare fino a 231 volte il salario di un dipendente medio.

Uno studio dell’Università della California (USA) sulle disuguaglianze nella storia è arrivata alla conclusione che nell’anno 14 dopo Cristo un senatore romano guadagnava 100 volte più di un romano medio. A dimostrazione che in 2000 di storia le disuguaglianze sono solo aumentate (almeno in molti paesi) (3 maggio 2012)

Gli italiani non sono tutti uguali

Mentre molti italiani, tra perdita/mancanza del lavoro, tasse e aumento dei prezzi, si trovano sempre più in difficoltà, per un manipolo di dirigenti le cose vanno alla grande, tanto che i loro milionari stipendi  crescono, nel 2011, fuori ogni misura. Vediamo: Marco Tronchetti Provera, della Pirelli, si è dato un stipendio di 22,7 milioni di euro, il 258% in più del 2010; Cesare Geronzi (tra l’altro condannato), delle Generali, si è portato a casa, compreso la buonuscita, 17,8 milioni; Pierfrancesco Guarguaglini, di Finmeccanica, costretto alle dimissioni, 11,3 milioni con la liquidazione; Pierfrancesco Gori, sempre della Pirelli, 10,5 milioni, più 366% sull’anno prima; Luca Cordero Di Montezemolo, della Fiat, 5,58 milioni, questa volta il 37 % in meno; Sergio Marchionne, della Fiat, 5 milioni, in crescita del 43%.    P.S.: L’Ufficio stampa  della Pirelli ha scritto ai giornali per rettificare che il Presidente Tronchetti Provera non guadagna 61 mila euro al giorno ma “solo” 22.300 euro al giorno. Il resto lo guadagna lo stesso ma sotto forma di bonus.  Adesso gli italiani sono tutti più felici ! (4 maggio 2012) .

Pini, leghista, da fustigatore a fustigato

Vi ricordate di Gianluca Pini, deputato legista di Forlì, fustigatore delle irregolarità tecniche del nuovo Palacongressi di Rimini ?  Aveva ragione, le opere vanno fatte rispettando tutte le regole tecniche, solo che adesso è venuto fuori, stando ad una indagine della Procura di Forlì,  che ad evadere il fisco per circa 2 milioni di euro, violando quindi la legge, pare sia stato proprio lui (30 aprile 2012).

Conflitti di interesse e mercato negato

Il governo Monti ha vietato i doppi o tripli incarichi, delle stesse persone, in banche, assicurazioni o società finanziarie concorrenti. Sembrerebbe ovvio, ma non era così. Una prassi consolidata faceva sì che le stesse persone, o le stesse famiglie, occupassero più poltrone, in conseguenza dell’intreccio di partecipazioni (e quindi un conflitto d’interessi) tra i gruppi che si spartiscono il potere nella finanza e nell’economia.  L’articolo 36 del decreto salva Italia ha invece stabilito che entro il 26 aprile bisognava rinunciare alle cariche nei consigli di amministrazione, di sorveglianza o nei collegi sindacali di società concorrenti, pena la decadenza da tutte le cariche. In ballo c’erano un migliaio di poltrone e quasi tutti hanno atteso le ultime ore per decidere quale mollare, forse sperando in un rinvio che non c’è stato.    E’ un primo passo, ma non elimina l’intreccio di partecipazioni che è all’origine dei conflitti d’interesse, come mostra il coacervo di partecipazioni nel cosiddetto salotto buono. Unicredit è il principale azionista di Mediobanca, con l’8,7 per cento, Mediobanca esercita il controllo di fatto sulle Generali possedendo il 13,6 per cento. Quasi tutti i principali gruppi italiani sono soci di Mediobanca (Fininvest, Benetton, Pirelli, Ligresti, Gavio e molti altri), che poi li sostiene con finanziamenti o partecipazioni azionarie. Un groviglio inestricabile in cui non si capisce bene chi comanda su chi. E insieme a Mediobanca il cuore del sistema è la Rcs, la casa editrice del Corriere della Sera (e Gazzetta dello Sport), dove tutti i potenti hanno una quota (30 aprile 2012)

La corruzione in Italia e in Europa

L’ultimo Eurobarometro (osservatorio dell’Unione Europea) conferma l’allarme per la situazione italiana: l’87 per cento dei cittadini italiani ritiene la corruzione un serio problema, in crescita del 4 per cento rispetto a 2 anni prima (la media europea è del 74 per cento); il 95 per cento degli italiani ritiene che vi sia corruzione nelle proprie istituzioni nazionali (in crescita del 6 per cento rispetto a 2 anni prima), il 92 per cento in quelle regionali e locali (la media europea è, rispettivamente, del 79 e 75 per cento); il 12 per cento degli italiani si è visto chiedere una tangente nei dodici mesi precedenti (la media europea è dell’8 per cento); il 75 per cento degli italiani ritiene che gli sforzi del governo per combattere la corruzione siano stati inefficaci (la media europea è del 68 per cento)

Sono i risultati dell’eliminazione, da parte del passato governo Berlusconi, del falso in bilancio, che consente la creazione di fondi neri nelle aziende, la provvista di ogni corruzione (27 aprile 2012)

 Finanziamento ai partiti: le cifre dello spreco per le elezioni del 2008

Alle ultime elezioni politiche nel 2008 il partito che segna il rapporto più basso tra spese elettorali accertate dal Collegio di controllo delle spese elettorali e numero di elettori è la Lega Nord. Ogni voto leghista costa effettivamente 0,52 euro. È il costo unitario più basso rispetto agli altri maggiori partiti italiani. In termini di rimborso effettuato dalle casse dello stato, però, ogni voto della Lega Nord costa ben 7,30 euro. Ciò significa che alla Lega Nord sono andati 38,4 milioni in più di quelli necessari a rimborsare le spese elettorali.

Gli altri partiti hanno speso, per ciascun voto preso: PDL 2 €; PD 0,78€; UDC 3,88 € e IDV 1,11 €.

In cambio, come rimborso/finanziamento hanno ottenuto, sempre per votante: PDL 7,7€; PD 7,5€; UDC 6,3€ e IDV 7,0€.

Se il fine della legge è rimborsarle, allora queste sono solo risorse pubbliche sprecate. Sarebbe ragionevole che i rimborsi, a fronte di spese effettivamente accertate, non superassero una soglia prestabilita (26 aprile 2012)

Finmeccanica: perde 2 miliardi ma per i dirigenti bonus miliardari

Nel 2011, Finmeccanica, azienda di Stato, ha perso 2 miliardi di euro, il titolo in Borsa è sceso del  70 per cento del suo valore, ciononostante il neo presidente Giuseppe Orsi si è assegnato uno stipendio di 1,5 miliardi e il direttore generale Alessandro Pansa si è portato a casa 2 miliardi di euro. Ovviamente con l’approvazione del Consiglio di Amministrazione.

Ma non è finita, i vertici di Eni ed Enel  hanno preso rispettivamente 6 milioni e 4,3 milioni di euro di stipendio, cioè 185 volte i propri dipendenti e nonostante le perdite di Borsa (24 aprile 2012)

Costi spropositati e sprechi sull’alta velocità Torino-Milano-Napoli

Dodici miliardi e 950 milioni di euro: è questo  il passivo che, secondo la Corte dei Conti,  lo Stato ha dovuto iscrivere a bilancio per coprire i debiti realizzati dalla costruzione della linea Alta velocità Torino- Milano-Napoli. Un buco a carico di tutti gli italiani e frutto di politici assenti e imprenditori approfittatori.   Un fallimento del sistema del project financing (opere finanziate da privati a cambio di qualche altro vantaggio) promosso dall’ormai disciolta Infrastrutture Spa, azienda a capitale pubblico istituita nel 2002 per iniziativa dell’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti (12 aprile 2012)

I capi di Enel e di Agip si aumentano lo stipendio e i consumatori pagano

Paolo Scaroni, il gran capo di Agip, la società pubblica del petrolio, l’anno scorso ha ricevuto compensi per un totale di oltre 5,8 milioni, il 30 per cento in più del 2010. Il suo collega Fulvio Conti, amministratore delegato dell’azienda elettrica Enel si è invece accontentato (si fa per dire) di 4,37 milioni, con un balzo del 40 per cento circa rispetto a quanto, gli era stato accordato nel 2010. Questo anche se il titolo Enel ha perso, negli ultimi 12 mesi, il 40 per ceno del suo valore. Impudenza senza limiti, ma nessuno dice niente, nemmeno l’opposizione (7 aprile 2012)

Soldi ai partiti

Nel 1993 un referendum popolare cancellò il finanziamento pubblico ai partiti. Ma prima il governo Amato, poi  Prodi, aggirarono  il referendum introducendo il contributo per le spese elettorali.   Nel 2006, il governo Berlusconi stabilisce pure che i soldi vengono dati anche se la legislatura finisce prima. In pratica, se invece di cinque anni ne dura tre, i partiti prendono i finanziamenti per cinque anni.

Risultato: negli ultimi 18 anni, tra rimborsi per elezioni nazionali, amministrative ed europee, nelle casse dei partiti sono entrati 2,3 miliardi di finanziamento pubblico, che diventeranno 2,7 miliardi alla fine di questa legislatura. Tutto questo denaro a fronte di spese documentate di circa 580 milioni di euro (5 aprile 2012)

Corruzione

L‘Italia ha firmato la Convenzione penale europea sulla corruzione il 27 gennaio 1999, ma non è stata ancora ratificata. Sempre l’Italia ha firmato il protocollo addizionale alla Convenzione penale il 15 maggio 2003, ma di nuovo è rimasta priva di ratifica. Il Parlamento non ha tempo !  Nel 2011, per la prima volta, nei tribunali italiani non ci sono state condanne per corruzione e concussione. I risultati si vedono  (5 aprile 2012)

Tasse: pagano gli ultimi

L’82% dell’Irpef arriva dai lavoratori dipendenti (53%) e dai pensionati (29), solo il resto da autonomi, imprese e partecipazioni (4 aprile 2012)

Pressione fiscale “reale” sopra il 50 per cento

Se nel 2012 la pressione fiscale ufficiale è prevista al 45%, quella reale, sempreché sia confermato l’ulteriore aumento dell’ Iva previsto per il prossimo autunno, dovrebbe toccare il 54,5%. Un record che non ha eguali al mondo.

A questo risultato si arriva la Cgia (Associazione degli artigiani) di Mestre rapportando le tasse effettivamente pagate al Pil nazionale, senza conteggiare però l’economia sommersa (stimata in 255-275 miliardi di € l’anno), che per definizione non versa nessun contributo. Diminuendo così il denominatore il rapporto aumenta  (31 marzo 2012)

Il costo dell’immagine

La Provincia di RIMINI, nel 2011, ha speso 10 mila euro  per  servizi fotografici di rappresentanza. Forse un po’ troppo (31 marzo 2012) 

Agli Ex presidenti della camera i privilegi durano “solo” 10 anni

Se ai pensionati con meno di mille euro al mese è facile tagliare subito qualcosa, non avviene la stessa cosa con i privilegi casta di nicchia degli ex presidenti della Camera dei deputati. Infatti, ieri, l’Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha varato una norma per ridurre i benefit delle alte cariche (auto blu, uffici, personale) che non saranno più “a vita” ma  dureranno “solo” (poveretti) dieci anni dalla fine del mandato.  Unico paese al mondo a concedere questi privilegi, ad usufruirne saranno in primis Luciano Violante (Pd), Pierferdinando Casini (UDC), l’unico che ha annunciato di rinunciare, Fausto Bertinotti, ex Rifondazione Comunista a cui non dispiace l’agio (non proprio proletario), ed in futuro l’attuale presidente Gianfranco Fini.  Il provvedimento è stato adottato a maggioranza (Pd, PdL e UdC) e con il voto contrario di tre rappresentati del PdL, uno della Lega e uno dell’IdV.  Così va la crisi nei palazzi del potere politico….sempre più impopolare. Ma loro fanno finta di non accorgersi (30 marzo 2012).

Lo spread salariale

C’è lo spread dei titoli pubblici, ma poi c’è anche quello salariale, sempre a vantaggio della Germania. Infatti un operaio della Volkswagen di Wolfsburg si porta a casa, netti, 2.700 euro al mese, contro i poco più di 1.400 euro di un operaio di pari livello della Fiat italiana. Ciononostante la fabbrica tedesca ha venduto, nel 2001, più auto dell’anno precedente, aumentando anche i profitti (che in parte sono finiti, con un bonus, in tasca anche ai dipendenti). Non sarà che la Fiat non vende perché non ha i prodotti giusti, anche se il lavoro costa quasi la metà ? (25 marzo 2012)

Dove finiscono i rimborsi elettorali

L’ex partito la Margherita, che nel 2007 ha dato vita con i DS al Partito Democratico, in dieci anni (anche dopo aver cessato ogni attività)  ha incassato dallo Stato a titolo di rimborsi elettorali 214 milioni di euro: una ventina se li è presi l’amministratore Luigi Lusi e di tutti gli altri si sono perse le tracce. Naturalmente nessun ex dirigente della Margherita si è accorto di niente.  E queste persone vorrebbero governare l’Italia !  (24 marzo 2012)

Corruzione e condanne

Secondo il Global corruption monitor, nel 2010, il 13 per cento degli italiani ha dichiarato di aver pagato una tangente, quando la media continentale è del 5 per cento. E’ diminuito anche il contrasto giudiziario: nel 1996 le condanne per reati di corruzione furono 1700, dieci anni dopo sono state 239.

Per responsabilità della legge 251/2005 (ex Cirielli) voluta dal Governo Berlusconi, in Italia il delitto di corruzione si prescrive in sei anni e non più in dieci (23 marzo 2012).

Ponte di Calatrava a Venezia: costo triplicato

La Corte di Conti chiede conto, ai tecnici e a Santiago Calatrava, l’architetto spagnolo autore del progetto, delle ragioni che hanno portato il costo iniziale di 3,8 milioni di euro a lievitare fino a raggiungere, ad opera conclusa, nel 2008,  11,7 milioni di euro.  All’epoca era sindaco Massimo Cacciari il quale si è difeso affermando che la Corte dei Conti non poteva non sapere che i costi preventivati “non potevano reggere”. Che è come dire che i preventivi si fanno per gioco, tanto pagano in contribuenti (17 marzo 2012).

 Fiat: lo stipendio di Marchionne aumenta del 42% anche se le macchine non si vendono

Sergio Marchionne ha guadagnato l’anno scorso 17 milioni di euro. L’amministratore delegato di Fiat spa ha incassato 2,45 milioni di stipendio nel 2011 più 12 milioni di fair value delle azioni gratuite maturate; altri 2,55 milioni gli sono arrivati in qualità di presidente di Fiat Industrial, la società di camion e trattori scorporata da Fiat all’inizio del 2011. Per il manager italo-canadese fanno dunque in totale circa 17 milioni di euro di cui 5 di stipendio; la somma dei due stipendi rappresenta un aumento consistente (+42%) rispetto ai circa 3,5 milioni incassati nel 2010.

Per fare un confronto Martin Winterkorn, numero uno del gruppo Volkswagen e manager più pagato in Germania, ha incassato 17,5 milioni (senza stock grant o opzioni ma con un robusto bonus legato ai risultati).

Ma non basta. Entro febbraio 2015 il numero uno del Lingotto potrà ricevere oltre 8 milioni di titoli del gruppo alla sola condizione che non lasci l’incarico di amministratore delegato. Il regalo al manager vale quasi 40 milioni di euro e consiste in 7 milioni di azioni Fiat (valore di mercato circa 31 milioni) e 1,1 milioni di titoli Fiat industrial (8,6 milioni di euro). In gergo finanziario le azioni gratis si chiamano stock grant e fanno parte di un cosiddetto retention plan, cioè un piano di incentivazione ai manager di punta del gruppo.      Un ricco stipendio senza vendere troppe auto, almeno sul mercato europeo dove nel 2011 ha immatricolato il 16 % di auto in meno. Chissà cosa gli avrebbero dato se avesse ottenuto i risultati della Volkswagen,  che nel 2011 ha aumentato le vendite del 14 per cento, i ricavi del 26 per cento e gli occupati del 25 per cento, con un bonus per gli operai di  7.500 euro (7, 13 e 16  marzo 2012).

Italia, dove l’alta velocità è la più cara d’Europa

Ammesso anche da uno studio delle Ferrovie dello Stato, in Italia un chilometro di ferrovia costa 32 milioni di euro, contro i 10 milioni spesi in Francia e i 9 milioni della Spagna. Ma non è finita, perché secondo altri studi il prezzo medio si aggirerebbe sui 50 milioni al chilometro, il 500 per cento in più della media europea (3 marzo 2012).

Docenti universitari assenti, ma pagati lo stesso

E’ capitato nel Ateneo di Genova, dove un economista e due architetti, nomi noti dicono le cronache e con avviati studi professionali, prendevano lo stipendio ma frequentavano poco le aule universitarie (27 febbraio 2012) .

Costi triplicati per la metro di Roma

Il costo iniziale previsto della linea C della metropolitana di Roma, che doveva essere pronta per il Giubileo del 2000, era di un miliardo e 925 milioni di euro. Dopo vari passaggi, l’ultima quotazione la da a 3 miliardi e 379 milioni di euro. Ma non è finita. Molti prevedono che alla fine costerà 6 miliardi, triplicando la cifra di partenza. Succederà così anche per la TAV i cui costi previsti ammontano a  8 miliardi di euro ?  (27 febbraio 2012)

I numeri giusti dei processi di Berlusconi

Tutti comprendono la differenza tra una assoluzione e una condanna inflitta da un Tribunale. Sulla prescrizione è invece meno evidente e qualcuno ne approfitta per trasformala in quello che non è.

Un reato si dice che cade in prescrizione quando il Tribunale non è riuscito ad arrivare in tempo ad emettere la sentenza (per ogni reato è previsto che la sentenza debba arrivare entro un certo numero di anni, se questo non avviene interviene la prescrizione. Bisogna aggiungere che il Governo Berlusconi ha fatto di tutto per accorciare, per i reati che lo riguardavano, questi tempi).

Prescrizione vuol dire quindi che il Tribunale non ha avuto il tempo sufficiente per emettere una sentenza, non corrisponde quindi  né ad una condanna, ma nemmeno ad una assoluzione.

Ma quanti processi ha avuto Berlusconi e come sono andati a finire ?  E’ vero che sono stati più di cento ?  No, non è vero.  L’ex capo del Governo ha avuto in tutto 25 processi così suddivisi:

–          5 ancora in corso

–          5 archiviati

–          5 assoluzioni

–          2 finiti con reati amnistiati

–          2 con reati successivamente depenalizzati

–          6 prescrizioni (tra cui l’ultimo processo Mills per corruzione giudiziaria, finito il 24 febbraio 2012)  (25 febbraio 2012)

L’Italia bifronte: chi prende troppo e chi troppo poco

Si sapeva che l’Italia aveva i parlamentari più pagati d’Europa, ma adesso scopriamo che anche gli alti dirigenti  pubblici sono i più pagati addirittura dell’Ocse (Organizzazione che riunisce i Paesi più sviluppati del mondo). In compenso abbiamo i dipendenti, pubblici e privati, peggio pagati d’Europa,  e il Sindacato non ha nemmeno protestato troppo.

Il  Governo Monti per fortuna ha messo un tetto: d’ora in poi i manager pubblici al massimo possono guadagnare 294 mila euro. Molti subiranno un taglio. O meglio, dovranno adeguarsi alla media degli altri paesi.   Ma una domanda viene spontanea: come mai, pur non figurando tra i paesi più ricchi, ed essendo invece tra i più indebitati, siamo stati così generosi con alcune categorie ? E come è possibile che il presidente dell’Inps, un certo Antonio Mastrapasqua, pure vice presidente di Equitalia, quella per intenderci incaricata di riscuotere le tasse, possa avere incarichi in altre 24 società, di cui alcune partecipate dallo Stato ? (25 febbraio 2012)

Portale d’oro

In otto anni, con Governi di vario colore,  il portale www.Italia.it è costato 30 milioni di euro e  non è  ancora finito. L’ultima gara per la gestione del portale è stata infatti annullata dal Consiglio di Stato, dopo un ricorso. L’Italia è un Paese turistico che non sa nemmeno comunicare ed offrire le sue ricchezze. Per fortuna i visitatori arrivano lo stesso (24 febbraio 2012).

Il bilancio di Marchionne (Fiat) va bene, quello degli operai meno

Mentre le auto non si vendono i ventilati investimenti tardano a venire, con la conseguenza che migliaia di lavoratori rischiamo il posto, il cda Fiat ha deliberato per Marchionne altri 7 milioni di euro in stock option al raggiungimento degli obiettivi di bilancio.  Il suo va benone, quello dei dipendenti forse meno. Ma non basta: l’Amministratore delegato della Fiat ha anche detto che se non si venderanno auto in America, due stabilimenti italiani su cinque verranno chiusi. Ma se questo avvenisse non sarebbe la dimostrazione della sua incapacità, visto che è stato messo a capo dell’azienda ?  Eppure la concorrente Volkswagen (500 mila dipendenti) nel 2011 ha venduto più di 8 milioni di auto, raddoppiando gli utili rispetto al 2010 (da 7 a 16 miliardi di euro) (25 febbraio 2012)

Il crocifisso non era di Michelangelo!

Di patacche ne circolano tante e bisogna stare sempre attenti a non rimanerne vittime. Ma quando a cascarci è il  sottosegretario ai Beni culturali del Ministro Lorenzo Ornaghi,  l’architetto Roberto Cecchi,  la storia diventa più seria.

Perché in pratica questo signore ha comprato per più di 3 milioni di euro, di soldi pubblici, un crocifisso ligneo che secondo lui era di Michelangelo, invece non era vero, e al massimo la casa d’aste Christie’s  l’ha valutato 85.000 euro.    E volete sapere dov’è finito il  “famoso” crocifisso ? In un magazzino non fruibile al pubblico.  Forse è il caso di dire che non è il tecnico migliore per gestire il nostro patrimonio culturale. (22 febbraio 2012)

I concorsi universitari si vincono meglio senza pubblicazioni

Qualche mese fa, in un concorso per ricercatore per il settore SECS P01 Economia politica presso l’università del Piemonte Orientale, una candidata con zero pubblicazioni refereed (cioè soggette al vaglio di un valutatore) e zero citazioni (senza cioè che qualcuno avesse citato i suoi lavori) era stata dichiarata vincitrice. Anzi, per essere precisi: aveva vinto il concorso l’unica candidata con nessuna pubblicazione soggetta a valutazione esterna e nessuna citazione!

Proprio la settimana scorsa, l’università dell’Insubria (sede di Varese) ha chiuso un concorso per ricercatore per il settore SECS P02 Politica Economica. Il vincitore è facile da identificare: è quello che ha tutti zero nelle varie caselle. Leggendo i verbali del concorso si deduce che in realtà il vincitore ha una pubblicazione su una rivista (di cui però non si riesce a trovare traccia sul web) e cinque capitoli di un unico volume collettaneo curato dal presidente del commissione giudicatrice. Tre di tali capitoli sono coautorati proprio con il presidente della commissione. Ognuno tragga le proprie valutazioni (21 febbraio 2012)

La corruzione in Italia secondo la Relazione della Corte dei Conti 2012

La corruzione in Italia vale circa 60 miliardi di euro l’anno,  ma nel 2011 sono state inflitte condanne solo per 75 milioni di euro. Questo è quanto ha sottolineato il procuratore generale aggiunto della Corte dei Conti, Maria Teresa Arganelli, nella sua relazione. “Se l’entità monetizzata della corruzione annuale in Italia è stata correttamente stimata in 60 miliardi di euro dal SAeT del Dipartimento della Funzione Pubblica rispetto a quanto rilevato dalla Commissione Ue – ha spiegato Arganelli – l’Italia deterrebbe il 50% dell’intero giro economico della corruzione in Europa”. Tuttavia, secondo Arganelli, si tratta di un dato “che appare invero esagerato per l’Italia, considerando che il restante 50% si spalmerebbe senza grandi problemi negli altri 26 Paesi dell’Unione Europea”.

La Commissione europea ha infatti stimato che la corruzione costa all’economia dell’Unione 120 miliardi di euro l’anno, ovvero l’1% del Pil della Ue e poco meno del bilancio annuale dell’Unione europea. La Corte dei Conti ricorda comunque che “il nostro Paese nella classifica degli Stati percepiti più corrotti nel mondo stilata da Transparency International per il 2011 assume il non commendevole posto di 69 su 182 paesi presi in esame” (18 febbraio 2012)

Classifica  dei Paesi più corrotti 2011

(Da 0 a 10, dove 10 indica il livello minimo di corruzione)

1. Bulgaria                              3,3

2. Grecia                                 3,4

3. Romania                             3,6

4. Italia                                  3,9

5. Slovacchia                          4,0

6. Lettonia                              4,2

12. Spagna                             6,2

15. Francia                             7,0

19. Germania                          8,0

22. Svezia                               9,3

23. Finlandia                          9,4

24. Danimarca                      9,4

Fonte: Transparency International 2011

CASO SACE – Tagli? I burocrati si alzano lo stipendio

Mentre il Presidente del Consiglio Monti cerca di mettere un tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici, da un verbale datato 15 dicembre del cda della Sace (società del Tesoro che garantisce il commercio estero) risulta che l’amministratore delegato e il presidente si sono allegramente aumentati lo stipendio (il primo a 532mila euro più un premio, il secondo a 300mila più il solito premio) (20 febbraio 2012)

Azzardo on line, la mangiatoia

Nel 2011 l’azzardo on line in Italia ha raccolto 9 miliardi e 850 milioni euro: per capirci, dieci volte tanto la spesa per l’intero consumo di pasta. E la crisi economica non sta frenando il fenomeno: anzi, quando si è in recessione si scommette di più. Una manna per lotterie, concorsi, pronostici, giochi di carte, e così via. Il business insomma è ricco e fa gola a molti, imprenditori italiani e stranieri, che si muovono spesso in bilico tra legalità e illegalità.

Poker superstarIl bottino del gioco on line è però solo una parte dei 72 miliardi fatturati,  nel 2011 in Italia, dal gioco d’azzardo nel suo insieme.  Con l’introduzione, il 18 luglio 2011, dei vari cash games online, poker cash e casinò,  non si giocano più solo soldi finti, comprati come fiches all’inizio del gioco, ma ogni puntata diventa indipendente, dal momento che si giocano soldi veri ogni volta. I cash games -poker, baccarà e altri giochi da casinò – hanno portato da soli più di cinque miliardi di euro di raccolta in sei mesi.

All’annuncio delle nuove liberalizzazioni si sono buttate nel settore anche la Mondadori di Silvio Berlusconi con Glaming.it, e Poste Italiane. A spartirsi la torta del gioco on line sono comunque 68 società concessionarie, che gestiscono 247 siti web. Sui nove miliardi e passa di “raccolta”, come viene definita in gergo tecnico, il 10 per cento circa rimane agli operatori mentre il resto viene redistribuito in vincite, anche se la percentuale varia di gioco in gioco. Le vincite possono essere lasciate lì per rigiocarsele oppure riscosse.

Bwin.party è una delle maggiori aziende di gioco online, quotata in borsa. Il gruppo ha sede a Gibilterra e occupa oltre 3.100 addetti, di cui un centinaio in Italia. Nel 2010 ha generato ricavi di 814 milioni di euro.

La mano delle mafie
Ma nonostante tutti gli accorgimenti, le preoccupazioni sulla sicurezza sono molte e vanno ben oltre i piccoli o grandi imbrogli:«L’uso telematico permette di spostare con qualche colpo di clic cifre ingenti in paradisi fiscali riconosciuti», dice Daniele Poto, autore del dossier “Azzardopoli” per Libera, «oltre che promuovere scommesse taroccate. Si apre un nuovo immenso campo di investimento in cui le mafie metteranno in campo nuove infrazioni alle leggi. Con un ventaglio di soluzioni al momento ancora in parte imprevedibili. E il sistema non sembra pronto per parare tutti i colpi». D’altronde le mafie sono sempre state legate al mondo del gioco d’azzardo, il cui fatturato illegale si stima di dieci miliardi di euro. (15 febbraio 2012)

I VERI NUMERI DI MANI PULITE

Dichiarati COLPEVOLI  9 imputati su 10  

L’ inchiesta Mani Pulite 1992-‘94 ha prodotto circa 1.300 dichiarazioni di colpevolezza, fra condanne e patteggiamenti definitivi (gli ultimi dati risalgono al 2002). La percentuale di assoluzioni nel merito (cioè di imputati risultati estranei ai fatti) si aggira sul 5-6%. Gli altri, circa il 40%, si sono salvati grazie alla prescrizione, a cavilli procedurali o a leggi su misura.

– Posizioni considerate: 4.520

– Posizioni trasmesse ad altre Procure: 1.320

– Persone per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio: 3.200

Delle persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio:

– Posizioni trasmesse dal gup ad altre sedi giudiziarie: 427

– Posizioni pendenti dal gup: 274

– Persone rinviate a giudizio: 1.306

– Persone condannate dal gup: 609 (506 patteggiamento e 103 rito abbreviato)

– Persone prosciolte dal gup: 480 (nel merito 269; per estinzione del reato 211, di cui per

prescrizione: 179)

Delle persone rinviate a giudizio:

– Posizioni trasmesse ad altra autorità giudiziaria: 38

– Posizioni pendenti in Trib.: 193

– Condannati in Tribunale: 645 (341 patteggiamento e 304 dibattimento)

– Prosciolti in Tribunale: 430 (nel merito 161; per estinzione del reato 269, di cui per prescrizione

243).

– Altre posizioni (riunioni, stralci, restituzioni, nullità…): 104 Totale posizioni giudicate con

sentenza definitiva: 1.121 (17 febbraio 2012)

I lauti rimborsi dei PartitiTra il 1994 e il 2008 i partiti hanno speso in campagne elettorali 579 milioni di euro,  ma ne hanno incassato, come rimborso, 2.254 milioni.  Le 4 mila lire di rimborso per cittadino elettore del 1999 (erano 1.600 lire nel 1994) sono diventate, col cambio della moneta, 4 euro.

Alle consultazioni del 2006 e del 2008 i partiti hanno investito 2,47 euro per elettore e ne hanno avuto indietro 10,05 euro. Un affare !  Il PD è l’unico partito con il bilancio certificato da una società di revisione esterna (13 febbraio 2012)

Michel Martone, Vice Ministro del Welfare, super raccomandato 

«Dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei bravo e che essere secchioni è bello, perché vuol dire che almeno hai fatto qualcosa».

Parla così un raccomandato di ferro, che diventa professore ordinario di Diritto del lavoro a 31 anni, cosa rarissima in Italia, consulente di Brunetta ma anche collaboratore di Maurizio Sacconi (suo sponsor nella nomina a viceministro) e collaboratore di  Italiafutura di Luca di Montezemolo. Se non fosse entrato al governo, aveva già pronta la nomina a presidente di FondInps: firmata da Sacconi, poche ore prima delle dimissioni di Berlusconi.

Michel Bertone è figlio del giudice Antonio Martone, ex presidente dell’Authority scioperi, già assiduo dello studio Previti, da ultimo sulle cronache per aver partecipato a un pranzo della P3 a casa di Verdini,  presidente della Commissione per la valutazione del merito e della trasparenza nella Pubblica amministrazione. (24 gennaio 2012)