"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Il turismo e l’incubatore

di Alessandra Leardini

Creare a Rimini una piattaforma mondiale per prodotti e servizi innovativi nel settore turistico. Su questa ipotesi il mensile TRE insiste già da alcuni mesi, da quando nel corso di un incontro avvenuto a Padova tra il nostro direttore Primo Silvestri e il Prof. Ruggero Frezza, titolare di M31, incubatore di imprese ad alta tecnologia con sede, appunto, nel capoluogo veneto, il Prof. Frezza aveva dichiarato possibile la nascita, anche a Rimini, di una filiale di M31 interamente dedicata all’innovazione turistica.
In un bacino così fortemente permeato di turismo come quello riminese, dove in più decenni oltre alle tendenze, hanno trovato modo di maturare e crescere molti prodotti e servizi innovativi (attrezzature per la ristorazione, software per la gestione alberghiera, ecc). Ma il turismo non si ferma: si può fare di più per rendere il territorio più accattivante, diffondere il “marchio Rimini” con più efficacia in Italia e all’estero e aumentare le occasioni di ottenere un buon lavoro, non solo di tipo stagionale.
Delle opportunità che potrebbero arrivare dall’arrivo di M31 a Rimini si sono accorti anche i responsabili del concorso “Nuove idee nuove imprese”, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Non a caso il Prof. Ruggero Frezza è stato ospite della serata di premiazione dei progetti partecipanti all’ultima edizione della business plan competition, il 17 febbraio. In occasione di questa stessa serata il presidente del concorso, Luigi Gambarini, ha annunciato una possibile collaborazione futura con M31, “così come certamente – ha aggiunto – si apriranno future collaborazioni con altre società di venture capital o con business angel per lanciare le società nate dalla competizione”.
Abbiamo incontrato più da vicino Frezza per capire cosa servirebbe, in concreto, per portare a Rimini una filiale di M31 e quali potrebbero essere le applicazioni tecnologiche da incentivare in ambito turistico.
Innanzitutto, com’è nato M31?
“M31 è nato da diverse esperienze che ho maturato, da professore universitario a Padova, con i miei studenti. Molti di loro, dopo la laurea, chiedevano semplicemente di riuscire a trovare un impiego. Mi sono chiesto: perché non dar loro la possibilità di trasformarsi in creatori di posti di lavoro? Ho creato così un modello di struttura che potesse investire in nuove imprese, tecnologicamente innovative, e fornire loro un sistema di finanziamenti necessario almeno per partire e competenze di gestione e management. Abbiamo trovato un imprenditore illuminato che ha trovato il coraggio di rischiare e di investire. Con quasi 8 milioni di euro abbiamo lanciato sei giovani  che oggi assumono un totale di 80 ragazzi e sono attiva sul mercato internazionale. Ma il nostro obiettivo è crescere ancora”.
Quali opportunità potrebbero arrivare al turismo riminese da un’esperienza come M31?
“L’entusiasmo della creatività porta a pensare a mille opportunità legate alle tecnologie odierne: dal Gps alla domotica negli hotel, dal multimediale alla Google Tv negli alberghi, fino a Google Maps e alle realtà virtuali nei musei. Immaginiamo solo di poter vedere una realtà aumentata virtuale nei castelli malatestiani in modo da poter interagire con atmosfere medievali! In questi anni in M31 ci siamo cimentati con due business plan in ambito turistico. L’idea era di far pagare le installazioni con un piccolo extra sul bigliettoS In località con più di 100mila visitatori l’anno sarebbe una maggiorazione più che sostenibile. Anche qui a Rimini, sostenendo la creatività, le opportunità ci sono”.
Cosa ci vorrebbe per poter partire?
“Qualche investitore che osi rischiare più una o due persone che credano nel progetto e ne diventino trascinatori”.
Lei sarebbe disponibile ad aiutarci?
“Perché no: potrei condividere con voi tutti i lavori che sono nati in quattro anni di M31 in modo da non ripeterci. Più imprenditorialità si diffonde nel nostro paese, meglio è per tutti”.

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