"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

novembre: 2017
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Il treno non passa

di Angela De Rubeis

 Duro e privo di frutti. Il braccio di ferro con Trenitalia per ristabilire  le fermate soppresse nella stazione di Cattolica sembra che assegnerà un  punto alle Ferrovie. Dopo le polemiche per l´isolamento della Regina si  attendevano buone nuove dall´introduzione dell´orario estivo. Buone nuove  che però non sono ancora arrivate. “Abbiamo ricevuto una prima bozza  – commenta Giuseppe Barbieri, membro della consulta delle attività economiche di Cattolica e vicepresidente di Anac – dalla quale ci risulta che dei venti  treni che passeranno da Cattolica se ne fermeranno solo cinque”. E le categorie economiche promettono scioperi e l´occupazione della stazione.
Il rischio per la Regina è quello di dover fare i conti una stagione estiva  al ribasso per effetto delle mancate fermate. Se a questo si aggiungono i  lavori di costruzione della terza corsia sulla A14 ben si comprende il  timore diffuso. Roberto Piva, consigliere regionale Pd, con un´interrogazione in Regione aveva segnalato il problema già lo scorso dicembre. Peccato che la Regione, che nel settore ha investito diverse risorse (nel triennio 2010-2013 si è arrivati ad un miliardo di euro), possa
intervenire solo su tratte regionali, per il resto pensa a tutto Trenitalia che in una logica di mercato realizza le sue scelte di collegamento. Lo spiega Alessandra Coppa, responsabile delle Relazioni esterne di Ferrovie Dello Stato Spa, Nucleo Emilia Romagna, intervenendo alla trasmissione
televisiva di TRE su Icaro Tv: “Per quanto riguarda la lunga percorrenza – dice – si tratta di treni di mercato che non usufruiscono di contributi pubblici e per i quali la politica tariffaria sia in termini di aumenti sia in termini di promozione, viene definita direttamente dall´azienda. Diverso è
invece il caso del trasporto pubblico locale (treni regionali, ndr) dove la competenza è delle Regioni”. Anche per Cattolica, quindi, è stato fatto un discorso relativo alla mole di viaggiatori, calcolato in base alle prenotazioni.

Niente di buono lungo quei binari, quindi. Nessuna novità: il 2009, infatti, è da segnalare come annus horribilis. In principio fu la soppressione di  alcuni collegamenti tra Rimini e Bologna. “È una cosa che ci crea davvero  tanti disagi. Mi riferisco alla mancanza di un treno che permetta a noi
pendolari su Bologna di arrivare per le nove del mattino, senza dover fare una levataccia”. A parlare è Lara Cirielli, riminese del comitato RomBo  (Romagna-Bologna) e pendolare dal 2005 che tutti i giorni, per arrivare in tempo a lavoro, deve saltare su un treno che parte da Rimini alle 7 del mattino. Dall´annus horribilis “non è stato introdotto alcun treno, né a lunga percorrenza, né regionale con fermate intermedie a Rimini, Cesena e Faenza che arrivi a Bologna entro le 8.45, capace di razionalizzare il flusso di utenti nella fascia oraria mattutina. Abbiamo delle difficoltà
vere a trattare con Trenitalia – continua la Cirielli – mancano gli  interlocutori e anche se la Regione appare sensibile ci sono competenze che  loro non hanno. E, la mia impressione è, che anche loro abbiano dei problemi a parlare con Trenitalia”.

Quanto mi costi?
Attualmente un abbonamento annuale da Rimini a Bologna (su regionali e interregionali) costa circa 850 euro, sino allo scorso agosto veniva 70 euro in meno. Un incremento dovuto al fatto che questa tratta è rientrata nella categoria degli “over” 100 km mentre per gli “under” 100 km gli incrementi sono stati più contenuti. Sembrano, agli occhi dei pendolari, atteggiamenti arbitrari. I pendolari possono utilizzare la carta “Mi muovo tutto Treno”che con 110 euro l´anno (potrebbe diventare 140 euro) permette loro di integrarla all´abbonamento per utilizzare treni di classe superiore. Ma girano fondate voci intorno alla proposta di associare questa carta solo ad
abbonamenti annuali. In merito a questa possibilità, RomBo è al corrente di una trattativa tra Regione e Trenitalia per rateizzare l´abbonamento annuale ma non c´è ancora nulla di sicuro. Per ora godiamoci il ritorno di Cattolica.

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