"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Il trasporto pubblico che verrà

di Alberto Rossini, Dirigente della Provincia di Rimini

 Come sarà la mobilità del futuro? Il 16 dicembre si è svolto il convegno Mobilità innovativa e sostenibile per Rimini: i personal rapid transit (PRT), organizzato dalla Provincia e dal Forum del Piano Strategico del Comune di Rimini, con la collaborazione di Europa Inform.

Il seminario ha approfondito alcuni progetti che coniugano innovazione tecnologica e trasporti, cercando di verificare quali siano le possibilità di proiettare il nostro territorio in uno scenario europeo, che già ora sperimenta soluzioni in cui il trasporto pubblico non è un elemento residuale dell´offerta di mobilità, ma un fattore di sviluppo e di valorizzazione delle situazioni più importanti di una città. In particolare si sono messe a confronto due esperienze molto interessati che hanno caratteristiche diverse ma lo stesso obiettivo: consentire alle persone di muoversi con grande comodità, senza necessariamente dover usare l´automobile.

Il Prof. Joerge Schweizer del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e dei Materiali dell´Università di Bologna ha parlato dei sistemi di Personal Rapid Transit che segneranno il futuro della mobilità nel mondo. Il PRT è il tentativo di coniugare i vantaggi del trasporto pubblico con l´uso individuale dell´auto privata. I PRT sono mezzi leggeri, elettrici, a guida automatica,  capaci di trasportare da 3 a 6 persone. Hanno fermate a richiesta e modalità di pagamento della corsa molto flessibili. Per gestirli non sono necessarie infrastrutture pesanti. I mezzi possono viaggiare in spazi ridotti, quali vie di un centro storico e lungo strade già esistenti, per 24 ore al giorno e possono essere manovrati da un´unica cabina di controllo.

Partendo da alcuni dati generali e dalla specifica situazione riminese, Schweizer ha prospettato l´utilizzo anche nel nostro territorio di questi mezzi ipotizzando un collegamento tra la stazione, il nuovo Palas e il casello autostradale di Rimini sud. In tal modo si può stimare un trasporto che potrebbe raggiungere fino ad un milione di passeggeri l´anno. Non solo convegnisti, ma anche coloro che da Rimini Sud debbono spostarsi verso il centro. Infatti, nell´ipotesi formulata nello studio, al casello autostradale troverebbe posto un grande parcheggio scambiatore, utile sia per limitare l´accesso delle auto in centro, sia per creare un volano economico necessario per ripagare i costi dell´investimento che si aggirano intorno agli 8,3 milioni di euro per ogni km di linea.

Certo è una suggestione, ma potrebbe diventare molto interessante anche in funzione di un´interazione con il già progettato, e ora finanziato, sistema del trasporto rapido costiero da Rimini a Riccione.

Ha contribuito a rendere ancora più concreto il convegno la testimonianza di David Holdcroft, manager che ha gestito l´attuazione del progetto ULTRA, un´applicazione dei sistemi di PRT, a Heathrow, uno degli scali londinesi, nel quale ogni anno transitano più di 60 milioni di passeggeri. Nello scalo il PRT collega i parcheggi con il principale terminal dell´aeroporto. Il costo dell´operazione, che a breve sarà inaugurata, dopo una lunga fase di test, è stato di circa 80 milioni di euro, tutti a carico della società privata che gestisce l´aeroporto.

L´altra esperienza di mobilità innovativa e di alto livello è stata illustrata da Massimiliano Cortese manager di Alstom Ferroviaria S.p.A., che ha approfondito il tema dell´uso dei Tram Treno. Un mezzo a metà tra un normale convoglio ferroviario ed un tram, il cui enorme vantaggio è la possibilità di viaggiare contemporaneamente sia sulla rete ferroviaria che nei percorsi urbani ed extraurbani riservati. Questo è quello che già normalmente avviene a Lione, Nantes o Strasburgo. Questa possibilità, come è stato suggerito dalla relazione, si adatterebbe perfettamente alla realtà della “città metropolitana” che va da Ravenna a Rimini. I vantaggi sono costituiti dall´avere mezzi ambientalmente sostenibili, elettrici, non rumorosi e molto comodi. In più per entrare in funzione non richiedono grandi investimenti sulle infrastrutture. Eppure c´è un problema. Per il momento questi mezzi non sono omologati per viaggiare nel nostro sistema ferroviario, diversamente da quanto accade negli altri paesi europei, ma prima o poi ci adegueremo e ci metteremo al passo con Francia e Germania. E´ già una buona notizia che una commissione ministeriale stia lavorando sugli aspetti tecnici e normativi per arrivare ad un primo parere in merito. Da parte loro gli assessori alla Mobilità della Provincia e del Comune, Vincenzo Mirra e Yuri Magrini, hanno sottolineato come occorra insistere sugli aspetti innovativi e che quindi occorre avere coraggio per compiere scelte importanti, avendo attenzione a non perdere di vista le cose che sono più vicine e fattibili, come la realizzazione del TRC. Mi pare, al di là, di ogni altra considerazione, che sia positivo il non perdere di vista il confronto con le situazioni europee. Per essere un territorio che vuole competere alla pari con altri distretti internazionali ciò mi pare fondamentale, anche perché sappiamo bene che per concorrere con il resto del mondo sono necessarie infrastrutture e servizi, e tra i tanti aspetti, la mobilità è uno dei più rilevanti.

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