"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Il Titano in sofferenza

di Mauro Bianchi

Il sistema sammarinese sembra attualmente essere arrivato a un punto critico. Ne parliamo ancora con la prof.ssa Paola Brighi e con il prof. Antonello Eugenio Scorcu, docenti rispettivamente di Economia degli intermediari finanziari e di Politica economica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Bologna, Sede di Rimini. una certa finanza ha avuto, ed ha tuttora, un peso importante rispetto alle altre attività produttive. è per questo che il riaggiustamento è oneroso.    Da un lato la caduta dei depositi innescata dallo scudo fiscale negli ultimi mesi del 2009 non sembra essersi esaurita, visto che l’anonimato di società e fiduciarie in futuro non potrà essere garantito nelle forme sperimentate in passato. Pur non esistendo valutazioni precise al riguardo, è plausibile ipotizzare che parte della clientela particolarmente sensibile all’anonimato abbia scelto altre piazze off-shore, mentre anche altre tipologie di clienti preferiscano comunque ridurre i contatti con un sistema finanziario inserito nella black list, con le possibili conseguenze di natura fiscale che si prospettano.

È la raccolta indiretta del sistema bancario che risente maggiormente di questa situazione: dopo avere raggiunto il livello massimo della raccolta nel secondo semestre del 2007, la riduzione è stata pressoché  costante e negli ultimi mesi (l’ultimo dato disponibile è del luglio 2010) si è attestata a livelli pari a circa la metà di quelli massimi.

La dinamica della raccolta diretta è in parte differente: si registra una crescita fino agli ultimi mesi del 2009 quando, con l’effetto dello scudo fiscale, il sistema bancario sammarinese sperimenta un drastico e rapido ridimensionamento. La caduta continua anche dopo il periodo di efficacia dello scudo, seppure con un’intensità ridotta. Alcuni addossano la responsabilità della crisi sammarinese a quella dei mercati internazionali e dei mutui subprime piuttosto che allo scudo fiscale italiano.  L’effetto della crisi finanziaria non sembra incidere sulle dinamiche di queste grandezze: nel settembre-ottobre 2008 la raccolta indiretta era già in flessione da circa un anno, mentre quella diretta cresce fino alla seconda metà del 2009.

 Le imprese sono preoccupate per la scarsità di credito?

Il pesante restringimento della raccolta non può che riflettersi anche sulla disponibilità di prestiti. Questi aumentano seguendo l’andamento della raccolta diretta, senza alcuna apparente restrizione, fino agli ultimi mesi del 2009. L’effetto scudo emerge anche in questo caso con un  innalzamento del rapporto impieghi/raccolta diretta a partire dall’ottobre 2009, con lo scudo fiscale già in essere. Il rapporto continua ad aumentare, dapprima in modo marcato (fino al gennaio 2010, mese in cui si raggiunge il 75%) e successivamente a tassi comunque significativi. L’ultimo dato disponibile ci dice che il rapporto ha raggiunto circa l’82%, segno di tensione finanziaria del sistema bancario sammarinese, stretto da un lato dalla riduzione dei depositi e dall’altro dall’illiquidità degli impieghi, accresciuta dal prolungarsi degli effetti dalla crisi economica attuale.

 Qual è l’effetto della crisi internazionale, allora?

Le difficoltà sono evidenziate dalla dinamica del rapporto tra sofferenze e totale degli impieghi. Se fino all’inizio del 2008 questo rapporto si colloca ben al di sotto dell’1%, nel corso degli ultimi due anni emerge un progressivo peggioramento della qualità del credito erogato, con una accentuazione della dinamica negativa negli ultimi mesi disponibili. Nel luglio 2010 il tasso delle sofferenze è pari al 3,74%. Alla fine del 2009 tale valore era pari al 2,86% mentre quello registrato per la CARIM era l’1,70%, sebbene un confronto diretto sia difficile per via di differenti prassi contabili. 

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