"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Il senso di un nuovo polo produttivo a Rimini Nord

La stampa del 24/3/2011 ha dato la notizia che la Commissione urbanistica del Comune di Rimini ha approvato una ennesima variante al vecchio Piano Regolatore comunale per fare spazio, a Rimini Nord, tra Via Orsoleto, Via Tolemaide e l’autostrada A14, in pratica di fronte al Mercatone Uno e Ikea, ad una nuova area produttiva di 100 mila metri quadrati. In altri tempi, prima della crisi del settembre 2008, si sarebbe detto: finalmente !  Ma oggi, anche se l’area in oggetto era nelle previsioni, la decisione appare decisamente controcorrente. Perché attualmente il problema, per le aree produttive già costituite o in via di sistemazione dopo una gestazione durata più di un decennio, come ad esempio il Triangolone di Santarcangelo, poco distante, non è tanto la mancanza di spazi, quanto il suo eccesso. Questo capita perché molte aziende, che in passato avevano pianificato un ampliamento o il trasferimento in una sede più adatta, ci hanno ripensato. E chi di recente, ma non sono troppo numerosi, ha risposto ad un secondo bando, dopo che il primo, causa la crisi, si era praticamente svuotato, mostra non poche reticenze quando si tratta di cominciare a tirare fuori i denari.  Certamente l’incertezza della ripresa economica non aiuta ad investire e di capannoni vuoti,  in vendita o dati in affitto, sono piene le aree artigianali e industriali (un censimento recente realizzato nell’area industriale di San Giovanni in M. ha contato 17 capannoni vuoti).  Gli spazi per fare impresa quindi non mancano. Se aggiungiamo che le previsioni per i prossimi anni, illustrate dal Rapporto sull’economia della provincia di Rimini curato dalla Camera di Commercio e presentato il 29/3, non concedono molto all’ottimismo, ci chiediamo qual è il senso di offrire un nuovo spazio produttivo, quando ce n’è già troppo e se va bene, visti anche i tempi burocratici, diventerà operativo tra un decennio.  Il rischio è che si presentino tutti gli interessi, meno quelli per cui l’area è stata pensata.

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