"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Il libro per bambini lo scrivo sull’Ipad

di Stefano Rossini

Da Rimini, a Milano, all’Europa, passando per le vie dell’animazione e della comunicazione. Stefano Bruscolini (www.stefanobruscolini.com e www.mediakino.com) è un creativo riminese che ha trasformato la sua curiosità e la sua passione in una professione affascinante. Vive sulla riviera, tra Rimini e Riccione, ma ha dato vita ad un network di persone che lavorano lungo tutta l’Italia e si relazionano attraverso internet. Ora, dopo aver lavorato per la Disney e realizzato video per le più importanti compagnie del paese si prepara a sbarcare sull’Ipad, con un libro animato per bambini.
Ma andiamo con ordine. La sua storia professionale comincia nei primi anni OE90 quando decide di lasciare la facoltà di architettura di Firenze e di spostarsi a Milano. Lì, quasi casualmente, comincia a lavorare nel campo dell’illustrazione. Dal OE92 lavora come illustratore e disegnatore di fumetti per la Disney Italia.
“Era un luogo davvero strano – racconta – l’azienda era una enclave della Disney americana. I primi tempi in ufficio si parlava solo in inglese. E’ stata un’esperienza davvero formativa. Il modello di lavoro anglosassone è molto più rigido del nostro, ma fa capire quale sia la linea giusta da tenere se si vogliono ottenere dei risultati”.
Poi Bruscolini comincia a lavorare come illustratore e animatore freelance, ritornando alla Disney a fine millennio per collaborare con l’apertura del canale Disney Channel. Chiusa l’esperienza, decide di dare vita ad un network di persone con diverse professionalità che collaborano insieme.
“Questa nuova forma di lavoro mi sta dando molte soddisfazioni. Siamo un collettivo di liberi professionisti. Ognuno di noi ha la possibilità di avere un percorso professionale sia come singolo che come gruppo. Questo fa sì che ogni componente possa portare le proprie esperienze esterne all’interno del collettivo, che così ne guadagna. In pratica ci avvaliamo delle nostre esperienze e, a seconda dei progetti, partecipano le persone più appropriate. Così possiamo anche soddisfare le richieste di lavoro che altrimenti non potremmo seguire”.
Come vi siete conosciuti, come vi tenete in contatto?
“Internet è il nostro canale. Con alcuni ho già lavorato in passato e siamo rimasti in contatto, altri invece li cerco attraverso la rete sfruttando i blog e gli spazi di condivisione dei propri lavori. Ma comunque il contatto avviene soprattutto via mail, oppure via skype che permette quasi di essere seduti allo stesso computer anche se ci si trova a centinaia di chilometri di distanza”.
Rimini è solo un luogo in cui stare o anche una piazza di lavoro?
“Rimini è principalmente la città in cui vivo. Sono stato a Milano molti anni e spesso ci torno per lavoro. Facendo telelavoro è molto comodo vivere qui e poter avere clienti a Milano. E’ un po’ la situazione della botte piena e della moglie ubriaca. Però per arrivare a questo ci sono voluti tanti anni di lavoro fuori. Per quanto riguarda Rimini le occasioni e le possibilità ora ci sono, e anche i professionisti non mancano. Ma ancora siamo un po’ indietro. C’ è ancora una mentalità vecchio stile, soprattutto sulla comunicazione, legata ad un lavoro semplice, che può fare chiunque senza troppi sforzi e senza spendere troppo. In molte località limitrofe le cose vanno meglio, come Pesaro, Cesena”.
Qual è il punto di forza del lavoro oggi?
“Sarà banale dirlo ma è la rete. E lo è non solo come strumento di contatto e di promozione, ma anche come luogo di ricerca di dati. L’autoformazione, la capacità di cercare e trovare informazioni o tutorial che spieghino come fare un lavoro, come usare un programma, come muoversi in un determinato ambiente è un’arma straordinaria nelle mani di una persona intraprendente. I mezzi non sono più fuori portata. Quando ho cominciato, a Milano, usavamo dei computer, per fare rendering video, che al tempo costavano anche 700 milioni di lire. Oggi con un computer da meno di mille euro e tanta buona volontà si può disporre di una strumentazione che permette di fare la maggior parte delle cose. E poi bisogna sapere come farsi trovare. Sto realizzando un libro animato per bambini su Ipad, e sto collaborando con una brava illustratrice di Milano, Elena Prette, che ho scovato su internet attraverso il suo blog”.
Di cosa si tratta?
“E’ un’applicazione per Ipad, un animated children book, il cui titolo è Il mostro Pino – A monster named Bill. E’ bilingue, in italiano e in inglese, e l’uscita è prevista per marzo. Si tratta di una storia interattiva che può essere sfogliata su Ipad. Il mercato del prodotto apple si sta rivelando inesplorato. Si stima che le applicazioni coprano meno del 10% della richiesta e delle possibilità. E non è vero, come pensano alcuni, che non sia adatto ai più piccoli. E’ molto intuitivo e ai bambini piace. I libri si sfogliano in modo divertente, e una volta provato non lo si lascia più”.

Un progetto innovativo, tra i primi in Italia, che nasce dalla collaborazione di diversi professionisti sparsi per tutta Italia. E se Milano è la città che fa la parte del leone (e non potrebbe essere diversamente), anche Rimini e la Romagna possono dare un grande contributo. Per ora lo fanno con i loro creativi, sempre più attivi, in attesa che anche le amministrazioni scoprano il valore dell’innovazione.

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