"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Il lavoro continua a perdere posizioni

Se ce ne fosse ancora bisogno per mostrare la gravità del problema lavoro in provincia di Rimini,  arrivano i risultati dell’annuale indagine Excelsior sulle intenzioni di assumere, durate il 2012, da parte delle imprese private del territorio. I dati sono drammaticamente chiari: per il quarto anno consecutivo le uscite, fatte di pensionamenti e licenziamenti, supereranno le entrate, cioè le assunzioni, che vuol dire una  costante perdita netta di posti di lavoro.  Infatti, dallo scoppio della crisi (settembre 2008) di posti ne sono andati persi  cinquemila, cioè il tre per cento dell’occupazione provinciale complessiva ( fatta di 134mila occupati).

Un dato, il saldo negativo previsto di 1.440 tra entrate e uscite al lavoro nel 2012, che viene purtroppo confermato dal calo degli avviati (- 1.547) già nel primo semestre di quest’anno, come registrato dal Centro per l’impiego provinciale.

Nelle poche aziende che assumono i contratti sono prevalentemente a tempo determinato, a Rimini più che nel resto della Regione visto che del  totale delle assunzioni solo una si cinque non è stagionale (erano la metà nel 2008),  contro i tre quinti della media regionale, mentre è sempre più rarefatta, e molto al di sotto della richiesta delle altre province, la domanda di giovani laureati.

Ma pur in una cornice che non è per niente positiva, e restando sempre una minoranza le imprese (una su sei circa) che hanno dichiarato di voler assumere qualcuno/a, dobbiamo constatare che a Rimini le cose vanno leggermente meglio che nel resto dell’Emilia Romagna, sia per quanto riguarda il settore dell’industria e delle costruzioni, che quello dei servizi, dove si registra qualche punto percentuale in più di apertura verso nuovi ingressi. Niente di eccezionale, ma visti i tempi anche i piccoli segnali acquistano un significato particolare.

Passando dal settore alla dimensione d’impresa, a voler assumere, anche in provincia di Rimini,  sono  più le aziende medio-grandi (con oltre 50 dipendenti), almeno sette su dieci, che le piccole (meno di 10 dipendenti), solo una su dieci.  Forse questo potrebbe essere collegato alle diverse prospettive di mercato delle differenti  classi dimensionali, più nazionale ed internazionale per le medio-grandi, maggiormente locale, dove la crisi colpisce di più, per le piccole.  Un problema, in un territorio dove queste ultime sono prevalenti, di non poco conto.

 

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