"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2018
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Il graffiti “verde” che pulisce le strade

  di Stefano Rossini

 L’attenzione per l’ambiente sta entrando pian piano nelle nostre vite. Chi è ai piani alti, per ora, se ne riempie la bocca e poco più, ma nel quotidiano alcune piccole cose stanno cambiando. Per il bene della nostra qualità della vita.
Cosa succederebbe se questo stile “verde” contagiasse non solo le persone nella loro quotidianità ma anche il mondo della comunicazione ?  Ci prova un gruppo di ragazzi riminesi che per primi hanno portato in Italia il Green Graffiti.
Renzo Mazzotti, Filippo Borghesi e Lorenzo Fabbri sono tre coetanei neanche trentenni che hanno un’agenzia di comunicazione The Blue Cellar che si occupa di web e advertising.
“Lavoriamo soprattutto sul web – ci racconta Renzo Mazzotti – e quando ci siamo trovati nella necessità di allargare l’offerta della nostra agenzia, abbiamo pensato che valeva la pena puntare su qualcosa di davvero innovativo. Così, un anno e mezzo fa abbiamo scoperto, ad Amsterdam, Green Graffiti, e abbiamo raggiunto l’accordo con l’Olanda per portare il marchio in Italia, come partner unico”.
Green Graffiti è una forma di comunicazione esterna molto attenta alle tematiche ambientali. L’idea è di quelle tanto semplici da essere geniali. Con uno stencil, appositamente preparato e con un getto di acqua ad alta pressione, il messaggio pubblicitario viene realizzato creando del pulito sullo sporco di strade, marciapiedi e muri. Con un solo gesto si fa pubblicità e nel contempo si puliscono strade e marciapiedi delle città. Ecosostenibile, quindi. Perché non utilizza carta, inchiostro e anche gli stencil sono riciclabili. E l’acqua sprecata? Potrebbe chiedere qualche smaliziato. Anche la cosiddetta impronta idrica viene compensata. Questo significa che per ogni litro di acqua utilizzato nelle campagne pubblicitarie di Green Graffiti, viene creato un litro di acqua potabile, attraverso il programma “Green Ads Blue” che investe in progetti di raccolta di acqua nella regione del Nord-Est del Brasile.
L’attenzione all’ambiente sopra ogni cosa, quindi…..
“Sì – continua Renzo – per noi è stato un obiettivo in cui credere, oltre ad una scelta di marketing. In ogni aspetto del nostro lavoro cerchiamo di comprendere l’ecosostenibilità. Gli stencil per le pubblicità sono realizzati in alluminio. Oltre ad essere resistenti, sono anche riciclabili. Un’altra cosa che vorremmo fare è investire in acqua potabile anche qui in Italia. Fare comunicazione e pulire allo stesso momento, creare un messaggio per sottrazione di sporco da un muro o da una superficie, è un modo per fare il proprio lavoro e nel contempo evitare di fare troppi danni all’ambiente”.
Qual è la risposta alla vostra offerta? C’è attenzione da parte di chi deve fare pubblicità o ancora per molti la scelta tra un’azienda ecosostenibile e una “normale” non fa differenza?
“Abbiamo già fatto dei lavori sia con importanti aziende e agenzia di comunicazione, sia con amministrazioni pubbliche. Hanno usufruito del nostro lavoro la Corona – birre – e il Comune di Milano per una campagna per la Comunità Europea. Abbiamo attualmente dei progetti in corso per il comune di Cesena e per il prossimo Eurochocolate di Perugia. C’è attenzione, quindi, ma è prematuro parlare di ricerca di ecosostenibilità da parte di chi fa pubblicità. Anche e soprattutto in Romagna molti preferiscono ancora le campagne aggressive, vecchio stile, non cercano qualcosa di nuovo, che faccia parlare e che abbia un buon impatto comunicativo senza però alcun impatto ambientale. E’ più facile lavorare in città come Milano o Roma. Ma sono fiducioso: è vero che in Italia siamo un po’ indietro, ma le cose si muovono e la tendenza è quella di una maggior attenzione per l’ambiente”.
Sicuramente, visto l’attuale livello delle nostre città dove lo sporco non accenna a diminuire, il lavoro per i ragazzi della The Blue Cellar e Green Graffiti non manca.

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