"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Il curriculum “in vetrina”

di Domenico Chiericozzi

Secondo l’ultimo Bollettino del Lavoro curato dal Centro studi Politiche del lavoro e società locale della Provincia di Rimini il 2011 si è rilevato, tutto sommato, un buon anno per l’occupazione. Durante il periodo gennaio-settembre 2011 gli avviamenti al lavoro sono stati 90.529, con un + 4.740 unità (pari al 5,5% su base annua) rispetto al 2010. Positiva è stata anche la variazione nel numero dei nuovi assunti, passati dai 59.906 del 2010 ai 61.820 del 2011, facendo registrare un aumento del 3,2%. Nonostante il dato negativo dell’ultimo trimestre, nei primi nove mesi dell’anno si registra una crescita complessiva degli avviamenti rispetto al 2010 con un valore superiore a quello del periodo pre-crisi. Un dato di cui accontentarsi? Certamente no. Conferire maggiore apertura ed efficienza al funzionamento del mercato del lavoro locale e migliorare la qualità dell’occupazione rimane un obiettivo fondamentale. L’innovazione può essere una leva sulla quale insistere?

Cercare lavoro: come?

Chi non ha ancora un lavoro oppure intende cambiarlo, che cosa può fare? Finire in una banca dati, una di quelle “giuste”, ad esempio, potrebbe aiutare. Cosa fare per arrivarci?

Il primo passo è sicuramente quello di rivolgersi al locale Centro per l’Impiego, in una delle varie sedi sul territorio provinciale oppure direttamente on line sul sito www.riminimpiego.it. In prima analisi può essere utile consultare la sezione Servizio Anagrafe del lavoro dopodiché, a seconda delle proprie esigenze, muoversi nelle varie pagine consultando l’offerta formativa con tutti i corsi promossi da Provincia di Rimini e Regione Emilia Romagna con il contributo del Fondo Sociale Europeo (FSE) e altri ancora, compresi i corsi privati a pagamento.

C’è poi il settore privato. Da una prima ricognizione e prendendo contatto su questo tema con le principali associazioni di categoria le notizie non sono molto buone. Perché queste banche dati, a livello locale, non esistono. O meglio, ci sono, ma sono molte, polverizzate, poco istituzionalizzate, non collegate tra di loro ma soprattutto “off line”. Insomma stanno nei cassetti, e non si sa bene in quali. I curricula che arrivano, infatti, sono gestiti senza specifiche procedure. Per il resto, ogni soggetto autorizzato a intermediare lavoro (scuole, università, sindacati, enti di formazione, associazioni di categoria) ha la propria “banca” e la gestisce come meglio crede. In un momento di crisi come questo si potrebbe fare qualcosa di più? A maggior ragione nella nostra provincia dove su 35.785 imprese ben 33.721 sono “micro”.

Secondo i dati  ISFOL  (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) recentemente pubblicati dal Sole 24 Ore, il coordinamento tra servizio pubblico e privato nelle  iniziative per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro, non funziona.  Perché i canali “informali” (ovvero passaparola, conoscenze dirette e indirette e concorsi) sono ancora le modalità con le quali si accede al mondo del lavoro. A chi consegnare quindi il curriculum vitae?  Oltre ai soggetti appena citati, sul mercato ci sono anche tutte le agenzie autorizzate dal Ministero e svariati enti di formazione accreditati. Insomma i “luoghi” potenziali cui rivolgersi sono davvero tanti. Cosa fare quindi? Fino a quando non ci sarà novità in tal senso, il suggerimento è chiarirsi bene le idee prima di inviare il proprio curriculum in maniera indiscriminata, proporsi nei settori e nella maniera più affine possibile alle proprie competenze.

Uno sguardo al futuro

Nel futuro, si spera il più prossimo possibile, è auspicabile  una vera e propria evoluzione, magari attraverso una “vetrina” pubblica del lavoro “on line”, una banca dati unica con un sistema di funzionamento simile a quello che già avviene a livello nazionale con www.cliclavoro.gov.it che, per quanto migliorabile, ha fatto compiere al sistema della “ricerca del lavoro” un enorme passo avanti. In altre parole una “borsa lavoro” in grado di rendere “oggettivo” il lavoro, collegata in tempo reale  con gli Uffici studi locali e il mondo delle imprese anche per evitare il rischio che si eroghi formazione non allineata alle richieste delle imprese (per un approfondimento su questo argomento rimandiamo a una dettagliata analisi pubblicata su Tre di gennaio 2011 e, nel box in pagina, un esempio di “introvabili”). Il mercato del lavoro è un “mercato” e, come tutti i mercati, ha bisogno di essere governato e indirizzato.

 BOX

TITOLO: Gli introvabili? i “digitali”

E’ bene ricordare che “l’innovazione digitale” rappresenta oggi una delle leve più promettenti per la crescita del Pil e dell’occupazione. Tantissime le figure professionali che ruotano intorno al mondo  Internet e delle nuove tecnologie in generale. Tra queste gli addetti SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing) per ottimizzare contenuti ,  traffico e la visibilità di un sito Internet. Ci risulta che siano a Rimini siano introvabili e che, una volta assunti, ottengano contratti di lavoro di qualità. Certo, spesso niente di definitivo, ma di sicuro una bella porta aperta. A parte qualche   sporadica iniziativa, non è comprensibile come mai, nonostante sia ormai chiara la direzione “web-oriented” della comunicazione, nessun Ente di formazione locale abbia intrapreso, con la dovuta  determinazione, corsi di formazione professionali in tal senso. Così accade che molti giovani, quelli più portati, si fanno da sé e, chi se lo può permettere,  accede a (spesso) onerosi corsi di formazione dentro o fuori Rimini. Uno schema noto, purtroppo. Un vero giacimento di lavoro potenziale per i nostri giovani. In particolare nel settore Turismo. Se si pensa che in provincia di Rimini gli alberghi “3 stelle”, “3 stelle superior” e “4 stelle” sono circa 1400 e che ogni struttura necessita, in maniera più o meno importante, di una figura professionale del genere.

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