"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Il contenzioso tributario

Come risposta ad una  pressione fiscale sempre più elevata (quella ufficiale, in Italia, è arrivata al 43,5 per cento..ma in realtà supera il 50 per cento), con balzelli che si aggiungono invece di diminuire come i sostenitori del federalismo  fiscale avevano promesso, ci si potrebbe attendere un contenzioso col fisco altrettanto dinamico, considerando che  non sempre quanto ci si chiede di pagare appare completamente giustificato e ragionevole.

Non che manchino i ricorsi alle Commissioni Tributarie Provinciali, quelle deputate ad emettere un giudizio di primo grado  (per il secondo grado, che è anche quello definitivo salvo ricorrere alla Corte di Cassazione,  bisogna andare alla Commissione Tributaria Regionale),  ma la provincia di Rimini, seppure ne risultano pendenti, a fine 2014,  poco meno di settecento, non risulta, da questo punto di vista la più litigiosa in rapporto alla popolazione. Così, alla fine dell’anno scorso risultavano pendenti 4,6 ricorsi per mille abitanti, che è il rapporto più basso della Romagna, dove in testa c’è Ravenna con 7,1 contenziosi pendenti ogni mille residenti.

Questi i valori assoluti.  Ma per conoscere gli argomenti dei ricorsi abbiamo sentito Michele Zavatta, che è il Direttore della Commissione Tributaria della provincia di Rimini: “Del totale dei ricorsi un 60-65 %  si riferisce ad avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate o altri, in cui si contesta un maggior valore, qualcosa non dichiarato, una esenzione non dovuta, ecc. Un altro 20-25% dei ricorsi è invece contro Equitalia, l’Agenzia incaricata della riscossione, per l’invio dell’avviso di pagamento ad un indirizzo sbagliato, commissioni giudicate troppo elevate, ecc.  Un ulteriore 10 %  sono ricorsi contro le imposte di pubblicità, per l’affissione di manifesti, cartelli stradali… L’ultimo 5 % è invece costituito da ricorsi contro i Comuni per la rettifica di valori catastali, su cui poi verranno calcolate le imposte, come quelle sulla casa”.

Come finiscono i ricorsi ? “In media, nel 60-65% dei casi vince lo Stato, quindi il ricorrente è costretto a pagare quanto contestato, più le spese del contenzioso. Nel restante 35-40%  ad usciere vittorioso è chi fa ricorso ed a pagare lo Stato”.

I contenziosi, complice anche la crisi, sono in crescita ?  “No, sono in calo. A Rimini siamo passati, ogni anno, da circa 2mila  degli anni scorsi ai  700 di oggi. Questo avviene per l’affermarsi di formule conciliative che possono portare a buoni sconti (la filosofia, che anche lo Stato ha fatto propria, è che meglio incassare un po’ meno subito, che attendere l’incertezza e i  tempi lunghi della giustizia).

In genere risolviamo il contenzioso in 9-12 mesi, che è un tempo ragionevole.  Ci sono previsioni della costituzione di un’unica Commissione tributaria romagnola ?  “Per il momento rimaniamo una Commissione provinciale, ma anche per noi si inizia a discutere di unificare tutto a livello di Romagna”.

L’accorpamento sub-regionale (le AUSL, i trasporti, ecc.)  sta diventando una moda, le motivazioni addotte sono in genere condivisibili (razionalizzazione, taglio dei costi, ecc.), ma raramente finiscono, poi, per essere dimostrate con indicatori che ne rendano conto.  Dimenticando che anche la vicinanza è un elemento che qualifica un servizio. Infatti, provate ad immaginare, se per aprire un contenzioso tributario dovete ogni volta recarvi a Forlì o Ravenna. Quanto tempo si perde, e quanto costerebbe di  più ?   Aspetti, non solo per questo caso specifico, che andrebbero considerati prima di decidere.

 

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