"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Il Fisco, gli errori e il contenzioso

Ultime notizie 

Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate,  in un intervento riportato dalla stampa in data 11 settembre 2012, ha riconosciuto che possono essere stati commessi degli errori, anche da Equitalia, ma in numero limitato «rispetto ai milioni di cartelle che manda ogni anno». Ora, a leggere  la Corte dei Conti, gli errori non sembrano proprio tanto limitati.

Cosa dice la Corte dei Conti

Dal Rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti leggiamo che a fine 2011 il totale dei ricorsi di I grado, prevalentemente contro l’Agenzia delle Entrate (96 %) mentre il resto riguarda l’Agenzia del Territorio e le Dogane, in carico presso le Commissioni Tributarie sono saliti a circa 384 mila, 5 mila in più del 2010 e 24 mila in più del 2008. Questo anche se i nuovi ricorsi pervenuti nel 2011 (166 mila) sono diminuiti rispetto all’anno prima (191 mila).  Il problema è che contemporaneamente sono calate anche sentenze (136 mila nel 2011, contro le 152 mila del 2010), e questo spiega l’aumento dell’accumulo.

Quante ne vincono le tre Agenzie ?  Mediamente intorno al 45% e il resto le perdono, cioè la maggioranza.

Tra le maggiori criticità segnalate dalla Corte dei Conti c’è l’alto numero di cartelle pazze inviate dalle Agenzie, in particolare di quella delle Entrate. Un fenomeno, frequente anche a Rimini,  già denunciato dal mensile TRE.  Scrive a proposito la Corte: “Occorre considerare, quale ulteriore elemento di criticità, il rilevantissimo numero di comunicazioni di irregolarità annullate in tutto o in parte in autotutela, che nel 2011 ha raggiunto 1,434 milioni di atti (+16,20 per cento rispetto ai 1,234 milioni di atti del 2009, con una incidenza del 17 per cento sul totale delle comunicazioni di irregolarità emesse nell’ anno). Solamente a meno della metà delle comunicazioni non annullate è seguito un versamento diretto. Tutto ciò sembra riflettere le difficoltà in cui si trovano ad operare i contribuenti e la stessa amministrazione, stretti tra un sistema di regole particolarmente complesso ed ormai difficilmente governabile”.

Pagare le tasse è un dovere, perché  tanti servizi pubblici (scuola, sanità, ecc.) costano, ma lo Stato ha anche il dovere di dotarsi di una Amministrazione fiscale efficiente e rispettosa dei cittadini contribuenti.

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