"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Il commercio torna al punto di partenza

In epoca di crisi e di tagli ai consumi assistere alla crescita delle attività commerciali costituisce certamente un’anomalia.  Ed  è quello che stava  succedendo in provincia di Rimini fino al 2011, forse per contrastare gli effetti della crisi stessa, quando è invece iniziata  una inversione di tendenza che si è tradotta in una discesa delle attività commerciali, prima debolmente, poi, nel 2014, con una perdita improvvisa, rispetto all’anno precedente, di trecento unità. La maggiore degli ultimi dieci anni, che ha fatto tornare la provincia allo stesso numero di imprese commerciali, circa 9 mila,  che aveva nel 2007, quando ancora non erano entrati i comuni dell’Alta Valmarecchia.

A contrastare questa tendenza al ripiegamento intervengono, ma sono ancora poche, le imprese dedite al commercio elettronico che da 71 del 2010 sono diventate 137 alla fine del 2014.

Troppo poche. Quindi non c’è da sorprendersi se solo il commercio alimentare online, dove l’Italia e Rimini avrebbe molte carte da giocare, secondo i dati dell’osservatorio del Politecnico di Milano, rappresenta appena  l’uno per cento del commercio elettronico italiano, contro il 13 per cento del Regno Unito.

Cade in questo scenario il progetto di costruire, nell’area dell’ex Fiera di Rimini, un nuovo supermercato da 2mila e 500 metri quadrati, che rappresenta sicuramente un investimento anticiclico. Sperando che ci siano redditi da spendere.

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