"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

novembre: 2017
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I diktat della Regina

di Luca Pizzagalli

Tornare ad essere la Regina dell´Adriatico, questo chiedono gli operatori ai futuri amministratori. Di fatto tutto il sistema cattolichino si è fermato a dieci anni fa, all´ultima legislatura Micucci. Ed ora le proposte delle categorie economiche sono numerose, ma anche improrogabili. “Dobbiamo tornare a posizionarci sul mercato turistico-commerciale locale con più determinazione e con una promozione mirata – spiega Attilio Meletti, presidente Confcommercio Cattolica – il nostro centro deve diventare appetibile come lo è oramai da anni viale Ceccarini di Riccione, ma anche la promozione va progettata e seguita con più risorse e organizzazione”. Secondo Meletti “va poi rivisto l´arredo urbano, la cosìdetta bomboniera di Cattolica, che va oramai rinnovato. Siamo rimasti fermi a 15 anni fa”. Così altri operatori: “Alcuni rapporti con grandi società di servizi vanno rivisti e migliorati – spiega Franco Gabellini, presidente Adac ­- serve un nuovo piano della viabilità ma anche una macchina comunale più efficiente. Non è solo una questione di finanze ma anche di organizzazione, di uffici e referenti”. Ancor più decisi gli albergatori: “Servono risorse certe per la promozione per credere in un prodotto Cattolica – spiega Maurizio Cecchini, presidente albergatori della Regina – si deve pensare poi ad una politica di incentivi (fiscali, urbanistici ed economici) per chi vuol rinnovare e ristrutturare il proprio albergo. La futura amministrazione comunale dovrà essere una spalla per gli operatori che vogliono investire. Naturalmente poi urge una nuova viabilità, un anello di sensi unici, più parcheggi a disposizione fuori dal centro-città oltre a navette elettriche e meno parcheggi a strisce blu in zona a mare dove vi deve poter essere un maggior flusso di veicoli senza code”. Prioritario poi il problema dei trasporti: “Il collegamento ferroviario, i lavori sull´autostrada, i collegamenti con l´aeroporto di Miramare. Cattolica non può essere la periferia della provincia di Rimini” tuona Cecchini. Così pure i bagnini che si sentono minacciati dalle nuove leggi sulle concessioni: “Per quanto riguarda la spiaggia – ribadisce Giorgio Serafini, vicepresidente Coop.bagnini – a Cattolica serve un nuovo piano per il lungomare, questo è sotto gli occhi di tutti. Ma serve anche un´amministrazione che sia vicino ai suoi operatori di spiaggia in un periodo di forte incertezza in previsione di quello che succederà”.

Tanta carne sul fuoco, che potrebbe bruciarsi se la nuova squadra amministrativa non saprà cogliere tutte le indicazioni. Indicazioni che giungono numerose anche dal documento che la Cna cattolichina ha presentato nelle settimane scorse: “Noi siamo convinti che il patrimonio principale di ogni economia e di ogni società sia il territorio – conferma la Cna – inteso come il complesso di beni ambientali ed infrastrutturali che lo compongono. In cima alla lista delle priorità assolutamente vi sono la viabilità ed i parcheggi. Per quanto riguarda i parcheggi occorre dotare la città di una quantità adeguata al mercato turistico offrendo spazi anche ad iniziative private o pubblico-private. Si deve quindi puntare pure sulle potenzialità del nostro entroterra che è ricco di proposte ambientali, culturali ed eno-gastronomiche”.

Ma l´asso nella manica viene considerato il bus-terminal con i suoi 70 posti per pullman: “Può diventare lo strumento – spiegano gli artigiani Cna – per aggredire il segmento della cosiddetta vacanza itinerante, dove il turista che ama il mare vuol vivere anche il suo territorio”. E ancora: “Vanno garantiti la navigabilità del canale del porto e delle darsene, con il prolungamento del molo ed il dragaggio programmato del canale – prosegue Cna – urge poi una ripresa importante delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria della riqualificazione urbana con un corposo ma realizzabile piano pluriennale delle manutenzioni”.  Quindi si ribadisce la necessità di rivedere alcune norme urbanistiche: “Già da qualche  anno si è concluso l´insediamento artigianale di via Luciona – conclude il documento “L´impresa al centro” che conta oggi su oltre 50 imprese artigiane ed alcune piccole industrie -. Chiediamo la possibilità di insediamenti pluri-aziendali che possano prevedere una superficie utile lorda minima di 200 mq per ogni azienda, con la possibilità di conteggiare per la superficie anche il soppalco, ma prevedendo anche per tutte le tipologie dei lotti pure la possibilità di destinazione d´uso commerciale all´ingrosso senza limitazioni di quote minime”.

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