"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Hotel ecologici…..pochi

di Stefano Rossini

 Due mesi fa abbiamo cominciato una piccola inchiesta per scoprire quali alberghi, a Rimini, puntassero sull’ambiente. Dopo le prime interviste al Grand Hotel di Rimini e al Blu Suite di Bellaria (che aveva espresso l’intenzione, nella prossima estate, di installare dei pannelli fotovoltaici) il lavoro si è interrotto. Altri hotel intervistati si sono negati o non hanno voluto parlare. Rimini poco ambientalista? E’ vero solo in parte. Forse i più blasonati e quelli più modaioli, quelli che, insomma, potrebbero lanciare un segnale positivo, sono in effetti poco inclini ad occuparsi di tematiche ambientali, ma esiste anche un gruppo nutrito di piccoli albergatori che ha investito molto nella sostenibilità.

 I problemi da affrontare non sono pochi. Patrizia Rinaldis, presidente dell’associazione albergatori di Rimini conferma che negli ultimi anni si è parlato molto di ecoturismo ma si è concluso ben poco. “Abbiamo fatto convegni, cercato di informare, di avvicinarci al problema, ma poi, allo stato dei fatti, non è successo quasi nulla. I problemi sono di vario tipo, da un lato, forse, il problema non è ancora così sentito dagli albergatori, ma dall’altra parte in molti si scontrano con codici, codicilli e cavilli che rendono tutto estremamente difficile”.

Un esempio? Secondo Andrea Magnani, socio AIA e anche membro di Legambiente turismo gli alberghi di Rimini sono tutti alti e stretti e questo dà poca superficie disponibile per un impianto fotovoltaico. “Il fotovoltaico – continua Magnani – rende se le superfici sono ampie. Inoltre, un albergo ha un consumo di 100 Kw, mentre un impianto di medie dimensioni ne fornisce solo 20. Per i costi di realizzazione, il lavoro non conviene. Qualcuno, qualche anno fa, provò a proporre di costruire sui tetti degli alberghi dei gazebo, dei pergolati per aumentare la superficie e installare i pannelli, ma il comune non diede il permesso perché temeva che fosse il primo passo per un abuso”.

 Il comune non si fida. Difficile dargli torto, visto il trascorso di certi alberghi, ma rimane il fatto che per tutti quegli hotel intenzionati a installare davvero i pannelli è uno stop che blocca tutto. Ma non siamo di fronte ad un vicolo cieco, come dimostra proprio la storia di Magnani che, con il suo Hotel Aquila di Viserbella, fa parte del gruppo di alberghi riminesi che hanno aderito al Progetto di Legambiente per un turismo sostenibile. La pagina del sito di Legambiente Turismo (www.legambienteturismo.it) ne segnala 19, ma secondo Magnani sono almeno una cinquantina gli hotel riminesi con buone abitudini ecologiche. Certo, in confronto al totale è una goccia nel mare, ma è pur sempre un segnale!

Quali sono i requisiti per far parte di questo gruppo? Sul sito di Legambiente ne vengono elencati alcuni, tra cui la raccolta differenziata, l’utilizzo di lampadine a basso consumo, i riduttori di flusso per i rubinetti, etc.

Ma molti vanno oltre. Lo stesso Magnani, nel suo abergo ha installato i pannelli solare-termici. “Sono molto meglio dei fotovoltaici – spiega – perché a differenza di questi ultimi, con i pannelli termici si riesce a coprire l’intero fabbisogno di acqua calda di un albergo. Nel mio albergo ho installato anche una caldaia a condensazione, il cappotto esterno per evitare le dispersioni termiche, oltre alla raccolta differenziata”.

Qual è il motivo per cui pochi albergatori seguono questa strada?

“Ci sono sicuramente pochi incentivi. Chi decide di intraprendere questa strada, di norma, lo fa per convinzione personale. A titolo di esempio tutti i lavori eseguiti nel mio albergo per renderlo eco-compatibile hanno avuto un costo complessivo di oltre 40 mila euro. L’incentivo economico era solo di 2.500 euro. Inoltre, sono pochi i turisti che, ad oggi, hanno sviluppato sensibilità al problema. Anche con Legambiente abbiamo avuto delle discussioni, perché gli ambientalisti più radicali snobbano la riviera in toto, e quindi i singoli alberghi rimangono sconosciuti. Questo ha portato molti albergatori che in un primo tempo si erano convertiti all’ecologico a fare marcia indietro e ad abbandonare il progetto”.

L’ecologico non paga. In molti si riempiono la bocca di proposte, idee e paroloni ma poi, alla fine, non c’è nessun supporto per chi decide di intraprendere questa strada. E’ probabile che nel futuro le cose cambieranno. Da una parte l’ecologico diventerà sempre più anche un business, qualcosa su cui investire, e nel contempo aumenterà l’attenzione degli utenti, creando una maggior richiesta e quindi interesse da parte degli albergatori. Nel frattempo si può sperare nel buon cuore degli albergatori. E non fate battute!

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