"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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GLI IMMIGRATI ? UNA RISORSA PER IL FISCO

L’informazione si occupa degli  immigrati per tante questioni, raramente però si da spazio al loro contributo all’economia dei territori e alle relative entrate fiscali.  Un recente rapporto dell’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio ci aiuta a far luce su questo importante aspetto, smentendo tanti luoghi comuni che vorrebbero la loro presenza costituire solo un peso per i nostri servizi/conti pubblici (sociali, sanitari, ecc.).

 Nel gennaio 2009 gli immigrati regolarmente residenti in provincia di Rimini sono poco più di 26 mila, quasi il doppio di cinque anni prima, raggiungendo l’8,6% del totale dei residenti (erano il 2,6% nel 2000).  La metà circa (12.900)  risiede nel comune di Rimini. Nonostante l’aumento,  siamo comunque ancora sotto la media regionale e quella di province come Piacenza, Modena e Reggio Emilia. Le famiglie riminesi con almeno uno straniero al loro interno  hanno superato le 12 mila unità e rappresentano il  10% di tutte le famiglie.

Non meno significativo è il peso sull’economia. Infatti,  nel 2006, l’ultimo anno di cui esistono dati, l’apporto lavorativo degli immigrati in Emilia-Romagna  è stato di 12,8 miliardi di euro, pari all’11,3% del PIL regionale; un contributo quindi di rilievo concentrato prevalentemente nei servizi alla persona e nell’industria, con particolare riferimento al settore delle costruzioni, e con una notevole presenza in agricoltura (per il 2007, Unioncamere nazionale calcola un apporto degli immigrati all’economia italiana di 134 miliardi di euro, pari al 9,5% del prodotto interno lordo).

Considerando che in provincia di Rimini è  immigrato un lavoratore avviato al  lavoro su quattro e poco meno di un imprenditore su dieci, questi ultimi concentrati soprattutto nelle costruzioni e nel commercio, è ragionevole pensare, in assenza di dati provinciali, che la percentuale regionale sia rappresentativa anche del contributo dell’immigrazione alla creazione della ricchezza locale.

L’apporto dei lavoratori stranieri regolari è però importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo, e dei consumi. Ovviamente i lavoratori irregolari, come d’altronde i nazionali,  possono produrre un beneficio per la singola impresa o famiglia, ma non per l’erario pubblico.

 I contributi previdenziali

 Prendendo in considerazione i contributi versati, nel 2007,  a carico del lavoratore e dell’impresa,  l’ammontare contributivo generato dal lavoro degli immigrati in provincia di Rimini  ammonta a 52 milioni di euro tra i lavoratori dipendenti (aliquota contributiva del 33%, suddivisa tra 9,19% a carico del lavoratore pari a 14,5 milioni di euro e il resto pagato dal datore di lavoro), 4,2 milioni di euro tra gli autonomi (aliquota contributiva del 20%) e 196 mila euro tra i parasubordinati (aliquota contributiva del 24,7%, di cui un terzo a carico dei lavoratori per un importo complessivo di 588 mila euro). In totale sono 57 milioni di contributi pagati, di cui 19 milioni prelevati  direttamente dalle buste paghe dei lavoratori immigrati, che rappresentano l’8,2 % di tutti i contributi riscossi dall’Inps, più della percentuale regionale.

Sul piano nazionale,  i versamenti contributivi effettuati all’Inps (dati 2007) sono stati stimati dal Dossier migrantes 2009 della Caritas in oltre 7 miliardi di euro, dei quali oltre 2,4 miliardi pagati direttamente dai lavoratori stranieri e la restante quota dai datori di lavoro. Di uguale ammontare è il denaro spedito da questi lavoratori ai paesi di origine nel 2007.

 Il gettito fiscale degli immigrati

 Secondo l’Inps,  i redditi  da lavoro dei lavoratori stranieri in Emilia Romagna, nel 2006,  sono risultati  mediamente di circa 12 mila euro, cifra di qualche centinaio di euro superiore al dato nazionale degli occupati stranieri, ma inferiore del 40% alle retribuzioni dei restanti lavoratori dell’Emilia-Romagna. 

Nell’ipotesi che 12 mila euro sia anche il reddito annuale medio dei lavoratori immigrati in provincia di Rimini, il gettito Irpef  corrispondente, nel 2007,  risulta di poco superiore ai 10 milioni di euro, cui vanno sommati  1,6 milioni di addizionale regionale, 2,7 milioni di imposte sostitutive, quasi mezzo milione di addizionale comunale, 8,8 milioni di gettito IVA, 1 milione di imposte sui fabbricati  e  mezzo milione per il rinnovo dei permessi di soggiorno, per un totale complessivo di 26 milioni di euro, che risulta tuttavia parziale non tenendo conto di altre imposte come Ires, Irap, olii minerali e lotterie,  ove il gettito degli immigrati si stima più ridotto ma non inesistente.

 In totale quindi, tra contributi previdenziali e gettito fiscale i lavoratori immigrati della provincia di Rimini versano nelle casse pubbliche qualcosa come 45 milioni di euro l’anno, ma con le quote dei datori di lavoro contribuiscono a generare entrate per circa 83 milioni di euro. 

 Pur nella difficoltà di calcolare l’incidenza degli immigrati sulla spesa sociale,  la Banca d’Italia stima che agli immigrati vada il 2,5% di tutte le spese di istruzione, pensione, sanità e prestazioni di sostegno al reddito, all’incirca la metà di quello che assicurano in termini di gettito.   Perché gli immigrati sono giovani e in salute, quando vivono in condizioni normali.

 

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