"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Generazione Prozac

di Mauro Bianchi

Le recenti  indagini epidemiologiche su base regionale effettuate dall’Assessorato alla Sanità come anche in altre Regioni (l’ultima in Trentino, nel 2008) , confermano un fenomeno ormai evidente nella popolazione economicamente agiata ma socialmente disequilibrata: un utilizzo improprio di molti farmaci sia per disturbi di lieve entità che per la gestione e la cura del “malessere”. I dati di vendita e di prescrizione delle principali classi di farmaci utilizzati ad esempio nei disturbi psichiatrici (antidepressivi, antipsicotici, benzodiazepine) hanno permesso di tracciare un quadro della gestione farmacologica di questi disturbi e di evidenziare evidenti fenomeni di abuso.

Nonostante i limiti alla rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale (ad esempio nel caso degli antidepressivi, fino all’inizio del 2001) e i fattori “commerciali”, che spingono i medici di base a prescrivere le molecole di più recente introduzione, il consumo di farmaci  è in costante aumento: nel 2008 a livello nazionale sono state prescritte 924 dosi di farmaco consumate giornalmente ogni 1.000 abitanti, con un incremento del 5% rispetto al 2007 e del 37,1% rispetto al 2001. In Emilia-Romagna l’incremento della spesa in farmaci a carico del SSN è stato del 42,7% rispetto al 2001 e del 4,3% rispetto al 2007.

La tendenza è confermata anche nella Provincia di Rimini con un incremento del 45 % sul 2001 e del 5,2% sul 2007.

Il tendenziale aumento nei consumi di farmaci (di qualsiasi categoria) è indicativo degli stili di vita e di consumo di fasce di popolazione.  L’assistenza farmaceutica presenta alcuni punti di debolezza e criticità, costituiti anzitutto dall’ampia variabilità di utilizzo e consumo tra le diverse fasce di popolazione. Esiste, inoltre, un problema, comune a tutti i Paesi europei,di sostenibilità del sistema farmaceutico pubblico a seguito dell’introduzione di farmaci nuovi per terapie innovative, sempre più costosi, e a seguito del generale invecchiamento della popolazione con conseguente aumento del consumo di farmaci.

Ma il fenomeno forse più rilevante sia sul piano farmacologico che  economico-sociale, è il boom di antidepressivi. Dal 2000 al 2008 si registra, infatti, un consumo triplicato di questi psicofarmaci, soprattutto al Nord. Mentre le Regioni del Centro Sud, nel 2008, hanno consumato antipsicotici in quantita’ quasi doppie rispetto alla media nazionale.

E’ interessante notare che l’incremento di farmaci antidepressivi – a livello nazionale – si registra a partire dalla seconda metà del decennio.

Dall’introduzione sul mercato dei “nuovi antidepressivi”  (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina in gergo SSRI), nel 1988, si è registrato un costante aumento del consumo dell’intera classe di antidepressivi.

In Emilia-Romagna, il consumo di antidepressivi è cresciuto più di quattro volte dal 2000 al 2008, in misura maggiore rispetto all’andamento italiano nello stesso periodo. Più o meno dello stesso valore l’incremento degli antidepressivi in  Provincia di Rimini.

Questa crescita è imputabile quasi esclusivamente agli SSRI e nuovi antidepressivi, che per la loro presunta migliore tollerabilità ed uno spettro di indicazioni terapeutiche più allargato, non solo hanno parzialmente sostituito i “vecchi” antidepressivi triciclici, ma si sono conquistati un ruolo predominante sul mercato. Le limitazioni alla rimborsabilità da parte del SSN, in vigore fino all’inizio del 2001, hanno probabilmente contenuto la crescita delle prescrizioni di questa classe di farmaci.

Come osservano alcuni operatori della ASL riminese, l’aumento del consumo di antidepressivi potrebbe apparire come un dato positivo, indice di una migliore pratica diagnostica e terapeutica.

Tuttavia si afferma che è più probabile che l’aumento dei consumi di antidepressivi di tipo SSRI  non sia dovuto ad un più efficiente riconoscimento e trattamento dei casi di depressione maggiore (per questa indicazione, peraltro, non esistono per gli SSRI, evidenze “forti” di efficacia), ma sia invece spiegabile con il loro utilizzo, soprattutto in medicina di base, nelle forme di depressione minore.

Per queste patologie l’utilizzo dei triciclici appare gravato da un rapporto beneficio/rischio troppo sfavorevole, a causa degli effetti indesiderati associati a questa classe di farmaci, considerati da molti medici poco maneggevoli e di pertinenza specialistica.

I dati regionali confermano che la prevalenza femminile tra i consumatori di antidepressivi è, in tutte le fasce di età, circa doppia rispetto a quella maschile e che i consumatori sono in prevalenza anziani. A questo proposito va rilevato che il consumo di antidepressivi da parte dei residenti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali è molto più elevato rispetto a quello della popolazione anziana sul territorio: si deve tener conto, peraltro, che gli ospiti delle RSA costituiscono una popolazione selezionata, essendo prevalenti le condizioni di non-autosufficienza o comunque critiche.

Secondo il rapporto Osservasalute 2009  il forte incremento nel consumo di antidepressivi è attribuibile a molti fattori. Da un lato si indica “un possibile aumentato del disagio sociale, che rimane tuttavia difficilmente quantificabile”, dall’altro, la crescita è attribuita ad elementi come la diminuzione della ‘stigmatizzazione’ delle problematiche legate alla depressione, e quindi ad un maggiore ricorso all’aiuto del Sistema sanitario nazionale.

“E’ aumentata anche- si sottolinea nell’indagine- l’attenzione del dottore di Medicina generale nei confronti della malattia, con conseguente miglioramento dell’accuratezza diagnostica e del corretto invio al medico specialista”. Inoltre, secondo il rapporto, “negli anni la classe farmacologica si e’ arricchita di nuovi principi attivi anche utilizzati, per i minori effetti collaterali, per il controllo di disturbi della sfera psichiatrica non strettamente depressivi, come per esempio i disturbi d’ansia”.

Forum chiuso.