"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

novembre: 2017
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Fotovoltaico in Romagna: giù le mani dal sole

di Giuseppe Musilli

Mentre il Giappone si ritrova a fare i conti con lo spettro di un disastro nucleare, in Italia un decreto legislativo rischia di assestare un colpo mortale alle energie verdi. Il provvedimento del governo riverbera i suoi effetti devastanti anche nella nostra provincia, mettendo in crisi un settore, quello della green economy e del fotovoltaico in particolare, che sul territorio riminese ha creato ricchezza e occupazione. Basti un dato a far comprendere quanto sia cresciuto il comparto anche qui da noi: le 25 aziende del Riminese che hanno firmato l’appello contro il cosiddetto decreto Romani rappresentano 500 posti di lavoro e 250 milioni di fatturato. Il fotovoltaico a Rimini ha generato un fatturato di oltre 30 milioni di euro solo nei primi tre mesi di quest’anno.

 “Quell’elenco di 25 imprese andrebbe integrato con decine di altre realtà che non sono siamo riusciti a raggiungere solo per una questione di tempo  – spiega Francesco Rinaldi, amministratore delegato del Gruppo Ubisol, uno dei promotori dell’azione di protesta -. Va poi sottolineato che c’è un indotto di artigiani che ormai lavora quasi esclusivamente per il fotovoltaico. Il decreto ‘ammazza rinnovabili’ ora rischia di cancellare un’intera filiera industriale, che va dalla produzione di moduli e inverter, fino alla progettazione e all’installazione degli impianti”.

 “Il decreto licenziato dal governo contiene un paio di punti che sembrano disegnati con precisione chirurgica per spazzare via le energie rinnovabili dal panorama italiano, probabilmente allo scopo di favorire gli investimenti sul nucleare, come ha denunciato  il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani in un incontro che abbiamo avuto a Rimini – continua Francesco Rinaldi -. Basti considerare che il provvedimento prevede che solo chi ha già i cantieri aperti e terminerà i lavori entro maggio 2011 avrà sicurezza sugli incentivi statali previsti per gli impianti fotovoltaici. Dopo quella data c’è il buio e tutto viene lasciato nell’incertezza. Da queste considerazioni nasce il nostro appello: il settore del fotovoltaico va considerato per quello che è, ossia una risorsa fondamentale per la creazione di posti di lavoro e per la tutela dell’ambiente. Va inoltre specificato che questo decreto azzera una legge che era divenuta operativa a inizio anno. Insomma, il classico pasticcio all’italiana”.

 La filiera industriale sembra davvero cresciuta a Rimini e in Emilia-Romagna, territori che hanno imboccato la strada dell’energia verde con grande convinzione.

 I dati ufficiali del Gse (il Gestore dei servizi energetici) elaborati dal Gruppo Ubisol danno il senso di un vero e proprio boom del fotovoltaico. Al 21 marzo 2011 gli impianti fotovoltaici attivi in regione sono 16.909, per una potenza nominale di 431 megawatt. Il raffronto con il passato è impressionante: al 27 dicembre 2010, meno di tre mesi fa, i dati diffusi dal Gruppo Ubisol parlavano di un totale di potenza installata di 223 megawatt con 11.425 impianti. Tra il 27 dicembre 2010 e il 21 marzo 2011 sono quindi nati impianti per una potenza di 208 MW: in pratica, in soli tre mesi il fotovoltaico è cresciuto nella nostra regione in misura quasi pari a quanto avvenuto in tutti gli anni precedenti.

 “Va chiarito però un passaggio fondamentale – spiegano dal Gruppo Ubisol –. A inizio 2011 sono stati allacciati alla rete di distribuzione molti impianti che erano stati installati nell’anno precedente e che ci si era affrettati a terminare per usufruire di un livello di incentivi migliore”.

 Ma anche epurando il dato di inizio 2011 dal “doping” della corsa alle realizzazioni (sempre da attribuirsi, tra l’altro, ai pasticci legislativi), i cittadini e le imprese dell’Emilia-Romagna confermano la loro attenzione alle energie rinnovabili.  Al 27 dicembre 2010 la nostra regione risultava infatti al quarto posto per potenza installata in Italia. Ora, al 21 marzo 2011, con 431 megawatt risale al terzo posto, preceduta solo dalla Puglia (795 MW) e dalla Lombardia (461 MW).

 Inoltre, se i 223 megawatt dell’Emilia-Romagna a fine 2010 rappresentavano il 9,6% della potenza totale italiana da energia del sole, i 431 MW di marzo 2011 alzano il livello al 10.5%.

 La provincia di Rimini al 21 marzo 2011 sale a 1.395 impianti installati per una potenza di 17.659 chilowatt picco, seguendo quindi il trend della regione, considerato che gli 8.909 kWp di potenza di fine 2010 vengono quasi raddoppiati in soli tre mesi.  Sempre per potenza installata, Rimini resta all’ultimo posto in Emilia-Romagna, mentre al primo posto si conferma Ravenna con 2.124 impianti installati per una potenza di 142.706 kWp, seguita da Bologna (3.098 impianti e 79.824 kWp), Forlì-Cesena (2.000 impianti e 51.112 kWp), Modena    (3.011 impianti e  40.235 kWp), Ferrara (1.254 impianti e 30.163 kWp), Piacenza (948 impianti e 26.711 kWp), Reggio Emilia (1.889 impianti e 21.734 kWp), Parma  (1.190 impianti e  20.862 kWp).

 “Per tornare al decreto e per dare una misura del danno provocato – conclude Francesco Rinaldi -, si può calcolare quale sia stato nel Riminese il fatturato mosso dal fotovoltaico in questi primi tre mesi del 2011: gli 8.750 chilowatt di nuovi impianti fotovoltaici hanno un valore medio sul mercato di 30 milioni e 625mila euro. In Emilia-Romagna il fatturato prodotto dal fotovoltaico tra il 27 dicembre 2010 e il 21 marzo 2011 arriva a un totale di oltre 808 milioni di euro. Soldi diffusi tra migliaia di piccole e medie aziende, con benefici per cittadini e imprese che possono autoprodurre energia e tagliare le bollette. E’ facile poi immaginare quanta occupazione creino queste cifre. E’ questo il quadro di sviluppo della green economy che il decreto Romani rischia di cancellare”.

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