"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Finanziamenti regionali per la riqualificazione degli alberghi: tanto rumore per così poco ?

Prima di entrare nel merito un breve accenno sul peso del turismo locale e la consistenza delle strutture ricettive della Riviera di Rimini (da Bellaria-Igea Marina a Cattolica): anche se fermi all’inizio Duemila, in provincia di Rimini il turismo fa 15 milioni di pernottamenti, su 37 milioni dell’Emilia Romagna, quindi  oltre il quaranta per cento del totale regionale.

Pernottamenti resi possibili, a  Rimini, da più di duemila alberghi, in maggioranza di tre stelle, cui vanno sommati circa cinquecento strutture extra-alberghiere, portando il ricettivo totale a 2,7 mila,  su un complessivo regionale di nove mila esercizi.  Questo è il contesto del movimento turistico e della ricettività di Rimini nel quadro regionale.

Sono numeri importanti e considerando che il turismo nel mondo cresce al ritmo del 4-5 per cento l’anno, mentre Rimini e l’ Emilia Romagna  sono fermi a fine secolo scorso, non ci vuole molto per capire che stiamo perdendo attrattività e  competitività.

Forse, cosciente di questo,  la Regione ha inteso stimolare la riqualificazione delle strutture alberghiere concedendo aiuti finanziari agli investimenti di riqualificazione degli esercizi.

Gli annunci sono stati roboanti: “15 milioni per riqualificare alberghi, esercizi commerciali e spazi culturali”. I risultati lo sono un po’ meno.

Concentrandoci  infatti sugli alberghi, e lasciando da parte tutto il resto,  bisogna subito dire che gli esiti sono piuttosto modesti, se a ricevere un contributo sono state  solo 42 strutture in tutta l’Emilia Romagna e appena 15 in provincia di  Rimini, cioè lo 0,6 per cento di tutti gli hotel attivi.

Agli alberghi della  provincia che hanno partecipato al bando e superato la selezione andranno circa un terzo del totale dei finanziamenti accordati, con un contributo medio di circa 150 mila euro, di poco superiore ad un quarto dell’investimento previsto nel biennio 2017-2018.

Molto più numerosi sono stati, invece, i progetti regionali ammessi ma non finanziati per mancanza di risorse: 132, tre quarti delle domande accolte.  Per i quali è previsto, per i prossimi mesi, un ulteriore stanziamento di 5,5 milioni di euro, da cui prevedibilmente saranno finanziati un’altra decina di hotel. Rispetto al totale restano sempre molto pochi.

A questo punto sorge spontanea una domanda di puro buon senso: le Regione pensa veramente di spingere l’innovazione finanziando lo zero virgole delle strutture ricettive ?  Che cioè un numero così piccolo possa funzionare da volano per il restante 99 per cento ?   Se così fosse si tratterebbe  sicuramente di una caso da studiare. Ma restano parecchi dubbi che questo possa essere l’esito finale.   Allora, forse, le politiche dovrebbero essere altre e ben più pervasive.

 

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