"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Fellini: l’aeroporto a giorni alterni che cerca di riprendere quota

Passando più volte, nel corso dell’estate, di fronte all’aeroporto Fellini di Rimini mi ha chiamato l’attenzione  la totale assenza di movimento di persone e mezzi nel piazzale antistante.  Mi sembrava strano per un aeroporto che si fregia di chiamarsi internazionale, che nel pieno della stagione turistica, nella località più importante d’Italia, fosse praticamente fermo.  Così ho deciso di verificare come effettivamente stavano le cose, con due visite in giornate diverse.

La prima visita è avvenuta nella mattinata di venerdì 12 agosto, con ferragosto alle porte e quando   tutti gli aeroporti lavoravano a pieno ritmo.  Un po’ meno l’Aeroporto internazionale Federico Fellini di Rimini,  che intorno a mezzogiorno era praticamente vuoto.  Poche auto nel parcheggio, le postazioni dei taxi vuote, il bus 9 che arriva e riparte  privo di passeggeri a bordo.

All’ingresso,  i banconi dei check-in sono spenti, come pure l’area degli arrivi. Nell’ufficio biglietti tre persone sono in attesa, più per chiedere informazioni che pronte a partire. Vuoto il corridoio, chiuso l’Ufficio di Informazioni turistiche di  Rimini Riviera. In fondo al corridoio, due sportelli per il noleggio auto sono aperti, ma nessun cliente in vista. Funziona il bar, ai tavoli e al bancone nessun avventore, se non qualche sporadico dipendente dell’aeroporto.

Il display, a metà circa del corridoio, segna zero voli in partenza e zero in arrivo. Effettivamente, andando sul sito internet dell’aeroporto, si scopre che l’ultimo giorno di voli in arrivo e partenza è stato mercoledì 10 agosto: nei due giorni successivi movimento zero. I prossimi arrivi internazionali, da 29 località diverse, cui in genere corrispondono altrettante partenza, sono previsti per sabato 13 agosto.  Rari i voli di linea giornalieri, più numerosi quelli settimanali e stagionali, prevalentemente charter.

Atmosfera diversa sabato pomeriggio 20 agosto, data della seconda visita (dal calendario è evidente che il sabato è il giorno preferito per gli arrivi e le partenze).  L’aeroporto è più animato, passeggeri entrano ed escono trascinando i consueti trolley, nel parcheggio sostano più auto, anche se non è pieno, nel lato arrivi una decina di bus attendono i loro clienti, in genere di gruppi organizzati.

Per ragioni di sicurezza non è consentito  transitare con le auto di fronte all’aeroporto, nemmeno per lasciare scendere i passeggeri. Così l’ingresso nel parcheggio diventa uno scomodo percorso obbligato. Quasi una gimkana, dove le grosse auto fanno persino fatica a girare.  Andrebbe organizzato un po’ meglio e il cartello delle tariffe dovrebbe essere sistemato, ben visibile, nel parcheggio medesimo e non, distante, su una parete dell’aeroporto difficile da vedere.

Dalle 15 del pomeriggio fino a mezzanotte i voli in partenza che compaiono sullo schermo sono in tutto diciannove, l’ultimo per Kiev e Amsterdam. Al check-in una cinquantina di persone attende  il proprio turno, i sedili del corridoio sono quasi tutti occupati, così pure i tavoli del bar, oltre a quelli che si servono al banco. All’ingresso, gli incellofanatori delle valigie lavorano a pieno ritmo, ma qualcuno il servizio se lo fa da solo utilizzando un rotolo di pellicola da cucina. Questa volta l’Ufficio informazioni, scarno e piuttosto minimalista, è aperto e qualcuno è in fila per chiedere notizie.

Sotto la pensilina esterna, che si trova all’uscita, sulla sinistra, del corridoio dell’aeroporto, una cinquantina di persone  attende  in coda un taxi che li prenda.  Attesa cronometrata, tra le 15 e le 16, di circa mezzo’ora. Una famiglia straniera, con un bambino piccolo,  si è lamenta.   Finiti o diradati gli arrivi,  siamo intorno alle 17 circa, il servizio torna alla normalità e sono tre i taxi  in fila, pronti a partire.

Quanto costa prendere un taxi all’aeroporto di Rimini ? Per andare alla stazione di Riccione 15-20 euro, a quella di Rimini 21 euro, per Rimini Fiera 27 euro, per San Marino 55 euro, Cattolica 40 euro e Milano Marittima addirittura 80 euro. Tariffe cui sono da aggiungere 2 euro di supplemento notturno, dopo le 24.00 e fino alle 6.00, che diventano 3 euro, se si esce dal perimetro di Rimini e Riccione.

Le tariffe sono esposte, e questo è positivo, nondimeno non si può fare a meno di notare che spesso sono più care di un volo aereo.  Credo che su questo una riflessione andrebbe aperta, in realtà non solo a Rimini, perché stride che per fare qualche decina di chilometri in auto si possa chiedere ad un passeggero più di quanto costa oggi un biglietto aereo di andata e ritorno per tante località europee.

Tornando all’aeroporto Fellini, dopo le note vicende (fallimento, dichiarato nel novembre 2013, della precedente gestione Aeradria, società di proprietà per il 35% della Provincia, il 18% del Comune di Rimini, il 12% della Camera di Commercio, più altri, che ha lasciato un buco di circa 50 milioni di euro), la gestione è passata, dopo gara e per un periodo di trent’anni,  alla società privata AiRiminum,  che nel suo primo piano industriale  2015-2019  si era data come obiettivo un milione di passeggeri,  oggi saliti a due milioni, cioè il doppio, stando all’intervista che l’amministratore delegato Leonardo Corbucci ha concesso al Sole 24 Ore  il 28 agosto scorso. Mercato privilegiato: l’est d’Europa, fino alla Cina e al Vietnam.

Certo, in questo frangente la scivolata è stata pesante: dai 920 mila passeggeri (arrivi+partenze) del 2011 ai meno di 160 mila del 2015 (da considerare, però, che l’aeroporto è ri-diventato operativo dal mese di aprile) il salto è grande.  Ma c’è anche una buona notizia:  nonostante la ripartenza, praticamente da zero, l’aeroporto ha smesso di perdere denaro e comincia a fare utili (al che ci si chiede come facesse prima a perdere sempre): 420 mila euro nel 2015, che probabilmente diventeranno 800 mila nel 2016, se verranno confermati i 250 mila passeggeri previsti, grosso modo gli stessi dell’aeroporto di Ancona, vicino concorrente che cerca ogni modo di scippare voli a Rimini, fortemente sostenuto dalla Regione Marche.

 

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