"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
L M M G V S D
« Set    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Fashion Research Italy fuori Romagna

di Mariaelena Forti

A Bologna nasce il Fri, Fashion Research Italy, il primo polo di ricerca e tecnologie di comunicazione per la moda, e la Romagna ne viene attratta. Collaborazioni sono già attive con il corso di laurea in Culture e tecniche della moda del Campus di Rimini e con il Cercal di San Mauro Pascoli. Un’occasione persa per portare una tale eccellenza sul territorio o una ulteriore opportunità da abbracciare, anche se non proprio a chilometro zero?

L’annunciata nascita della fondazione creata da Alberto Masotti, ex patron de La Perla, suona come un mònito per la Romagna, dove ha sede il Distretto della Calzatura di San Mauro Pascoli per non dire del polo della moda di San Giovanni in Marignano e di centri di eccellenza per la ricerca e la formazione come l’Isia di Faenza e, appunto, il Cercal di San Mauro Pascoli e il Corso del campus universitario riminese. Realtà eccellenti, alcune delle quali però stanno facendo rete in terra emiliana, dove per iniziativa – bisogna dirlo – di un privato di stazza quale Alberto Masotti, in settembre sarà inaugurato appunto il FRI, centro all’avanguardia con sede nell’ex area industriale di 7mila metri quadrati in via del Fonditore, stabilimento dove un tempo si produceva la lingerie più fashion. L’investimento è di 15 milioni di euro, da far gola a qualunque territorio.

Secondo i dati Istat, nel 2016 la Romagna ha visto andare in fumo 2000 posti di lavoro mentre in Emilia il dato è in crescita, mentre un recente studio di Intesa San Paolo sullo stato di salute dei distretti produttivi dell’Emilia Romagna aggiornato al quarto trimestre del 2016 mostra che il distretto della calzatura di San Mauro Pascoli ha registrato una delle prestazioni più negative sul fronte delle vendite estere (-4%), secondo solo a Parma dove il food ha segnato un -7,1%. In generale sarebbero proprio i distretti industriali a fare da volano all’economia regionale con prestazioni superiori alla media nazionale.

LA COLLABORAZIONE TRA FRI E CAMPUS DI RIMINI

“Il fatto che l’Università di Rimini sia stata presa come un esempio virtuoso da una persona come il Cavalier Masotti è un premio per la forza del territorio romagnolo” commenta Federica Muzzarelli, professore associato di Fotografia e cultura visuale  nel corso di laurea sulla Moda  del Campus universitario di Rimini, e, dal 2017, direttore del Master in Design and Technology for Fashion Communication partito a gennaio e pensato da  Unibo e FRI per formare i nuovi dirigenti nel settore della moda e dell’industria culturale creativa.

“Masotti ha guardato a Rimini come modello di ricerca didattica. So che per molti l’obiezione della territorialità è istintiva, ma vorrei ribaltare la visione. L’Università di Bologna 20 anni fa ha investito a Rimini  e se lo ha fatto vuol dire che individuava in questo territorio e in quella storia imprenditoriale un serbatoio di competenze e talenti assolutamente interessanti. Se la ricchezza della Fashion Valley diventa rete e non campanile va a vantaggio di tutti. La sinergia Università di Bologna, Fondazione research Italy, Campus di Rimini è virtuosa”.

Il pubblico ha un compito nel guidare i processi di messa a sistema?
“Siamo ancora deboli nella messa a sistema delle  preziose risorse dei nostri territori – risponde il Presidente del Campus di Rimini Sergio Brasini –  tanto che serve la straordinarietà di ‘un cavalier Masotti’, ovvero di un privato che faccia da traino. Tutti i giorni sperimentiamo la fatica di aggregare tutti gli attori attorno ad un progetto. Per esempio, da alcuni anni il Corso di Laurea in Culture e Tecniche per la Moda e il Corso di Laurea Magistrale in Moda partecipano al Tavolo della Moda insieme a Uni.Rimini spa, CNA Rimini, Confindustria Rimini, Gilmar, Jonofui, Fuzzi, Aeffe. Ci vuole tanta pazienza, la direzione c’è”.
IL CERCAL DI SAN MAURO PASCOLI E IL FRI

“FRI è una iniziativa privata, sede, mission, progetti da sviluppare sono ovviamente definiti dal fondatore, che mette le proprie risorse – ribadisce Serena Musolesi, direttore del Cercal – in ogni caso da subito si sono avviati contatti tra Cercal e FRI per individuare sinergie e possibili collaborazioni. La Romagna già offre varie opportunità di formazione, dal Cercal all’Università, all’ISIA di Faenza alla Fondazione ITS per le Industrie Culturali e Creative. Una nuova realtà, anche se a Bologna, potrà creare ulteriori opportunità, che al momento sono quelle proposte tramite master.  Cercal ha una forte connotazione sul settore calzaturiero, mentre FRI è più forte sul mondo del tessile-abbigliamento. Insieme completiamo il comparto moda e possiamo raggiungere un maggior numero di aziende.  I rapporti sono già avviati, e in prospettiva potranno certamente svilupparsi”.

Alle attività del Cercal e all’intero comparto della moda, che in regione oggi conta più di 7.200 imprese per la parte manifatturiera (5,5% delle imprese regionali), circa 52 mila addetti (5,1%) e un export di 4,6 miliardi di euro, guarda con interesse anche Mauro Tosi, dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marie Curie” di Savignano sul Rubicone, all’interno del quale è presente l’indirizzo professionale per il Calzaturiero e l’Abbigliamento. Il trend di aumento di iscritti al corso negli ultimi anni è  costante, spiega Tosi, e la scuola collabora stabilmente con il Cercal, sia per la formazione specialistica che per il contatto con le imprese del territorio.

COSA PENSA IL TERRITORIO. PROGETTI IN NUCE A SAN MAURO PASCOLI?

“Uno dei nostri obiettivi – spiega il Sindaco di San Mauro Pascoli Luciana Garbuglia – è sempre stato quello di sostenere i giovani e la formazione all’interno del Cercal e il Cercal Lab, che accompagna i ragazzi nel realizzare le loro idee imprenditoriali. Partecipiamo inoltre a gruppi regionali in seno al progetto Fashion Valley, portando il nostro contributo per l’innovazione e la ricerca nel settore.  Il sogno nel cassetto dell’amministrazione  è quello del Museo della Scarpa aperto alle nuove tecnologie. Il contenitore prediletto sarebbe Villa Torlonia ma anche i locali dell’ex opificio recentemente acquisito dal Comune sarebbero adatti”.
Quanto è importante il luogo in cui accadono le cose?
“Il ‘tenere qui’ non è un problema. Non si trasferisce nessun patrimonio materiale altrove, quello che siamo lo siamo qui. Credo che la collaborazione con FRI possa solo allargare gli spazi, del resto San Mauro esporta in tutto il mondo e se un punto di divulgazione della nostra eccellenza è a Bologna, ben venga. Nessuno ci porta via la nostra identità.  Certo, non vedrei logico spostare il Cercal da SanMauro. Non escludo, anzi, che ci siano imprenditori della zona che stanno pensando a qualcosa di simile ad un centro di documentazione e ricerca”.

Cose che possono succedere o si stanno solo pensando?
“Cose che possono succedere, sono stati chiesti impegni urbanistici in questo senso”.

Forum chiuso.