"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Eurocom: gli specialisti della telecomunicazione

In principio era solo Eurocom Telecomunicazioni,  società specializzata nelle comunicazioni via radio,  fondata nel 1982 a Riccione da due soci con la passione per il genere. In realtà, oggi, l’impresa iniziale si è allungata  ed Eurocom è parte di una di una rete (filiera) di imprese che comprende altre due società: Aikom Technology, nata nel 2006, che si dedica alla distribuzione di prodotti per le telecomunicazioni, l’informatica e la sicurezza, con sedi, oltre che a Riccione, a Milano e Roma, ed  Eurocom Innovazione, venuta alla luce nel 2009, più concentrata sulla connettività internet wireless (senza fili), per le zone sprovviste di banda larga.  E’ il caso, per restare sul territorio, di diversi comuni dell’Alta Valmarecchia e delle imprese qui  localizzate, per le quali ha approntato un progetto specifico denominato Inoltre,  con cui intende offrire una possibilità di connessione internet alle tante imprese e famiglie altrimenti tagliate fuori.

Per dare una idea dei numerosi campi di applicazione delle comunicazioni via radio, che vuol dire anche telecontrollo, localizzazione, ecc., basta pensare all’uso che ne fanno i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale, le Organizzazioni militari,  il personale delle autoambulanze, gli Enti Pubblici e le aziende industriali, in particolare quelle petrolifere, soprattutto nelle raffinerie, dove la comunicazione interna deve coniugarsi strettamente con la sicurezza  degli impianti, visto che è vietato l’uso dei cellulari.

A Roma, addirittura, hanno messo in opera un sistema informativo, su incarico della Provincia, che consente di  smascherare, con l’ausilio di semplici microchip, le guide turistiche abusive, che sono qualche migliaio e secondo stime producono un nero valutabile in circa 300 mila euro giornaliere. In diverse città italiane, invece, ha implementato un sistema che consente ai Vigili Urbani di avere in tempo reale tutti i dati delle auto coinvolte in incidenti, senza rimandare a passaggi successivi.

Quindi non solo semplici comunicazioni via radio, ma sistemi complessi che Eurocom è in condizione di offrire facendo dialogare, con soluzioni personalizzate che mette a punto nei sui laboratori, dove lavorano 12  ingegneri,  sistemi radio, Voip (telefonia via internet) e telefonia normale, con notevole  guadagno di tempo, recupero di efficienza e abbassamento dei costi.

Contrariamente ai pregiudizi che vuole le donne refrattarie a tutto ciò che sia tecnologico, Eurocom Telecomunicazioni ha una dirigenza se non esclusivamente, certamente a forte presenza femminile. Prova ne sia che a riceverci troviamo Sabrina Vescovi, socia e Presidente Aikom nonché Direttore Generale di Eurocom Telecomunicazioni;  Milena Renzi, anche lei socia di Eurocom Innovazione e Amministratore Delegato della medesima; Veronica Marino, Direttore marketing e vendite, oltre a responsabile della formazione di EuroCom telecomunicazioni.

Formazione alla quale il Gruppo dedica molta attenzione, perché se le tecnologie sono importanti, non di meno lo sono le persone che le devono plasmare e adattare alle più svariate necessità.

Eurocom quindi punta molto sulla formazione, tanto da mettere a disposizione di ciascun addetto un consistente pacchetto di ore annue (tra 100 e 200 ore), prevalentemente in orario di lavoro,  quando trattasi di temi strettamente aziendali (aggiornamento tecnico, ecc.), ma anche fuori orario, per argomenti più generali (corso di inglese, ecc.).

Solo la capo cordata Eurocom Telecomunicazioni ha fatturato, nel 2011, poco meno di 11 milioni di euro, all’incirca quanto faceva nel 2007. In un mercato di nicchia, ci tiene a specificare Sabrina Vescovi, che non vale più di 20 milioni di euro, e dove ci sono altri due grossi competitori, non è poco.  Questo non vuol dire che la crisi non li abbia toccati, ma che sono riusciti, nonostante tutto, a tenere. Per il 2012 i numeri saranno più bassi, ma semplicemente perché una parte delle attività di distribuzione delle apparecchiature di telecomunicazione sono passate ad Aikom, una scelta pretesa dal partner “Motorola Solutions”, che al contrario vedrà il suo fatturato crescere da 2,7 a circa 5 milioni di euro.   Poi c’è Eurocom Innovazione con un fatturato intorno ai 300 mila euro.    In totale, quindi, le tre aziende raggiungono un fatturato complessivo intorno ai 15 milioni di euro.  Di cui 2-3 milioni di euro procurati da commesse estere, anche se intermediate da ditte straniere, con cui hanno uno stretto rapporto di collaborazione.

La crisi è stata tamponata ma non vuol dire che non faccia sentire i sentire i suoi effetti. Per cominciare c’è stato un sovvertimento nell’ordine dei lavori, con le commesse della Pubblica Amministrazione (PA)  che sono scese da due terzi ad un terzo del fatturato.   Ma non è tutto, perché  nel frattempo si sono notevolmente allungati i tempi di pagamento: nel privato se va bene si resta nei due-tre mesi, ma nella PA si è superato abbondantemente l’anno. Di recente hanno vinto una gara, in una importante Regione, con la previsione di pagamenti a cinque anni !

Questo incide pesantemente sugli oneri finanziari, che negli ultimi due anni sono saliti dallo 0,7 all’1,9% del fatturato, perché se  i clienti non pagano bisogna ricorrere alle banche. In cifra assoluta stiamo parlando di un onere lievitato da 72 mila a 170 mila euro. Denaro, precisa Sabrina Vescovi, con cui avremmo potuto assumere altre due-tre persone.

Il calo delle attività con la PA è stato fortunatamente compensato da un aumento delle commesse estere, provenienti soprattutto da paesi petroliferi come Algeria, Libia, Emirati Arabi, Yemen, ecc.. Commesse ottenute grazie agli accordi di collaborazione con altre società che operano sul terreno, spesso estere, ma anche muovendosi in proprio.  E’ il caso di un contratto per la fornitura di sistemi di telecomunicazioni per navi, in corso di definizione con una delle maggiori imprese nautiche della Turchia. Paese dove, al contrario dell’Italia, la nautica sembra tutt’altro che in crisi.

In merito all’internazionalizzazione, il Direttore Generale ci fa rilevare una cosa interessante per altre imprese che volessero tentare l’avventura estera: l’importanza d’avere un buon sito web  perché, ci dice “molti contatti, anche dall’estero, sono avvenuti proprio grazie alla nostra pagina”, che ovviamente deve comunicare in più lingue, a cominciare dall’inglese.

In termini occupazionali, la filiera Eurocom da lavoro a sessanta persone, per metà laureati, con prevalenza di ingegneri, e quasi tutti gli altri sono diplomati. Le donne sono in tutto nove.  L’età media supera di poco i trent’anni e l’inglese è conosciuto da molti, come deve essere in un’azienda che vuole uscire dai confini nazionali.

Anche nell’ultimo anno, nonostante tutte le difficoltà, sono stati assunti progettisti di impianti ed esperti in video sorveglianza. Tutti provenienti da fuori provincia, un po’ perché questo territorio non offre figure professionali di questo tipo, ma in parte perché i Centri per l’impiego della Provincia, cui non manca la volontà e l’impegno,  si trovano a loro agio nel selezionare le professionalità per il turismo, ma risultano meno attrezzati per la ricerca e la selezione di altri profili, che magari scarseggiano sul territorio.

L’Azienda è comunque sempre aperta a ricevere tirocinanti, laureandi e/o diplomandi,  locali ma anche da fuori, come è stato, l’anno scorso,  per un gruppo di studenti di un Istituto Tecnico di Bari.

A parte questo però, la collaborazione con il modo della formazione, per esempio con l’Università, in particolare nella ricerca, rimane difficile, per la macchinosità delle procedure e i tempi di reazione, qualche volta anche per i costi troppo alti richiesti, che sono scarsamente compatibili con quelli di un’impresa che deve stare sul mercato.

Viene invece valutata positivamente la propensione e il sostegno all’innovazione che viene dalla  Regione Emilia Romagna, perché sono sicuramente un terreno di opportunità per le realtà imprenditoriali più dinamiche. Se anche i Comuni adottassero in modo più convinto alcune delle soluzioni di cui tanto si discute nei convegni delle città intelligenti (smart city), che molto hanno a che vedere con il mondo delle nuove tecnologie della comunicazione, sarebbe un bel contributo, non solo al miglioramento dei servizi, ma anche  alla creazione di buone occasioni di lavoro.

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