"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Energia dal legno

di Laura Carboni Prelati

 C’era un tempo in cui le scelte “verdi”, legate al settore ecologico- ambientale, erano osteggiate sia dagli industriali che dal mercato e venivano considerate battaglie di retroguardia, puramente ideologiche. Negli ultimi tempi tutto è cambiato. L’economia verde sta conquistando ruoli sempre più importanti e potrebbe rappresentare, anche nel nostro territorio, un volano importante di sviluppo e crescita, assieme alla possibilità di offrire nuovi posti-lavoro per molte persone.

Marcello Fattori, sindaco di Maiolo e presidente della Comunità Montana Alta Valmarecchia, ha una sua idea in proposito.

“E’ giunto il momento di rilanciare questo territorio rendendolo autonomo dal punto di vista energetico e per far questo si possono interpretare le risorse locali – spiega -. Io ho un mio progetto: occorre lanciarsi nella green economy”.

Quale potrebbe essere il piano di sviluppo da mettere in atto?

“Alla base del mio progetto c’è la salvaguardia ambientale e quella delle risorse locali. Tutti conosciamo le applicazioni atte a sfruttare l’energia che ci viene dalla natura (solare, eolico, termico). Alcuni di questi sistemi, alternativi al petrolio, trasformano in energia pulita alcune risorse naturali, senza procurare un impatto negativo sull’ambiente. Sono convinto che, nel territorio dove vivo e in tutta la Valmarecchia, si potrebbe sfruttare una delle principali risorse a disposizione, il legno, trasformandola in energia. Anche le zone circostanti (Pennabilli, S.Agata, Casteldelci, Parco Sasso Simone e Simoncello) sono ricche di boschi e foreste; qui il legname è sempre stato considerato un valore, una delle nostre maggiori ricchezze”.

Per avere legname occorrerà tagliare gli alberi?

“No. Un tempo nel mio paese, si cuoceva quel buon pane, conosciuto in tutta la valle, nel forno a legna, alimentando il fuoco con fascine ricavate dai rovi; servivano parecchie fascine perché Maiolo aveva 7 forni; inoltre d’inverno tutti scaldavano la casa e cucinavano con la stufa a legna. La gente del posto si approvigionava appena fuori della porta di casa, con arbusti e alberelli selvatici o con tronchi di vecchie piante malandate. Naturalmente il “lavoro” di fare scorta di legna per l’inverno aveva due risvolti utili: buon legname da ardere per scaldarsi e cucinare e una  buona manutenzione periodica svolta a cura del podere, atta a tenere puliti fossi, canali e argini.

Un’altra fonte di approvvigionamento utile è rappresentata dai detriti legnosi che trasporta il fiume. Dopo le piogge autunnali, si accumula nell’alveo, sulle sponde e sugli argini, un’enorme quantità di detriti legnosi; a volte la corrente del fiume è talmente impetuosa da sradicare gli alberi che spesso, trasportati dalla piena, vanno ad ostruire le arcate dei ponti, ostacolando il normale flusso delle acque a valle. Queste problematiche creano anche gravi problemi di sicurezza per ponti e strade”.

A livello di risorse, queste due fonti potrebbero essere sufficienti?

”Questa è solo una prima indicazione utile. Se non subiscono manutenzione le zone adiacenti al fiume, neppure i boschi possiamo dire che siano in situazioni migliori. Ultimamente, chi possiede una stufa od un camino, pensa al Pellet o al cippato (scaglie di legno) per riscaldarsi; di conseguenza si è contratta molto la vendita ed il commercio del legname locale. I boschi, andrebbero invece ripuliti da piante infestanti che impediscono anche al sottobosco di crescere, alterando l’equilibrio ambientale. Il legname, in stato di abbandono, diventa inservibile, va disperso e l’ambiente si degrada. E qui si innesta la mia idea. Se venisse creata una centrale (a biomasse) si potrebbe bruciare tutto questo materiale legnoso per ricavare energia pulita!”.

Ma la centrale non c’è!

“No, è un progetto in lunga prospettiva. Penso però che ci dovrebbe essere un ente o un’organizzazione che dia una motivazione e la giusta remunerazione per far sì che vengano utilizzate le risorse locali per un’ energia pulita a basso costo; vi sono incentivi europei per queste piccole centrali a biomasse. Si creerebbe una sorta di filera del legno multifunzioni: manutenzione a boschi ed aree silvestri, alle zone demaniali lungo i fiumi, il legname produce energia e nuove possibilità occupazionali sul territorio. Se l’uomo riesce a trovare delle fonti di reddito per rimanere a presidiare il territorio, ovviamente ne guadagna la società”.

 

Economicamente parlando, il mercato è complesso e di difficile ingresso. I trend che trattano le biomasse, non seguono il normale andamento economico, ma dipendono dalla crescente richiesta di fonti di energia alternative. La filiera della bioenergia è lunga e articolata: si va dalla raccolta delle materie prime (materiali vegetali prodotti da coltivazioni o la manutenzione e potatura forestale) al loro trasporto e stoccaggio. Questi primi step sono seguiti dal pretrattamento delle biomasse e dalla loro conversione finale in energia. Perchè un progetto possa andare in porto, occorre un accordo tra aziende private, amministrazioni pubbliche locali e istituti di finanziamento.

BOX

COSA SONO LE BIOMASSE E PERCHE’ UTILIZZARLE?

Con il termine biomasse si indica una grande quantità di materiali che hanno natura organica, come le piante e tutti gli organismi vegetali. Esse sono in grado di assorbire ed immagazzinare energia solare attraverso la fotosintesi clorofilliana; ogni anno, per effetto dell’attività di fotosintesi, vengono fissate 2 x 1011 tonnellate di carbonio, con un contenuto energetico pari a 70 miliardi di tonnellate di petrolio. La biomassa vegetale è una fonte di energia rinnovabile perché, in teoria, l’anidride carbonica emessa per produrre energia non causerebbe un incremento di quella già presente a livello ambientale, ma sarebbe la stessa quantità originariamente assorbita dalla sua matrice organica (una pianta, un albero) durante la sua fase di sviluppo che, alla fine del suo ciclo vitale, verrebbe comunque rimessa in circolo. (Fonte AIEB/Associazione Italiana Energie Agroforestali)

Le biomasse sono una grande fonte di energia rinnovabile pulita, utili per la riduzione emissioni gas serra, e sono ampiamente disponibili; localmente, se gestite correttamente, sono risorse a basso impatto ambientale, non destinate all’esaurimento.

Le biomasse legnose presenti in Italia,(di matrice vegetale), rappresentano una delle rinnovabili più utilizzate per alimentare piccoli impianti termici ad uso residenziale, grazie all’enorme quantità e varietà di materiali legnosi disponibili: circa 20 milioni di tonnellate all’anno vengono ricavate dai sottoprodotti dei boschi, da alberi e piante che crescono spontaneamente lungo il fiume o torrenti affluenti (canne, ramaglie, potature, diradamenti), dai residui derivanti dalla lavorazione del legno (cortecce, segatura, trucioli), fino agli scarti agro – industriali (paglie, gusci e noccioli della frutta ecc). Partendo da questa premessa, le soluzioni tecnologiche disponibili per chiunque voglia installare un impianto di riscaldamento a biomassa nella propria abitazione (o sostituire l’impianto vecchio) sono tantissime: dagli impianti a legna di ultima generazione, fino ai recenti sistemi di riscaldamento a pellet.

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