"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

novembre: 2017
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Elezioni amministrative 15-16 maggio: come votavamo

In politica forse vale la stessa raccomandazione che si fa per i rendimenti delle azioni o dei Bot: il passato è indicativo ma non garantisce che nel futuro i risultati siano gli stessi.  Con questo avvertimento vediamo allora come gli elettori hanno votato nelle passate elezioni.

A Rimini scadenza normale

Cominciano con il Comune di Rimini, che oltre ad essere il più grande è anche il Capoluogo di Provincia.  I risultati si riferiscono al primo turno, quello più indicativo della partecipazione e del seguito dei vari schieramenti.  

Nel 2006, cioè nelle precedenti comunali, l’Ulivo (Centro sinistra), con il 37% dei voti, aveva ottenuto un discreto margine di vantaggio, quasi venti punti percentuali, sulla seconda, Forza Italia (18%), e la terza forza politica rappresentata da Alleanza nazionale (15%). Molto distanti invece tutti gli altri.

Nelle provinciali del 2009, con l’unione tra Forza Italia e Alleanza Nazione, che danno vita al partito  del Popolo della Libertà, le distanze tra i primi due schieramenti praticamente si elidono, anzi con la lista Lombardi il Popolo della Libertà conquista la prima posizione, mentre cresce la Lega Nord, che dall’1% passa al 9%. Avanza, ma meno, anche l’Italia dei Valori (IdV).     

Nelle regionali del 2010, le ultime elezioni in ordine di tempo, si consolida il primato del Popolo della Libertà, che con il 35,6% dei voti stacca di tre punti il Partito Democratico (PD), che si è fermato al 32,4%. La Lega mantiene, rispetto alle provinciali, i suoi voti, l’IdV,. l’UDC (Unione di Centro) e Rifondazione Comunista retrocedono tutti, mentre la vera novità è rappresentata dal Movimento 5 stelle, che fa capo al comico Beppe Grillo,  e ottiene l’8,5% dei consensi. Per essere la prima volta certamente un successo, segno, probabilmente, di una certa stanchezza, soprattutto tra i più  giovani, per i vecchi partiti. 

Con questo scenario alle spalle si andrà a votare il 15 e 16 maggio. Gli schieramenti grosso modo sono gli stessi  quindi alla fine si potrà proseguire col confronto.

Scadenza naturale anche per Novafeltria e Montecolombo

Nelle prossime amministrative si vota anche nel neo entrante, in provincia di Rimini, comune di Novafeltria, dove nelle precedenti elezioni comunali era stato eletto sindaco, per la lista Unione di Centro sinistra, Vincenzo Sebastiani, con il 65% dei voti, seguito da Insieme per cambiare con il 34%.

Alle regionali del 2010, già in Emilia Romagna, il PD è risultato il primo con il 40% dei voti, seguito dal Popolo della Libertà con il 30% e la Lega Nord col 12%. Più distanti gli altri.

 Rinnovo del Consiglio comunale anche a Montecolombo, poco più di tre mila abitanti, sindaco uscente Tordi Simone, eletto nel 2006 con una Lista civica, con il 61% dei voti.  Nello stesso comune, nelle regionali dello scorso anno, il Popolo della Libertà è stato il primo partito con  il 38,6% dei consensi, il PD ha ottenuto il 24,6%, la Lega Nord il 14,3% e il Movimento 5 stelle il 9%.

 Cattolica e Pennabilli ritornano invece prima al voto

Cattolica aveva votato per il rinnovo del Consiglio comunale nel 2009, ma ci sono stati problemi nell’alleanza di Centro sinistra che ha vinto, ragione per cui si è dovuto tornare di nuovo alle urne, dopo una periodo di commissariamento. Ma come erano andate le passate elezioni ?  Al primo turno il candidato del Centro sinistra, con una lista civica collegata, aveva ottenuto il 30,7% % dei voti, contro il 31,4% del concorrente di Centro destra. Altri candidati riferibili al Centro sinistra o alla sinistra, pur con diversa denominazione, hanno ottenuto il 19%  e il 17%. Al ballottaggio, cioè al secondo turno, quando a recarsi a votare sono stati solo il 62% degli elettori, il candidato del Centro sinistra vince di misura, 51,8% contro il 48,1%, ma come si è visto non è durato a lungo. Così dopo due anni di nuovo alle urne, sognando una maggiore stabilità. A cui non giova l’eccessiva  frammentazione dell’offerta politica, perché nelle ultime amministrative si sono presentate a Cattolica, che conta 17 mila abitanti, ben 14 liste (una ogni 1.200 residenti). Forse troppe.

Nelle regionali ultime (2010) la coalizione di Centro sinistra ottiene il 52,9%, con il Pd al 40% e quella di Centro destra con il 38,5%, di cui solo il Popolo della Libertà il 30,2%.

 A Pennabilli, il secondo dei comuni dell’Alta Valmarecchia migrati  in provincia di Rimini, tre mila abitanti,  è capitato lo stesso di Cattolica. Nel voto comunale di giugno 2009 aveva vinto la lista il “Patto per Pennabilli” con 1.213 voti, il 58,6%, contro la seconda “Per il bene comune” che aveva ottenuto 857 preferenze, pari al 41,4%. Ma anche qui, nonostante lo scarto maggiore, il governo locale non ha retto alla gestione del quotidiano. Quindi di nuovo a votare. 

Più vicino a noi, alle regionali, già in Emilia Romagna, il Partito Democratico ha preso 486 voti e il 30% dei consensi, secondo partito la Lega Nord con 400 voti e il 25%, il Popolo della Libertà  390 voti e il 24%, l’UDC  154 voti e poco più del 9%.

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