"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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E se ti chiedo cos’è l’ambiente?

di Matteo Muccioli

“Cos’è, per te, L’ambiente?”. Domanda semplice a leggersi ma dalla risposta non così ovvia in quanto nasconde un velato tranello: “per te”. Tranello in cui non cadono i bambini di sei-otto anni, i quali pensano all’ambiente come ad un luogo, non ben precisato, ma da difendere dall’Uomo che risulta estraneo alla Natura.

Durante i percorsi di educazione ambientale che ho tenuto in alcune classi di scuole primarie della provincia di Rimini, ho notato con interesse come il mare, carta di identità della nostra città, risulti un luogo svincolato dall’idea di ambiente e connesso quasi esclusivamente alle vacanze estive. L’immagine stessa di mare si modifica, sia in virtù dell’età, sia della distanza dalla spiaggia dei bambini.

Partendo dalla scuola primaria dei Padulli, dove, per alcuni, il mare è “Il posto dove si va in estate”, arriviamo alle scuole del litorale, come le scuole Ferrarin di Bellaria o la Scuola Primaria Carla Ronci di Torre Pedrera, dove i bambini hanno la possibilità di osservarlo dalla finestra della propria camera, notando, come solo loro sanno fare il suo “carattere” sempre diverso: “quando è tranquillo, è silenzioso, quando è arrabbiato, urla”.

All’aumentare dell’età e del livello di istruzione scolastica, le risposte alla domanda iniziale si avvicinano sempre di più alle definizioni “ufficiali” di ambiente, ineccepibili, magari, nelle formulazioni ma molto più distanti da quel “per te”, che ci interroga, e provoca, sul piano personale.

La maggior quantità di informazioni sull’ambiente, per i bambini ed i ragazzi deriva dalla televisione, attraverso trasmissioni e documentari che consentono di recepire informazioni quasi per osmosi.

Risulta invece, eccessiva la quantità di informazioni non filtrate e dalle fonti spesso non attendibili, a cui sono sottoposti i giovani sin dalle scuole medie, quando iniziano ad avere libero accesso all’universo internet.

E’ stata una piacevole sorpresa la presenza di riviste scientifiche dedicate ai bambini, già sotto alcuni banchi delle scuole primarie, come le scuole Ferrari, riviste che vengono sfogliate durante la ricreazione.

Notevole l’interesse dei bambini della scuola F. Casadei di Viserba, durante l’esposizione di alcuni semplici esperimenti sulle proprietà dell’acqua, esperimenti riproposti autonomamente a casa ed i cui risultati mi sono stati riportati nei successivi incontri al grido di “sono venute le stesse cose”…e per fortuna…

Spesso il rapporto che i bambini ed i giovani hanno con il termine “ambiente”, nasce, indirettamente, dall’esperienza domestica dove sperimentano i concetti di consumo energetico e fonti rinnovabili.

Quasi tutti i bambini delle scuole primarie visitate, hanno almeno sentito parlare dei pannelli solari mentre, per tecnologie come caldaie a condensazione e pompe di calore, termo-cappotto e sostituzione degli infissi, bisogna aspettare le scuole medie dove i ragazzi cominciano ad associare il concetto di “consumo energetico” a “costo economico”.

Nelle scuole dell’entroterra, come le scuole medie di San Clemente e di Villa Verucchio, ho notato un elevato l’interesse sul tema dei trasporti a basso impatto ambientale.

Dai quattordici anni in su, infatti, una gran parte dei ragazzi vive l’esperienza del fare il pieno, sempre più caro al proprio scooter e, molti, sarebbero ben disposti a muoversi con mezzi elettrici.

L’adesione delle scuole a percorsi didattici rivolti alla salvaguardia ambientale, ha poi portato all’attenzione dei bambini e dei ragazzi, il tema quanto mai stringente della raccolta differenziata dei rifiuti, concetto e pratica che viene immediatamente applicato sia nelle classi, che a casa, quasi come un gioco.

Presentare a bambini e ragazzi di differenti fasce di età l’argomento “ambiente” è una sfida avvincente. Quando ci aspettiamo un disinteresse per certi argomenti, incontriamo risposte alla domanda iniziale come quella di una bambina di seconda elementare “l’ambiente…è come la mia camera da letto…però più grande”.

 

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