"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Dove andrà l’aeroporto di Rimini

di Alessandra Leardini

Mancano pochi giorni al D-day, il 12 febbraio, termine ultimo concesso da Enac (l’Ente Nazionale di Aviazione Civile) ad AIRiminum, la società che si è aggiudicata la concessione trentennale dell’aeroporto internazionale di Rimini-San Marino, per completare tutte le certificazioni. Una volta completata la missione (il 90% è fatto, sostiene AIRiminum) ed entrati definitivamente in possesso di tutti i beni dello scalo (quelli demaniali e quelli strumentali prima in possesso di Aeradria, per i quali il curatore fallimentare ha indetto un bando e AIRiminum ha offerto 300mila euro) le porte si spalancheranno una volta per tutte.
Si punta a riaprire a San Valentino, “data romantica ma realistica”, aveva detto il presidente di AIRiminum Laura Fincato, il 23 gennaio, alla Conferenza pubblico-privata convocata sul tema dal prefetto di Rimini Claudio Palomba. Una previsione arrivata dopo le opportune rassicurazioni di Enac sulla disponibilità a favorire la società con risposte in tempi celeri.

Davvero la festa degli innamorati spazzerà via tutti i problemi di questi mesi? AIRiminum sarà operativa in che senso? Quel giorno ci saranno già i primi voli e i primi servizi all’interno dell’infrastruttura?
Intanto una cosa è certa, come spiegato dal nuovo direttore generale del “Fellini, Marco Consalvo, ai sindacati riminesi: non si partirà con tutti i 73 ex dipendenti di Aeradria, ma nel 2015 si arriverà al massimo a 50 lavoratori. Il direttore Consalvo ha spiegato che a gestire i lavoratori saranno due società: Airiminum con 16 persone (12 in organico e 4 manager) che avranno il contratto aeroportuale, e una società di handling, con 38 dipendenti, che si occuperà invece dei servizi all’interno dell’aeroporto (biglietterie, check in sicurezza, pulizie).

Sempre entro l’anno si prevede di raggiungere i 350mila passeggeri. Non di più, almeno per ora.

Le energie ora sono tutte concentrate sul primo decisivo traguardo: l’entrare in possesso a tutti gli effetti dello scalo dopo un iter burocratico che si è rivelato alquanto burrascoso e che, come noto, ha impedito di riaprire entro gennaio come inizialmente previsto.

AIRiminum però, a differenza di quanto denuncia qualcuno (a cominciare dal sindaco di Riccione Renata Tosi) non è rimasta con le mani in mano, questo il presidente Fincato ci tiene a precisarlo con tanto di carte che sanciscono, passo per passo, tutte le azioni svolte dalla società in questi ultimi mesi.

Dottoressa Fincato, le voci più critiche che si alzano da questo territorio, puntano il dito sul fatto che non avete ancora presentato un piano industriale e che non c’è ancora chiarezza sui vostri investimenti.
“Non mi sembra che molti abbiano fatto come noi: mettere per iscritto tutte le azioni, giorno per giorno. Fino a prova contraria, ad oggi c’è una società che ha risposto ad un bando, ottenendo pieno punteggio da Enac, che si è trovata di fronte un aeroporto chiuso, e questo nel bando non era previsto. Una società che a lungo ha dovuto lottare per avere almeno il comodato d’uso dei beni strumentali dello scalo, in attesa dell’aggiudicazione definitiva, cosa fondamentale per procedere con le riparazioni e collaudi. Tutto è scritto. Noi la trasparenza l’abbiamo e l’avremo come metodo”.

D’accordo, però, per ora non c’è ancora nulla di certo neanche sui voli. L’Ing. Marco Consalvo, che avete nominato direttore generale del “Fellini” ha detto alle categorie economiche e agli amministratori riminesi che il 2015 sarà una stagione compromessa…
“Quanto ha detto l’Ing. Consalvo, che mi preme dire, ha un curriculum di tutto rispetto essendo stato direttore a Napoli negli anni del raggiungimento dei 6 milioni di passeggeri, fa parte dell’atteggiamento trasparente che dicevo prima. Noi, nel contattare i tour operator e le compagnie, non abbiamo aspettato di completare tutti i passaggi burocratici. Di certo, quanto sta accadendo in Ucraina è sotto gli occhi di tutti, così come la crisi del rublo che si spera di risolvere al più presto. Dire, come ha fatto Consalvo, che dal 2011 Rimini ha avuto un calo del 20%, che il mercato europeo in particolare va ricostruito e che il 2015 sarà un anno di passaggio, è un atto di responsabilità verso questo territorio, che non vuole deprimere ma invitare tutti a fare la loro parte. Voglio ribadire che non siamo venuti qui a spendere soldi per niente, abbiamo tutto l’interesse a far funzionare le cose!”.

Quali sono i punti di forza del nostro scalo?
“Avete una pista bellissima al centro d’Italia, che può servire tutta la Riviera. E collegabilissima ad altri scali con sinergie importanti”.

Ad esempio?
“Penso soprattutto a Bologna”.

Sa però che a lungo si è lavorato, invano, ad un piano aeroportuale regionale. Perché con voi dovrebbe essere la volta buona?
“C’è il Piano Aeroporti del Ministro Lupi che impone sinergie: è interesse di tutti metterle in azione. E’ anche una questione di sopravvivenza economica. Penso a quello che ha fatto Save (la società proprietaria dell’aeroporto di Venezia-Treviso di cui Laura Fincato è stata vicepresidente ai tempi della quotazione in Borsa, ndr.) unendo non solo Venezia con Treviso, ma attivando sinergie anche con Verona e Brescia”.

A proposito di SAVE, società che appunto conosce bene, è fattibile una possibile futura sinergia con Rimini?
“Non la escludo. Ma prima dobbiamo sistemare la nostra società, nominare un CdA. Non posso presentarmi prima dal presidente di Save, Enrico Marchi, al di là del rapporto personale di amicizia che abbiamo”.

Quali interventi apporterete all’aeroporto di Rimini?
“Stiamo discutendo delle migliorie più urgenti, da fare già nel 2015. Per prima cosa cambieremo il layout (disposizione) dell’aerostazione: senza pensare di buttare giù tutto, ma va reso più funzionale. Occorre spostare l’area check-in in modo da favorire una maggiore sosta dei passeggeri nella galleria commerciale. Inoltre – e su questo anche il presidente della Provincia Andrea Gnassi è stato chiaro al Tavolo con prefetto, amministratori e categorie – tutte le aree che stanno intorno al Fellini andranno inserite in un piano strategico”.

Cosa può anticiparci invece sui voli?
“Il direttore Consalvo è stato chiaro: Rimini negli ultimi anni ha fatto un lavoro importantissimo sulla Russia ma alla luce anche della crisi odierna, non basta. Va ricostruito il network europeo: Germania e nord Europa”.

E la Cina, cui oggi guarda anche il turismo riminese?
“E’ tutto quanto in costruzione. Abbiamo in mano una concessione di trent’anni. Prima di pensare a questi obiettivi bisogna entrare in una fase di sviluppo. E ripeto: per ora il nostro obiettivo primario è vivere!”.

Oltre a quello degli ex dipendenti di Aeradria da riassumere, c’è un altro nodo da sciogliere: i servizi e le professionalità che prima della chiusura erano attivi presso lo scalo: dal ristorante al commerciale agli altri servizi per i passeggeri. Che fine faranno?
“Abbiamo già avviato trattative. Se il 12 sarà finita questa fase di certificazione l’aeroporto a metà mese sarà riaperto con e dovrà avere condizioni minime e a norma, ovviamente: altoparlanti attivi, gabinetti funzionali, e se qualche passeggero vorrà prendersi un caffè, anche un bar aperto”.

Aveva già seguito le vicende del nostro aeroporto prima di partecipare al bando Enac?
“Siceramente no. La mia esperienza aeroportuale nasce a Venezia e da alcuni amici veneti sono stata portata ad interessarmi all’aeroporto di Rimini dopo il fallimento. Ora però sto studiando con attenzione quanto accaduto con la vecchia società, non per dare un giudizio ma per capire quali condizioni hanno portato a quanto successo. Per non ripetere gli stessi errori”.

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