"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

gennaio: 2018
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Diplomati e neolaureati in cerca di un impiego

di Genny Bronzetti

C’è ancora da aspettare. Chissà ancora per quanto. Se si è giovani e se si cerca lavoro, purtroppo, le cose sembrano non andare bene nemmeno quest’anno. Il 2010, infatti, non inizia nel migliore dei modi: secondo i nuovi dati forniti dall’Istat, la disoccupazione giovanile è aumentata raggiungendo il 28,7%. Un aumento di circa il 4% rispetto ai primi mesi del 2009 e un aumento dello 0.8% rispetto a gennaio. Un giovane su quattro tra i 15 e i 24 anni è disoccupato. Se ne è accorto già chi sta cercando un impiego in questi mesi. Di posti non ce ne sono molti. E pare quasi che le possibilità per le nuove generazioni, invece che aumentare non facciano che diminuire.
E’ quanto emerge anche chiacchierando con alcuni ragazzi della provincia di Rimini, che si stanno affacciando al mondo del lavoro per la prima volta. Sabrina Morri, per esempio, diplomata nel 2009 al Liceo delle Scienze Sociali, le ha provate tutte, anche lavori che nulla hanno a che vedere con il suo diploma. Ma la risposta è sempre la stessa: c’è crisi. Si trova solo qualcosa come commessa stagionale nei negozi della riviera: “Ma ti massacrano: 10 ore a 900 euro al mese”. In regola? “Cosa?! Qui la regola è il lavoro nero!” attacca Sabrina.
Elisa Lorenzini, laureata da qualche mese in Economia del Turismo presso la facoltà di Rimini, ha tappezzato di curriculum la città: “Mi sto vendendo e svendendo, da centralinista a assistente alla poltrona di un dentista. Ho fatto almeno una quarantina di domande in una sola settimana”. Si è iscritta a tutte le agenzie interinali, si è proposta addirittura al Caf per fare le dichiarazioni dei redditi, dove non ha ottenuto un lavoro, ma almeno una speranza: corso gratuito di tre mesi e successivo periodo di impiego della stessa durata a compilare dichiarazioni. Meglio che niente: “È un’esperienza utile e poi fa curriculum”.
Alla vita adulta, si dice, ci si arriva soprattutto grazie al lavoro: si deve passare attraverso un impiego e la capacità di autofinanziarsi. Ma questa porta, già stretta da tempo, si è fatta più serrata. E troppi giovani, quel passaggio temono di non riuscire a varcarlo. Cresce così tra le nuove generazioni la paura di trovarsi costretti a restare in una specie di limbo che non ha più nulla dell’adolescenza e ha ancora troppo poco della vita adulta. Con il rischio di non riuscire più a recuperare il dinamismo e la grinta delle nuove generazioni.
Luca Lucchini, laureato in Lettere a Bologna, è tra questi giovani che cercano di entrare nel mondo del lavoro. In realtà per Luca la situazione è ancora più complicata, perché l’obiettivo è quello di entrare nel mondo della scuola. Missione difficile? “No, missione impossibile” risponde Luca, dottore già da tre anni e disoccupato. “Per ottenere l¹abilitazione all¹insegnamento mi ero iscritto alla SISS, ma poi ho lasciato perdere, perché ora sono state abolite, secondo le nuove direttive ministeriali, che a dirla tutta non sono molto ben definite. Ora bisogna effettuare un intero anno di tirocinio presso un istituto d’istruzione superiore e, in teoria, dopo questo calvario ci si può iscrivere in graduatoria. La fregatura è che attualmente la graduatoria è chiusa, e verrà riaperta nel 2011”, dopodiché si deve cominciare a guadagnare punti per salire e per passare alla fascia più alta. Quindi molto meglio per Luca, che ha già 30 anni, lasciare perdere e cercare tutt’altro, che nulla ha che fare con la sua aspirazione, “ma che perlomeno non faccia di me un disoccupato per altri anni ancora”.
Lorenzo Ruggeri, 20 anni, diplomatosi l’anno scorso come perito meccanico, è da quasi un anno alla ricerca di un impiego. Colloqui, curriculum, contatti. Notti insonni e giorni frenetici. Senza tralasciare nulla: dai punti vendita specializzati nell’offerta di ricariche per cellulari alle ferramenta. “Lavori che mi offrivano prospettive di guadagno inerenti alle vendite che riuscivo a fare: per esempio ogni 10 ricariche telefoniche, un guadagno di 30 euro” dice, aggiungendo “Ma può andar bene per qualche mese”. La tenacia è stata premiata. Lorenzo ha risposto all’inserzione su un giornale di un supermercato che cerca un magazziniere. L’8 febbraio ha firmato il contratto. Il temibile 2010, almeno per lui, è iniziato bene.

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