"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Delibera Murri. Il PD contro i dissidenti

La nota di Emma Petitti, segretario comunale PD

Il Partito Democratico di Rimini considera quanto accaduto ieri sera in Consiglio Comunale sul dibattito e sulla votazione per il progetto di recupero dell’ex colonia Murri un momento di svolta per la città, per la sua amministrazione, per la sua politica presente e prossima.
Con il voto di ieri sera si chiude definitivamente sul versante degli atti (il versante più scivoloso e infido) la ‘vergogna della Murri’. Una ex colonia il cui recupero è fermo dal 1991, impedendo per 20 anni a se stessa e all’intero quadrante di città intorno di fungere da naturale propulsore dello sviluppo economico, sociale, estetico. Per due decenni questo straordinario spazio non è stato cura ma anzi ha aggravato i mali della zona sud di Rimini, impedendone con la sua ingombrante presenza di cantiere degradato persino il rilancio visivo. Dopo un lasso di tempo intollerabilmente lungo, grazie all’Amministrazione Ravaioli e alla coalizione che lo sostiene si mette la parola fine a questo disastro della burocrazia dando il via a un progetto di recupero e valorizzazione delle funzioni dell’area che, oltre a garantire centinaia di nuovi posti di lavoro e il ritorno a un protagonismo effettivo da parte di Miramare, sarà volano di una riqualificazione molto più ampia e diffusa. Peraltro sull’accordo di programma della Murri hanno espresso parere positivo anche gli organi sovracomunali (la Provincia di Rimini, con l’allora assessore all’Urbanistica Eugenio Pari…) e la Regione Emilia Romagna. Fu proprio l’assessore regionale Luigi Gilli, nel 2008, a definire quello del recupero della Murri “un esempio concreto e positivo di come istituzioni e privati possano lavorare insieme per un progetto comune di sviluppo e di qualificazione del territorio. E’ un modello che possiamo seguire anche per il recupero di altre colonie romagnole, in linea con le indicazioni che arrivano anche dal Piano territoriale regionale e dal Piano paesistico”. Il luogo del degrado comincia oggi la sua rinascita e nel giro di due anni i riminesi e gli ospiti potranno fruire di un luogo, spazi, verde oggi inibito e pericoloso, ferita aperta in una parte strategica della città.

Va sottolineato- e politicamente questa è la parte più rilevante della vicenda- che proprio il recupero della ex colonia Murri, così come della ex colonia Novarese, era ed è una delle priorità indicate dal programma di mandato 2006/2011 del sindaco Ravaioli. Priorità condivise e sottoscritte da tutti i partiti che formano la coalizione di governo e dai loro rappresentanti in Consiglio Comunale. Alla luce di questo, e del dibattito e del percorso amministrativo che ha tagliato più tappe nell’ultimo lustro, consideriamo particolarmente grave il voto contrario alla delibera espresso da alcuni consiglieri di maggioranza, tra cui i rappresentanti di Sinistra e Libertà.

Una posizione inaccettabile e ingiustificabile che tradisce palesemente il mandato programmatico e gli accordi tra partiti e con i cittadini. Una posizione che non può non avere conseguenze nell’immediato- il PD di Rimini sostiene senza riserve le decisioni del sindaco Ravaioli, da lui stesso annunciate ieri in Consiglio Comunale- e anche nell’immediato futuro, ovvero in vista della formazione della coalizione a sostegno del candidato sindaco per il 2011. Il PD ha una sola parola e una sola faccia e stringe intese, accordi e alleanze con le forze politiche che seriamente e responsabilmente si impegnano ad attuare i programmi discussi e formalizzati.

Il gioco delle tre carte, delle furbizie per ottenere briciole di visibilità, non è nei piani e nell’orizzonte del Partito Democratico. Se una tavolozza di colori rappresenta meglio la complessità della politica e della società, è altrettanto vero che non si può dipingere con chi al posto dei pennelli ti passa dei coltelli affilati con lo scopo di distruggere la tela.

La nota di Marco Agosta, capogruppo PD in consiglio comunale

La delibera sulla Murri è stata approvata. Un’approvazione sofferta ma che obbliga ad un chiarimento politico ormai non più rinviabile nella Maggioranza.
La “Murri” è un caposaldo nel programma di Mandato del Sindaco.
Non è un progetto qualunque.
Il Sindaco in aula ha ribadito il valore per la città di questo intervento e ha chiesto alla sua maggioranza “la fiducia” su questa delibera.
Aggiungo, ma non è un dettaglio, che la delibera approvata ieri è un atto di perfezionamento che precisa le modalità, i tempi e le clausole della procedura per realizzare l’opera e i termini del diritto di superficie. Invece i metri quadrati, le dimensioni dell’opera, il restauro dell’ ex Colonia, la viabilità, il parco pubblico, i parcheggi interrati e la pineta al posto del nastro di asfalto sul lungomare così come gli edifici sulle ex aree Ceschina sono contenuti nella madre delle delibere votate nel 2006 e nel 2007, tra l’altro votate favorevolmente la prima dal Consigliere Pazzaglia, la seconda dal Consigliere Giovagnoli.
Il punto politico è chiaro a tutti: la “Murri”, come altre recenti delibere in Consiglio Comunale diventa, non il terreno di un costruttivo confronto dialettico in maggioranza, bensì il terreno di un dissenso politico da marcare contestando ogni delibera, compresa la Murri, le cui delibere costitutive del 2006 e 2007 alcuni di loro le avevano già votate favorevolmente.
E’ altrettanto chiaro a questo punto che le strade in maggioranza con questo gruppo di consiglieri si dividono. Così come si dividono con quei consiglieri del PD che con il loro voto contrario firmano una posizione politica che non rappresenta più il Gruppo del Partito Democratico a Rimini.

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