"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Darsena, quanta ricchezza dietro la prua ?

di Marzia Caserio

Dal secondo piano dell’ufficio direzionale c’è tutta un’altra vista. Le barche si susseguono l’una dopo l’altra e l’idea che una decina di anni fa lì, in quell’angolo di San Giuliano, ci fossero solo spiaggia e mare lascia intendere che tipo di evoluzione sia stata compiuta. Otto anni fa nasceva la nuova darsena e portava con sé una serie di cambiamenti inaspettati. Non solo barche, ma anche nuovi turisti, nuove strutture ricettive e soprattutto un balzo in avanti nel settore immobiliare.
A distanza di otto anni, quali sono state le ricadute concrete di questa imponente costruzione nell’economia e nel turismo? Chi ne ha davvero giovato?
E’ indiscutibile, partendo dal basso, la creazione di posti di lavoro che in questi anni hanno trovato una loro stabilizzazione come i 12 dipendenti della Marina di Rimini (società che gestisce la darsena), un’altra dozzina di personale impiegato nella gestione del bar interno, il personale del ristorante Molo 22 e gli artigiani del cantiere navale. Tra i presenti che lavorano “a chiamata” ci sono gli artigiani accreditati. “Ogni barca ha bisogno di almeno sette maestranze che vanno dall’elettricista al meccanico e via dicendo… ogni settore ha il suo esperto”, dichiara Giovanni Sorci direttore di Marina di Rimini.

LA CRISI AL TIMONE

La crisi, nonostante si tratti di un settore di lusso, ha lasciato i suoi strascichi anche qui: pensato per 800 posti barca circa, ad oggi si parla di 622 tra cui 250 con affitti annuali e il rimanente con concessioni a lunga scadenza, non dimenticando, ovviamente, il 10% dello spazio lasciato per il transito estivo. “La crisi ha inciso. Ogni darsena ha bisogno di 10 anni per andare a regime e noi c’eravamo quasi… poi però tra la crisi, la battuta d’arresto di Ferretti, il caos di Rimini Yacht e il fallimento di alcuni cantieri hanno fatto si che alcuni posti barca rimanessero vuoti”.
Se le Ferretti sono diventate merce rara e Rimini Yacht ha lasciato spazio vuoti, tutto sommato si può star tranquilli con i clienti più affezionati, che per una barca dai 10 metri in su spendono dai 4mila euro all’anno. Variabili permettendo: la postazione in banchina e l’incremento dettato dall’Istat di circa il 3-4% l’anno. In termini di quantità, le più numerose sono le imbarcazioni dai 10 ai 14 metri e solo una Ferretti si è accaparrata il posteggio da 43 metri.
Ma chi sono i proprietari di questi fuoristrada marini? “Per lo più gente emiliano-romagnola originaria di Bologna, Modena che la mette qui per comodità. Ma ci sono anche molti riminesi” spiega sempre Sorci. Non male nemmeno la media annuale d’imbarcazioni che fanno sosta alla darsena riminese: “Circa 400 con una permanenza di 2/3 giorni massimo. Si tratta per lo più di stranieri, soprattutto europei. Alcuni decidono di fermarsi qui tutto l’inverno e poi ripartire”.  

NON SOLO BARCHE

La darsena però non è solo barche, ma anche appuntamenti estivi e progetti rivolti al futuro come quello di mettere appunto dei parcheggi fotovoltaici di 200 kw e l’avvio di nuovi negozi di attrezzatura nautica.
Appena fuori dal porticciolo ci si accorge che l’impulso della darsena ha dato vita a una struttura, piuttosto futurista, la Prua, un enorme stabilimento residenziale e commerciale. Se i locali, tra ristoranti e sushi bar hanno già preso piede, per le abitazioni la questione è più lunga. I lavori di costruzione iniziati a fine 2007, che hanno impiegato circa 500 lavoratori, devono ancora essere ultimati: “Per fine dicembre vorremmo davvero chiudere, è stato un cantiere fin troppo lungo”, spiega Daniela Morandi della Gecos Costruzioni di Rimini. Su un’area di 45mila mq, 20 mila sono stati adibiti ad uso abitativo per un totale di 120 appartamenti, comprese le villette nel retro. Ovviamente non sono abitazioni per tutte le tasche. Per i super attici con vista mare il prezzo va da 7 mila euro al mq mentre per gli appartamenti si parte da 5 mila euro al mq. “Il mercato immobiliare di San Giuliano ha ricevuto un grande impulso. Se prima del 2000 si faceva fatica a vendere a un milione, in lire, al mq oggi si parte da un minimo di 4/5 mila euro al mq”, ricorda la Morandi. Le stesse agenzie immobiliari lo confermano. Dopo questo rinnovamento, gli stessi appartamenti hanno acquistato un valore superiore.

ALTRO CHE BARAFONDA

Non poco incisiva, sempre grazie all’avvio della darsena, la riqualificazione della spiaggia. Oggi più lunga, più sabbiosa e più organizzata. “Abbiamo bonificato una zona melmosa, piena di sassi e poco accogliente. Su una lunghezza di 150 metri è nato un unico stabilimento dotato di molti servizi… altro che Barafonda”, sottolinea Claudio Marcella, ingegnere alla direzione dei lavori della Marina di Rimini.
Ma se adesso sembra tutto oro ciò che luccica, all’inizio non fu così. Gli stessi abitanti e commercianti della zona si schierarono contro la costruzione del complesso, ma soprattutto vinsero la battaglia contro la creazione del ponte di collegamento tra la riva di San Giuliano e quella di Marina Centro. “Il progetto includeva anche il ponte ma l’intero quartiere organizzò una battaglia che purtroppo vinse. A distanza di quasi dieci anni, gli stessi che protestarono oggi ci chiedono del ponte, ma al momento non è possibile”, lamenta Marcella. Infatti, se per il momento il ponte è sospeso, tra i progetti futuri c’è quello di un traghetto “più decoroso” rispetto a quello attivo, che trasporti le persone da una sponda all’altra.

OBIETTIVO LUSSO

“La Darsena c’è però devono fare la loro parte anche i piccoli negozietti, bisognerebbe riqualificare la zona del passeggio che potrebbe diventare una piccola viale Ceccarini, davvero di lusso” lamenta Sorci. E proprio il lusso sarà il leit motiv dell’ex hotel Le Nazioni che da uccelliera turistica sarà trasformato in un hotel quattro stelle con il progetto firmato da Massimo Morandi. In previsione della partenza dei lavori si sta già cercando una collaborazione con una grande catena di fama internazionale. Lo stesso St Gregory, proprio di fronte alla darsena, è passato di mano e c’è tutta l’intenzione di dare una rispolverata al suo look. Alcuni negozi e hotel hanno già provveduto a piccole ristrutturazioni e l’associazione Infezna ha dato vita nel 2008 al lungofiume degli artisti riminesi, una galleria d’arte a cielo aperto che costeggia il fiume Marecchia.

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