"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Dalla Russia con amore

di Stefano Rossini

Gli assetti politici del mondo cambiano in fretta. Solo vent’anni fa, alla caduta del muro di Berlino, il mondo era diviso in blocchi che sembravano inconciliabili. Da una parte l’occidente e dall’altra il comunismo. Rimini, da sempre città turistica, richiamava ogni estate vacanzieri da tutta Europa, o, meglio, da quella parte di Europa che si trovava sotto la stessa influenza politica. Oggi, due decadi dopo, le parti si sono completamente invertite. Non solo l’occidente attraversa una crisi economica profonda e strutturale, ma i nuovi ricchi, i viaggiatori che portano denaro nelle tasche degli italiani e dei riminesi in particolare sono proprio i russi e i cinesi, i due grandi nemici – per usare un termine legato agli anni ’80 – del passato.

Dal 2006, l’afflusso di turisti russi è in continuo aumento, a parte una flessione nel 2009. Nel 2006 i passeggeri provenienti dalla Russia erano poco più di 150.000. Nei due anni successivi si attestavano attorno ai 200.000, nel 2009 calavano a 129.229 e nel 2010 il grande boom, con un totale di 264.262 arrivi. E l’aumento non sembra intenzionato a fermarsi. Nei primi sei mesi del 2011 i passeggeri russi in arrivo all’aeroporto di Rimini hanno già superato i 153mila, costituendo il 46 per cento del totale degli arrivi (contro il 25 per cento dei passeggeri provenienti dall’Italia, il 9 dal Regno Unito e il 6 dalla Germania).

Un aumento, si diceva, merito anche della continua apertura di nuove tratte e dell’incremento dei voli charter rispetto a quelli di linea. Se nel 2008 i russi sono decollati da Mosca, San Pietroburgo, Rostov ed Ekaterinburg, in quest’ultimo anno i voli sono partiti da ben 12 città, tra cui, oltre a quelle già citate, Kaliningrad, Kazan, Novosibirsk, Nizhny Novgorod e Krasnodar.

Rimini porta dell’Est

Il fenomeno ha un duplice valore. Da un lato una parte di questi viaggiatori ha interesse soprattutto in acquisti e viene in riviera per veri e propri shopping tour nelle botteghe di Rimini e Riccione, verso i grande Outlet shopping village dell’Emilia e verso gli show-room delle aziende del settore calzaturificio delle Marche. Ma da alcuni anni aumentano sempre di più i viaggiatori interessati a visitare l’Italia. E, grazie al lavoro svolto dall’aeroporto Internazionale di Rimini e San Marino Federico Fellini, Rimini rimane la città di arrivo e partenza preferenziale, terzo scalo nazionale (dopo Milano e Roma) per i russi che arrivano in Italia.

E anche chi arriva a Rimini per visitare il resto del paese, passa dalla città rivierasca il primo e l’ultimo giorno di viaggio, quelli che, secondo gli addetti ai lavori, sono i più importanti per gli acquisti (il primo impatto, e le ultime cose da comprare prima di ripartire). Secondo Alfonso Baldazzi, dell’agenzia di viaggi Welcome System, una delle prime ad interessarsi di turisti russi, oggi la Russia è la prima nazione estera di riferimento per quanto riguarda il turismo.

“Oggi è grazie ai turisti che vengono dalle ex repubbliche sovietiche se molti alberghi fanno il pieno e i negozianti vendono. La forbice dei turisti è molto ampia. Si va dalle piccole famiglie che scelgono alberghi da una, due stelle, fino agli amanti del lusso che partono per veri e propri shopping tour e vogliono solo hotel di lusso”.

Un turismo a due facce

Il fenomeno nasce nelle Marche, grazie alla presenza di importanti aziende del settore calzaturificio e della moda. L’aeroporto di Ancona accoglie i primi voli russi, ma è Rimini a cogliere l’affare, grazie alla presenza di alberghi e di un fiuto per gli affari.

“I primi ad arrivare – racconta Pietroneno Capitani, editore di Vosdux, rivista riminese dedicata ai turisti russi ed esperto del settore – erano veri e propri commercianti che compravano e ripartivano. Arrivavano pieni di contanti, facevano acquisti e tornavano in patria con un cargo pieno di merce che rivendevano. Poi, lentamente, si sono aggiunti anche i semplici turisti che vengono a Rimini per le vacanze, oppure che da qui partono per visitare le città d’arte italiane. Oggi anche chi viaggia per commercio ha cambiato metodo. Viene più spesso e acquista meno ma più frequentemente, in modo da avere meno magazzino”.

Questo inatteso afflusso di turisti dall’est Europa – principalmente Russia ma anche, in misura minore Kazakhstan e Polonia – sembra aver portato a Rimini quella destagionalizzazione cercata incessantemente negli ultimi anni. In effetti, i turisti dell’est scelgono l’estate per i viaggi di piacere, ma la primavera e l’autunno per gli acquisti di moda, quando escono le nuove collezioni di vestiti e scarpe”.

E’ sufficiente dire che nel mese di febbraio 2011, che ha registrato il minor numero di arrivi dell’anno e che notoriamente non è un mese in cui si organizzano vacanze, sono arrivate 11.605 persone.

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