"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Da Technogym a marmista artigiano: si può

di Alessandra Leardini

Da progettista di un’azienda di fama internazionale come la Technogym, a imprenditore artigiano “senza portafoglio”. È un percorso tutto in salita quello intrapreso da Marco Casadei, ingegnere meccanico riminese di 38 anni, che dopo essersi fatto i muscoli nell’impresa cesenate leader in attrezzature sportive e da palestra, ha imboccato una strada completamente sconosciuta. Probabilmente, in pochi l’avrebbero fatto nei suoi panni. Lasciare in tempi di crisi un contratto a tempo indeterminato in una realtà imprenditoriale di successo, con un salario di tutto rispetto e cinque brevetti mondiali di firma propria, per rilevare l’azienda di famiglia in uno dei settori oggi più in difficoltà (l’edilizia) e accollarsi una mole di debiti ad appena un mese dal matrimonio. “Di certo un bel salto, se me lo avessero raccontato, neppure io ci avrei creduto!” racconta Marco.

Le dimissioni dalla Technogym risalgono al maggio 2011, ma l’ingegnere non abbandona il suo lavoro e continua a fare consulenza per alcune ditte di progettazione. Contemporaneamente l’azienda fondata dal nonno in Italia e portata avanti dal padre Ettore nella nuova sede di Serravalle per più di quindici anni, naviga verso il fallimento. I soci di Casadei, dopo che quest’ultimo ha abbandonato il timone, la lasciano andare sempre più a picco. Le alternative sono due: liquidare tutto o ricominciare daccapo, con una nuova gestione. “Mio padre, a 67 anni, non se la sentiva di assumersi un nuovo carico di responsabilità. A quel punto gli ho proposto che avrei potuto farlo io per lui”.
Così, nel maggio 2012, Marco si reinventa imprenditore e marmista con due obiettivi: mantenere i posti di lavoro compromessi dalla precedente gestione e riscattare l’artigianato. “Mi sono detto: perché non sfruttare le conoscenze maturate negli anni trascorsi alla Technogym in un settore che nel nostro territorio è meno valorizzato che altrove? Il marmista come altri artigiani – dal restauratore di mobili all’imbianchino – deve poter essere considerato come un artista a tutti gli effetti nella sua capacità di creare pezzi unici e irripetibili”.

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