"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Credito alle strette

di Mauro Bianchi

 Credito in forte flessione in provincia di Rimini. Il trend registrato da Banca d’Italia per il totale dei prestiti bancari al sistema economico nel 2011 è fortemente in caduta: si passa infatti dai 32,167 miliardi di euro di inizio anno ai 31,92 di fine settembre, con una flessione su base annua di –0.77%.

Se in termini percentuali sembra poco, sottolineiamo che si tratta in termini assoluti di 246 milioni di euro in meno. Dato che diventa tra l’altro ancora più interessante se si considera che, negli stessi nove mesi, imprese e famiglie riminesi hanno depositato nelle banche del territorio circa 1 miliardo di euro in più.

La composizione del credito su base provinciale segnala però alcune sorprese: la prima è che, stando agli stessi dati elaborati dall’osservatorio di Bankitalia, non soffrono della restrizione del credito le famiglie.

Infatti, i prestiti praticati dalle banche da gennaio a settembre su questo fronte sono aumentati, in provincia, del 2,4%, passando dai 3,9 milioni di euro del gennaio 2011 ai 4,02 milioni di settembre.

Questo dato è importante perché a livello nazionale nel terzo trimestre del 2011 le banche hanno riportato un lieve irrigidimento dei criteri di offerta dei prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni e di quelli relativi al credito al consumo e agli altri prestiti, che si sarebbe tradotto in condizioni di costo leggermente più restrittive. La maggiore cautela degli intermediari avrebbe riflesso sia il peggioramento delle proprie condizioni di bilancio sia l’aumento del rischio percepito riguardante le prospettive del mercato immobiliare e il merito di credito dei consumatori.

La domanda di prestiti da parte delle famiglie avrebbe rallentato, riflettendo, oltre al deterioramento del clima di fiducia dei consumatori, il peggioramento delle prospettive del mercato immobiliare, nel caso dei mutui, e la debolezza degli acquisti di beni durevoli, nel caso del credito al consumo.

Nel quarto trimestre 2011 i criteri di erogazione dei prestiti alle famiglie stanno registrando un ulteriore moderato irrigidimento. Se la dinamica della domanda dei prestiti per l’acquisto di abitazioni rimane invariata; quella per il credito al consumo aumenta lievemente.

A soffrire di più sono le imprese:  ammonta a 100 millioni di euro in meno lo stock dei finanziamenti al settore produttivo riminese, con una flessione da inizio anno del 2%. Quali i motivi? Da risposte informali a questa domanda fornite da alcuni istituti bancari si evince una sostanziale conformità ai dati nazionali.

Secondo le risposte fornite dalle banche italiane intervistate nell’indagine trimestrale sul credito bancario nell’area dell’euro (Bank Lending Survey), nel terzo trimestre del 2011 i criteri di erogazione dei prestiti alle imprese hanno registrato un irrigidimento superiore a quello osservato nelle due precedenti rilevazioni , riconducibile alle crescenti difficoltà di raccolta sui mercati e al rischio percepito sulle prospettive di specifici settori o imprese (in particolare a livello locale il settore edilizio). La restrizione ha interessato principalmente i finanziamenti alle grandi imprese e quelli a medio e a lungo termine e si è tradotta prevalentemente in un aumento dei margini, in particolare sui prestiti più rischiosi.

BOX

LA CRESCITA DELLE SOFFERENZE

Le imprese “entrate” in procedura concorsuale, cioè le Imprese assoggettate a fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione controllata o amministrazione straordinaria o concordato preventivo in provincia di Rimini erano 49 nel 2008, sono passate a 65 nel 2009 e a 72 nel 2010, con un incremento del del 46%. Solo questo dato dimostra i segni di una crisi grave del settore produttivo. Questo dato impatta anche sui bilanci delle Banche.

Nel II trimestre 2011 gli intermediari operanti in provincia hanno continuato a registrare un consistente flusso di nuove sofferenze rettificate. Tale flusso, al netto dei fattori stagionali e in ragione d’anno, è stato pari all’1,8 per cento dei prestiti, invariato rispetto al primo trimestre dell’anno in corso e inferiore di due decimi di punto rispetto alla fine del 2010.

Informazioni preliminari indicano che l’esposizione delle banche nei confronti dei debitori segnalati per la prima volta in sofferenza nei mesi di luglio e di agosto è diminuita rispetto allo stesso periodo del 2010. Tuttavia, i crediti alle imprese in difficoltà (esposizioni incagliate e ristrutturate) erano ancora elevati in agosto (pari al 6,0 per cento dei prestiti al settore), indicando che le sofferenze bancarie potrebbero crescere a tassi significativi anche nei prossimi mesi.

 

 

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