COSER: sabbiatrici da Poggio Torriana

di Laura Carboni Prelati

Una realtà importante ma quasi sconosciuta, se non per gli “addetti ai lavori” è l’Azienda Coser di Poggio Torriana. Al Dott. Massimo Colombo, 55 anni, laureato in Scienze Politiche e Diritto Economico e A.D. dell’Azienda di granigliatrici e sabbiatrici chiediamo qualche notizia per sapere di cosa si occupa da 32 anni a questa parte.

Chiediamo:-Da quanti anni esiste l’azienda?-“E’ stata fondata da mio padre Piercarlo nel 1981; è stato lui a iniziare l’attività”- Qual’ era la particolarità del lavoro di allora rispetto a quello odierno?-“Il lavoro è rimasto quasi il medesimo; ricordo che mio padre aveva iniziato come semplice manutentore. Oggi siamo anche produttori delle nostre macchine granigliatrici e sabbiatrici (che servono per trattare i metalli).

Avete un progettista o un tecnico specializzato per questo lavoro così particolare?- “Si, abbiamo un progettista e dei tecnici specializzati all’interno dell’organico operaio, ma è molto difficile trovare queste figure professionali”

-Il vostro lavoro a che settore si rivolge?- “Al settore della metalmeccanica. Ad esempio le sabbiatrici usate, nuove e rigenerate Coser, vengono utilizzate nelle industrie manifatturiere per le fasi di sverniciatura dei metalli, rimozione della ruggine e tutti i processi di sabbiatura e granigliatura per acciao, ferro, marmi, pietre e piastrelle. Per questo motivo i settori di applicazione sono i più disparati, ad esempio nelle fonderie per acciaio, ferro e acciai speciali nonché alluminio (pressofusione) ghisa, leghe, metalli e per le carpenterie metalliche “leggere” (strutture metalliche) e “pesanti” (lamiere, travi, profilati). Abbiamo buone chances per le verniciature industriali (incluso carrozzerie) e per il trattamento termico dei metalli (anche stampati). Ma il nostro lavoro dalle mille sfaccettature si rivolge anche alle trafilerie e nella lavorazione superficiale di metalli e non. Siamo al top per il riciclo: in grado di fornire nuova vita alle granigliatici e sabbiatrici usate – dice Colombo – Il nostro centro revisioni riporta le macchine in condizioni di esercizio paragonabili a quelle nuove attraverso un ciclo produttivo che inizia col ritiro delle macchine usate (parti da revisionare) lo smontaggio del vecchio macchinario e separazione delle parti riciclabili delle componenti che hanno esaurito il loro ciclo di vita. Infine la sostituzione di parti irreparabili con ricambi di prima scelta, il montaggio del macchinario revisionato e il collaudo finale. Questo processo ci consente di ridurre le emissioni di CO2 e di garantire un nuovo efficientamento energetico. Consegniamo macchine già conformi alle future normative di sostenibilità, dotate di prestazioni energetiche e meccaniche più efficienti e durature, rispetto a quelle non rigenerate”.

Nel corso degli anni avete cercato di migliorare il lavoro e ampliare la gamma dei servizi? -“Si, perché il mercato è andato sempre più verso macchine meno standard e più legate alle esigenze del cliente. Le macchine che facciamo servono per il trattamento superficiale del metallo, (in pratica servono a togliere la ruggine) in quanto il metallo si ossida con l’aria, con l’acqua ecc. e ha bisogno di essere “sabbiato” prima di essere verniciato, cromato o plastificato ecc. E’ una fase di pre-finitura che si applica al 95% sui metalli” –In quale settore è utile questo lavoro?-“Il 60% dei miei clienti lavora per l’automotive (ossia tutti i veicoli a motore come automobili, motociclette, camion ecc.) perché i componenti delle auto o alcuni pezzi, in fase di lavorazione, hanno necessità di essere sabbiate” –Ma la granigliatrice a cosa serve?- “Per togliere le parti ossidate”. –Ci siete solo voi in zona a fare questo particolare lavoro?– “Si, è un settore di nicchia”

-Quanti dipendenti avete a tempo indeterminato e a tempo determinato (uomini e donne)?– “In tutto siamo in 16, 13 fissi e tre a tempo determinato a seconda delle nostre esigenze lavorative”

Nel 2016 avete ricevuto un contributo di 38.700 € del bando regionale per il progetto d’internazionalizzazione per l’export; vi ha giovato per aprire nuovi mercati?– “Ha giovato tantissimo alle tasche dei consulenti, a livello di fatturato non mi ha portato nessun beneficio, solo qualche contatto ma è stata ben misera cosa; ripeto, i fondi sono andati quasi tutti ai consulenti”.

 –La sua azienda ha risentito del periodo Covid?– “In fondo non possiamo lamentarci; abbiamo avuto il periodo di blocco nel quale non si poteva lavorare (tantomeno fatturare), altrimenti saremmo abbastanza vicini a numeri dell’anno scorso. Il problema è stato che alcuni miei clienti sono andati in difficoltà e hanno peggiorato i flussi di pagamento. Un concatenarsi di negatività che, a livello di fatturato, ha inciso più che altro nei mesi di Marzo-Aprile”

Quale fatturato avete fatto lo scorso anno?-“Abbiamo sfiorato i 2.000.000€  e quest’anno andremo vicino probabilmente al 1.600.000€ (con la situazione di mercato attuale è già un obiettivo soddisfacente).