"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Consigli (non richiesti) ai Sindaci

Premesso che il 51% dei consensi  non è comunque poco, i giornali locali hanno sottolineato il calo di approvazione per il Sindaco di RiminiAndrea Gnassi, che stando all’ultimo sondaggio pubblicato dal Sole 24 Ore si posiziona al 66mo posto in Italia  (l’anno scorso era al 51mo) tra i Comuni capoluogo.  Si dice, però è stato realizzato (le interviste sono state fatte tra il 15 settembre e il 15 dicembre 2012) prima della presentazione del master plan, dando da intendere che adesso la situazione è cambiata.  Vorremmo condividere questo ottimismo ma abbiamo molti dubbi.

La ragione è piuttosto semplice e se vogliamo non riguarda solo il Sindaco del Capoluogo provinciale, ma un po’ tutti, almeno i Comuni più grandi. La verità è che, a cinque anni dallo scoppio della crisi,  i governi locali stanno dando ampia prova di non governare aspetti importanti della vita di migliaia di persone, di non sapere dare nessuna risposta agli oltre 18mila disoccupati, includendo gli scoraggiati, ai 25mila inscritti per un sussidio di disoccupazione, ai giovani che emigrano, ai licenziati, tra cui molte donne, alle imprese che trovano un ambiente tutt’altro che amichevole (dalle banche alla burocrazia, per non parlare del fisco) per produrre e creare occupazione.

Cosa dicono i Sindaci di questi problemi ?   Praticamente niente. I Servizi Sociali dei comuni cercano di fare quello che possono, ma quando la marea monta e le risorse scarseggiano anche la loro sostenibilità  diventa a rischio. In ogni caso sono un rimedio tampone, non certo la soluzione.

E’ vero la situazione è pesante a livello nazionale e nessuno può fare miracoli. Ma tra i miracoli e niente c’è una via intermedia, fatta quanto meno di impegno, tentativi, progetti, azioni mirate.

Provino i Sindaci a passare, magari in forma anonima e senza le fanfare dell’annuncio ufficiale,  qualche mattinata ai Centri per l’impiego, oppure alla Caritas, per scoprire come si sopravvive senza un impiego e senza nessuna certezza, non diciamo del futuro, ma del domani.

Si è molto parlato e scritto di master plan del Comune di Rimini. Ovviamente tutto quello che serve a migliorare il contesto urbano, a cominciare dal mare, non può che essere benvenuto. Ma tutti conoscono, per esperienza, i tempi lunghi di queste operazioni (dalla città futuribile dell’ex Sindaco Moretti a quella degli archi stars siamo alla terza edizione).  Intanto la gente deve fare la spesa, mandare i figli a scuola, curarsi, procurarsi delle entrate. Per loro il tempo non è una variabile indipendente. Per questo bisogna fare presto. Ci vuol un master plan per il lavoro,  con progetti ed azioni concrete, che si possono prendere anche in ambito locale, da mettere in campo in tempi molto brevi. Non sarà facile, forse non tutte le iniziative riusciranno al massimo, ma bisogna assolutamente provarci, per ridare speranza e futuro a tanti concittadini.   Un esempio: è stata approvata una legge che concede finanziamenti alle startup (nuove imprese) innovative, ma ce il rischio che Rimini nemmeno possa partecipare perché non ha nessuna infrastruttura su cui far nascere una nuova imprenditorialità.  I Sindaci, se vogliono, avrebbero tanto da fare, utile anche per recuperare il consenso perduto.

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