"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Condhotel: una soluzione veramente innovativa ?

Che in Riviera ci siano due-trecento alberghi oramai in disuso, ma soprattutto che nessuno vuole comprare (alcuni valgono meno di un buon appartamento) è un dato di fatto. E’ quindi ragionevole  trovare una soluzione, anche per evitare il formarsi di zone semi abbandonate facilmente candidate al degrado, con tutte le ricadute negative del caso.

Ma che quella del condhotel  (la trasformazione di vecchi hotel un po’ in appartamenti e un pò in camere d’albergo) sia una formula all’avanguardia è discutibile, anche se fosse stata adottata da altre parti. Perché le realtà sono diverse e non sempre paragonabili. In altri termini: non è detto che una soluzione valida per un caso funzioni sempre.

Cominciamo facendoci una domanda: la Riviera di Rimini soffre per mancanza di hotel ?  Non pare. Dal duemila ad oggi i pernottamenti sono rimasti sostanzialmente invariati (16 milioni) eppure gli hotel sono diminuiti di circa 500 unità (da 2.587  del 2000 a 2.065 di oggi).  I posti letto, grazie alle strutture extra alberghiere,  addirittura sono aumentati, salendo da 150 mila a 176 mila.

Il tasso di utilizzo alberghiero lordo (rapporto tra pernottamenti e posti letto disponibili, senza tener conto delle chiusura stagionali) di un esercizio di 60-70 posti letto, come è il caso di Rimini,  viaggia intorno al 30 per cento  (RER, Rapporto movimento turistico e consistenza ricettiva 2017). Vuol dire che i posti letto sono utilizzati per un terzo delle disponibilità.  C’è quindi bisogno di aggiungerne altri ?

Veniamo  alle abitazioni, l’altra faccia del condhotel.  Stando all’ultimo censimento della popolazione, risalente al 2011, in provincia di Rimini ci sono più di 160 mila abitazione per  circa 135 mila famiglie. La differenza è costituita da case vuote o semi vuote.  Quindi, nemmeno su questo fronte si vede una grossa necessità. In realtà ci sarebbe bisogno di abitazioni per tante giovani coppie e persone con bassi redditi, ma questo richiede  scelte diverse e maggiormente mirate a questo specifico segmento.

Se non esiste una vera domanda inevasa, né di posti letto, né di abitazioni, perché costruire altri ?

Corre il sospetto che l’operazione condhotel, presentata come una “formula all’avanguardia”,  in realtà si configuri più come una operazione immobiliare vecchio stile.

Al contrario, i Comuni interessati avrebbero, con una spesa modica, una occasione unica per fare interventi veramente rivoluzionari e di cui tanti parlerebbero come buona pratica: abbattere questi hotel per RINATURALIZZARE  la fascia costiera, ricreando oasi, anche piccole, di alberi e verde.

Una scelta che anche in termini di comunicazione premierebbe molto di più dei condhotel.

Sono interventi che, nell’ambito della sua Agenda Locale 21,  ha già fatto la località di Calvià, nelle Isole Baleari,  dove vecchi hotel sono stati abbattuti per fare posto a spazi verdi.  Questo sarebbe veramente una formula d’avanguardia. Ma probabilmente non accadrà.

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