"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Comuni solari: da Fürth (Germania) a Rimini

Se uscendo dall’Italia puntate in direzione di Monaco,  proseguendo verso nord  troverete Norimberga (in Baviera), quindi, a pochi chilometri la cittadina di Furth, 120 mila abitanti, protagonista di un progetto pilota di trasformazione energetica  promosso dal Pubblico, con l’adesione di molti cittadini e imprese.

A parlarne è Johann Gerdenitsch, ex responsabile del Dipartimento energia e ambiente del comune di  Fürth, intervenuto al corso sui Comuni rinnovabili, organizzato da Europa Inform con il patrocinio della  Provincia di Rimini.

Tutti  considerano l’energia rinnovabile uno dei settori su cui puntare per ridare fiato all’economia, oltre a ridurre le emissioni di anidride carbonica,  ragione per cui da questa esperienza ci sono molti insegnamenti di cui far tesoro, tanto più quando si annuncia  un calo importante della potenza fotovoltaica installata negli ultimi mesi in provincia di Rimini,  come effetto dell’entrata in vigore del quinto conto energia,  che riduce progressivamente gli incentivi.  Lo stesso, comunque,  sta avvenendo in Germania, ma questo non gli ha impedito di chiudere il 2012 con ben 7,6 Gw (giga watt=1milione di kw) di nuova capacità fotovoltaica istallata, ben 100 Mw (1Mw=1000 kw) sopra il 2011 e 200 Mw in più rispetto al 2010.

Per il 2013 si prevede un calo, ma calcoli effettuati dal Ministero tedesco dell’ambiente prospettano per l’anno in corso una nuova capacità solare compresa tra 3,5 e 4 Gw, che porterebbe le fonti rinnovabili ben al di sopra del 20 per cento dell’energia elettrica prodotta, quando l’obiettivo del Governo è di arrivare al 35 per cento entro il 2020 (ricordiamo che la Germania ha deciso di uscire definitivamente dal nucleare nel 2022), mentre per l’Italia la meta è il 17 per cento.

Un centinaio di comuni tedeschi ha però deciso di spingersi oltre è si è dato l’obiettivo di diventare, per quella data, il “100 per cento rinnovabili”.  Che poi sarebbe l’obiettivo massimo che l’Europa ha indicato per il 2050.

Come ?  Fürth  potrebbe costituire una buona pratica da imitare, anche se i risultati ottenuti nel comune di Rimini, paragonabile per dimensione, non sono da meno: 20 Mw di fotovoltaico installato nel comune tedesco,  23 Mw  nel secondo, all’inizio del 2013.

Ma Fürth non intende fermarsi e punta a raggiungere 90-100 Mw, cioè cinque volte tanto, che corrisponderebbe al  20 per cento dell’intero fabbisogno della città.  Dopo aver installato i pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici comunali adatti, dando quindi il buon esempio, sono andati avanti realizzando un censimento, tramite Google, di tutti i tetti della città, dagli edifici civili ai capannoni industriali e agricoli,  potenzialmente utilizzabili per la posa dei  pannelli fotovoltaici.

Quindi hanno scritto ai proprietari informandoli dell’opportunità e dei vantaggi, anche economici, dell’utilizzo delle superfici a loro disposizione, invitandoli ad incontri mirati (gli agricoltori, gli artigiani, le industrie, i cittadini, ecc.).  Qualcuno, convinto, i pannelli li ha messi in proprio,  altri no.

Il Comune, come accade in Italia, scopre le opportunità ma non ha risorse da investire. Per ottenerle si rivolge allora ai propri cittadini invitandoli a costituire “cooperative energetiche” e mettere così a frutto i tetti e le altre superfici identificate,  che i proprietari non riescono, o non vogliono, utilizzare. Hanno aderito, fino alla data, in 120,  versando quote variabili tra 5mila e 100mila euro che hanno consentito di raccogliere 1,5 milioni di euro, cifra che verrà investita nella  realizzazione di impianti nelle superfici disponibili. Un investimento che consente, ai sottoscrittori, oltre a produrre energia pulita e rinnovabile, un ritorno economico, calcolato su vent’anni, la durata dell’incentivo, del 6,5 per cento l’anno, la media degli ultimi anni, superiore a tanti prodotti finanziari in circolazione.

Un sistema, questo delle “cooperative energetiche”, che in Germania ha riscosso particolare successo, tanto che dal 2007 sono sestuplicate, raggiungendo un numero prossimo alle seicento, realizzando parchi solari in fattorie agricole, capannoni, singoli edifici,  ma anche su interi blocchi di palazzi. Cosa ci guadagnano i proprietari dei tetti ?  Un canone di affitto ed energia, sotto forma di autoconsumo, a costi minori della normale distribuzione.

Adesso, in occasione dei festeggiamenti dei mille anni della città, il Comune di Fürth  si è dato un nuovo ambizioso obiettivo: costruire impianti fotovoltaici per 1 Mw, con un investimento di 4,5 milioni di euro, ottenuti sempre raccogliendo fondi tra i cittadini in una sorta di azionariato popolare, in cambio di buoni rendimenti.

Il modello delle cooperative energetiche sta prendendo piede anche in Austria, con una variante interessante: si può entrare a farne parte acquistando singoli moduli di pannelli fotovoltaici, che costano meno di mille euro, quindi con una spesa modesta, per ottenere in cambio un rendimento di circa 30 euro l’anno per modulo. Dopo cinque anni i pannelli si possono rivendere e chiedere la restituzione dell’investimento fatto.

Domanda di un partecipante al corso: quante autorizzazioni ci vogliono, in Germania, per un impianto fotovoltaico familiare ?  Nessuna, è stata la risposta, è sufficiente darne comunicazione, via internet. A Rimini sono richiesti da15 a20 autorizzazioni diverse tra comuni, provincia e altri. Costi in più che non aggiungono nessun valore alla produzione dell’impianto.  Eppure sono anni che si parla di semplificazione burocratica.

Ma quello che riesce a Fürth non si potrebbe fare anche dalle nostre parti, tanto più in un momento in cui il settore delle energie sostenibili sta precipitando in una grossa crisi per la scadenza di alcuni incentivi (per esempio, a giugno decade la detrazione del 55% per chi esegue opere di efficientemente energetico nella sua abitazione) e l’incertezza  che domina il futuro ?

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