"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
L M M G V S D
« Ago    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Comuni digitali ?

Agenda digitale, comuni digitali, smart city, ecc. ecc., sono i nuovi termini della modernità, salvo scoprire, domenica 25 maggio 2014, giorno delle elezioni europee, che troppi comuni, Rimini compreso, si erano dimenticati di avvisare gli elettori che avevano esaurito lo spazio per i timbri,  di recarsi ai seggi muniti di una nuova tessera elettorale, altrimenti non avrebbero potuto votare. Risultato: lunghe fila agli Uffici elettorali per ritirare il nuovo documento (La redazione).

di Mirco Paganelli

C’è quasi da essere superstiziosi. In Italia più si parla di Agenda digitale più se ne allontana l’attuazione. Ci hanno provato governi di diverso colore, commissari, cabine di regia, passaggi di deleghe tra ministeri… eppure la Pubblica amministrazione giace ancora analogica, dipendente dalla carta e dalle code. Se Roma non sprinta, sono gli enti locali – i primi a metterci la faccia nei rapporti col cittadino – a farne le spese.
Secondo lo SmartCityIndex 2013 (la classifica delle città smart dell’osservatorio Between) Rimini è al 32 posto su 116 capoluoghi italiani. Buoni voti in materia di “smart government” ovvero l’offerta di servizi pubblici online, quali anagrafe, scuola, tributi e open data. Ma è il caso di stappare lo champagne? Tenendo conto del basso livello italiano rispetto agli altri paesi europei in fatto di digitalizzazione (indagine Between, 2013), ma del buon grado di innovazione dell’Emilia-Romagna fra le regioni europee (indagine Ris-Commissione Europea, 2012) abbiamo approfondito l’inchiesta nel capoluogo e in altri comuni della provincia per misurare il polso dell’Agenda digitale in riviera. Non tutti sono allo stesso livello.

Rimini muove i primi passi

Palazzo Garampi cerca di spianare la strada all’e-government (i servizi digitali della Pa) con il portale servizi.comune.rimini.it.
Un primo ostacolo scoraggia gli utenti: l’autenticazione. È paradossale chiedere al cittadino di andare in Comune ad ottenere la password per un servizio che vuole proprio evitare l’andare di persona allo sportello! La registrazione online senza autenticazione consente di accedere solo ai‘Servizi dell’istruzione’, che peraltro sono limitati ad informare: non è ancora possibile iscrivere i figli all’asilo né pagare le rette online.
“Siamo in fase di prova – spiega il responsabile del servizio Michele Casetta -. Ad oggi si possono verificare i posti disponibili, le rette e calcolare il proprio punteggio”.
Sono in previsione le iscrizioni online?
“No, i bandi per l’iscrizione sono complicati e le famiglie spesso non li comprendono. Occorre qualcuno che li assista”.
Quando si dice: snellire la burocrazia. Unica apertura: “Tra un anno le rette si pagheranno online”.
La registrazione all’Urp è una scelta interna, afferma l’assessore ai Servizi al cittadino, Irina Imola: “L’iscrizione è considerata l’ingresso formale del bambino all’interno di una comunità ed è quindi essenziale il rapporto umano”.
Gli utenti “certificati” possono invece accedere anche ai ‘Servizi demografici’ che offrono la possibilità di ottenere, non i certificati, bensì le autocertificazioni, “che sono ciò che conta –spiega il dirigente Urp Fabio Mazzotti -. La normativa privilegia gli autocertificati la cui veridicità sarà compito delle amministrazione verificare”.
Con un’email si può richiedere il cambio di residenza. “I tempi d’attesa sono gli stessi dello sportello”, dicono dagli uffici. Per gli altri documenti bisogna ancora mettersi in coda. Fra gli altri servizi di questa sezione c’è la tassa di soggiorno, per la quale “il sistema, nonostante le polemiche iniziali, ha funzionato bene”. In arrivo c’è un servizio di certificati con timbro digitale.
La sezione ‘altri servizi’ del sito si occupa di comunicazione e trasparenza più che di e-gov, ovvero di servizi fattuali: pubblicazione di concorsi, regolamenti, atti, piano particolareggiato, oggetti rinvenuti, consulenze, sezioni elettorali. Il ‘calendario eventi’ rimanda alla piattaforma riminiturismo.it dove non è possibile fare acquisti. Stessa sorte per ‘dove mangiare e dormire’. La biglietteria online non risolve il problema essendo solo un link per il portale generico Vivaticket dove l’evento va ri-ricercato e, se si trova, prenotato. Disporre tutto in un unico market-place dovrebbe essere la base per la semplificazione digitale.
Piuttosto efficace è lo ‘Sportello per l’edilizia’ in gran parte informatizzato, dove è possibile controllare lo stato delle pratiche, fare richiesta di abitabilità e della numerazione civica.
Anche la piattaforma eURP è ben concepita (segnala.comune.rimini.it) e consente a chiunque di mappare disagi urbani tramite una grafica accattivante in stile web 2.0 che rende il tutto molto fruibile. Sarebbe interessante sperimentare tale servizio in versione app mobile dato che si presta bene al cittadino in giro per la città con lo smartphone pronto ad immortalare e caricare allegati; e, perché no?, abilitare la condivisione social. “Rispondiamo al 100% delle segnalazioni”, assicura Mauro Ferri, webmaster dell’Urp. Un esempio pratico del potenziale della digitalizzazione della Pa? “Il servizio toponomastica ha reso disponibile la numerazione civica di Rimini e ha colto l’occasione, sfruttandoli, l’applicazione per automobilisti Waze. Nel territorio riminese si potrà così disporre di un servizio di navigazione più preciso”. Dati pubblici liberati e riutilizzati, persino da privati, per farne business.
I progetti futuri del Comune di Rimini, riguardano la formazione digitale degli anziani, l’estensione del wifi, la semplificazione interna alla Pa e percorsi di co-design con i cittadini. “La digitalizzazione dei servizi funziona se è fatta con (oltre che per) i cittadini. – prosegue l’Assessore Imola -. Il mero investimento in tecnologie non basta. È necessario coinvolgerli affinché diventino protagonisti del cambiamento”. Difficoltà? “Le poche risorse economiche del momento storico-politico: la mole del lavoro è enorme considerata la materia complessa e in continua evoluzione”.
Rimane poco diffusa la carta d’identità elettronica (CIE), le cui prime sperimentazioni risalgono al lontano 2000; complice il costo elevato di 25 euro (venti per i costi di stampa, 5 al comune) contro i 5 euro di quella cartacea. L’obiettivo denunciato dal Governo è alto: “Semplificare l’azione amministrativa. Garantire l’accesso ai servizi web della Pa nell’ottica dell’innovazione tecnologica”. Ma finché quell’ottica non si fa concretezza la CIE serve a ben poco.

Cattolica è ancora indietro

Via email i cittadini possono segnalare problematiche, richiedere informazioni, inviare reclami, ma nessuna pratica può essere sbrigata online.
“L’organizzazione richiesta è complessa – afferma il dirigente Urp Cattolica Francesco Rinaldini -. In Italia si parla tanto di Agenda digitale, ma siamo molto indietro, e se avessimo tutto ciò, sarebbero pochi coloro in grado di usarli: a parte gli under 30 c’è un basso livello di alfabetizzazione informatica”.
Il futuro? “È allo studio uno sportello unico fisico che unisca i vari servizi (demografia, tributi, scuola…)”. Gli investimenti, dunque, continuano a concentrarsi sull’offline.
Non brilla la stella dell’e-gov nel sito di ‘Cattolica servizi’ che si limita ad offrire elenchi di uffici e orari di apertura come a dire: qua si fa tutto di persona. Però, come spiega la responsabile dell’Urp Stefania Gianoli, “tra gli uffici la comunicazione non è più cartacea. Ad esempio, ad uno studio di Torino abbiamo inviato tutto via email”. Almeno quello! “Per i servizi dell’istruzione è ancora molto richiesto il contatto interpersonale – raccontano dallo sportello preposto -. Alcune famiglie con esigenze sociali particolari vengono per esporre le loro problematiche o chiedere sconti”.

Riccione cerca di allinearsi al capoluogo

Anche qua la consultazione libera della pagina ‘Servizi online’ del sito comunale consente di accedere alla documentazione pubblica. Gli albergatori registrati possono dichiarare l’imposta di soggiorno. Gli utenti certificati tramite procedura fedERa, come a Rimini, possono accedere ai servizi demografici, educativi e allo sportello per l’edilizia, anche se ancora è tutto un work in progress.
“Stiamo aggiornando il sistema – racconta il dirigente dell’Urp Enzo Castellani -. Partiremo a breve con la consultazione dei dati personali online”. Per il passaggio, invece, alle pratiche online di e-gov non si conoscono i tempi.

A Novafeltria il web tace

Via email si può richiedere solo il cambio di residenza, ma “è capitato solo una volta! – spiegano dall’anagrafe -. Da noi non ci sono grandi file. La gente si sente più sicura a venire di persona, perché spesso non sa cosa allegare alla domanda”.
Per il resto, nessun servizio è erogato digitalmente, al massimo si può comunicare via email o reperire modulistica in rete. E, come per gli altri comuni, “nessun tributo può essere versato online – spiegano dalla ragioneria -. Alcuni, come l’Imu, richiedono il modello F24”. Il problema è rigirato a Roma.

Santarcangelo: cuore antico, pelle moderna

Sono diversi i pagamenti che possono essere effettuati in rete, come sanzioni amministrative, edilizie o commerciali, affissioni e prestito interbibliotecario. Non solo: attivando un proprio conto elettronico tramite carta di credito o home banking le famiglie possono pagare le rette dell’asilo, l’iscrizione alla mensa e i buoni pasto. Tutte le procedure sono ampiamente spiegate sul sito del comune alla voce ‘servizi online’ o ‘pagamenti online’. Lo sportello per tali pagamenti è quello regionale PayER. E, se esiste già, perché non lo utilizzano anche gli altri comuni? Ad oggi, solo quelli dell’Unione della Valmarecchia ne fanno uso. Torriana Poggio Bernipermettono persino il pagamento di servizi cimiteriali, dei loculi, dell’illuminazione votiva e della sepoltura. Anche un po’ di carta e ti tempo sprecato possono essere, così, sotterrati.

Forum chiuso.