"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

maggio: 2018
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Complicazioni (inutili) Enel

Se c’è qualcuno contrario alla semplificazione alzi la mano: nessuno !  Bene. Ma in pratica ?  In pratica avviene tutto il contrario. Questo è un caso recentissimo e riguarda l’Enel. Una società di Rimini, senza cambiare né sede, né ragione sociale, chiede di modificare il contratto di fornitura, operazione che avviene in breve tempo.  Poi però arriva una busta piena di documenti da compilare e firmare, che da soli portano via minimo un paio d’ore. Passi per il nuovo contratto, giustificato, ma cosa c’entra dover riscrivere i dati catastali, le partite IVA e tutta una serie di informazioni già in possesso dell’Enel ?    Telefonata di richiesta spiegazioni al centralino Enel: risposta, ogni pratica fa storia a se, e quello che è in archivio non si può recuperare. Questo nell’era digitale !

Semplificazione tradita, complicazioni e burocrazia inutile, sono tra i grandi responsabili della nostra bassa produttività. Secondo l’ultimo rapporto “Doing Business 2012” della Banca Mondiale, in Italia per un allacciamento alla linea elettrica  sono  richiesti 5 procedure e 192 giorni (più di sei mesi!), quando in Germania di procedure ce ne vogliono 3 e di giorni  17 (diciassette).  Questo spiega in abbondanza la posizione dell’Italia nella graduatoria di 183 paesi: 109ma.

Semplificare aiuta la crescita e non costa niente, anzi fa risparmiare, tutti concordano ma  nessuno fa niente. Vale, sembra, anche per il Governo tecnico.

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