Come viaggeremo nel 2021

Il turismo, è inutile ripeterlo, è il settore più colpito dalla pandemia.  Ma questo non significa smettere di pensare al futuro, quando, speriamo presto, tutto questo finirà. 

Lo ha fatto  Expedia, una delle principali piattaforme di prenotazioni turistiche on line,  che ha svolto una indagine su come si tornerà a viaggiare nel 2021, sentendo più di undici mila persone, sparse in undici paesi.

Intanto, la prima buona notizia è che il confinamento, che ha immobilizzato un po’ tutti, non ha spento la voglia di viaggiare. Anzi, pare che l’abbia così accumulata da essere lì pronta a ripartire, non prima di aprile però, non appena si appalesa un minimo ritorno alla normalità.

Ma con alcune condizioni. Nella scelta dei mezzi di trasporto peserà l’obbligo di usare la mascherina, il costo, ma anche la facilità, vista l’incertezza che ancora domina, di annullare una prenotazione ed ottenere il rimborso.

Nella scelta di un alloggio, indipendentemente dalla tipologia, si presterà molta attenzione al rispetto dei protocolli igienici anti covid-19. Sono gradite strutture di dimensione più ridotte. Per l’accettazione e i servizi in albergo, invece, sono preferite forme di erogazione che evitino o riducano al minimo il contatto. Anche qui è richiesta la massima flessibilità nel prenotare e nel poter cancellare o spostare una data.

In sintesi, le precauzioni sanitarie, la sicurezza e la flessibilità nell’erogazione dei servizi rivestiranno più importanza di tutto il resto. 

Tutte queste informazioni, che fanno la differenza, dovranno  apparire ben chiare nei siti web delle località di destino e in quelli delle singole strutture ricettive.

In questo nuovo orizzonte che si profila, la tecnologia e l’utilizzo della intelligenza artificiale per risolvere problemi comuni, cancellare o cambiare una prenotazione, ottenere un rimborso, rispondere a domande sulla sicurezza e altro, svolgerà un ruolo sempre più importante

Su questo fronte è da prestare allora maggiore attenzione (non ne parla nessuno)  a quanto prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che il Governo sta presentando alla Commissione Europea, nell’ambito dell’uso dei fondi (i famosi 209 miliardi di euro) del Next Generation UE, dove per  “Cultura e Turismo” sono previsti solo 3,1 miliardi di euro (diventati 8 miliardi nell’ultima versione) appena l’1,5 per cento del totale. Nel Piano c’è anche la proposta di creare un struttura nazionale per la formazione professionale del personale addetto alle attività turistiche, dove Rimini potrebbe dire la sua e magari proporsi come sede.

Nello stesso Piano c’è anche un punto dolente e riguarda la mobilità: nell’estensione dell’alta velocità ferroviaria, che vuol dire poter facilmente raggiungere una località, non è previsto il tratto Bologna-Bari. Questo vuol dire che per arrivare a Rimini in treno bisogna fare più di un cambio. Non è proprio il massimo dell’agevolazione.