"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

Giugno: 2020
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Come ti allestisco uno stand

di Laura Carboni Prelati

“Dalla mia passione educativa e imprenditoriale è nato il desiderio di fondare a Rimini una Scuola d’Impresa, una Corporate Academy”- afferma il Geom. Giordano Pecci, Presidente della “Città dei Maestri”- “Questa è una vera e propria accademia di formazione professionale nel campo degli allestimenti fieristici dove si prepara personale altamente qualificato nel montaggio e smontaggio di stand.
Nella mia lunga esperienza operativa -prosegue Pecci- ho compreso che ognuno di noi possiede talenti per costruire qualcosa. Ciascuno è custode di un valore e può essere accompagnato a scoprire i propri talenti imparando una professione”.

-La Città dei Maestri esiste solo a Rimini?-“Si, abbiamo questa scuola di formazione unica in Italia che parte dal bisogno delle aziende e delle persone di trovare lavoro. Si mettono insieme domanda e offerta. La formazione ruota su una varietà impensabile di abilità; vi sono tecnici, progettisti, elettricisti, falegnami, montatori di grafiche, imbianchini, per i quali non esiste una scuola specifica. Qui l’allievo imparerà a rivestire più ruoli a seconda dei bisogni contingenti. 
– Quand’è nata la Città dei Maestri e dove ha sede?-“E’ ubicata a Rimini in Via Babbi 7 nel Villaggio 1° Maggio ed è nata nel dicembre 2018 come realtà importante per il nostro territorio. Nel 2014 era una scuola alberghiera sperimentale per ragazzi fuori dei percorsi scolastici tradizionali”.

-Cosa s’impara e in quanto tempo?- “Abbiamo corsi di 600 ore che si dividono in  parti teoriche (imparare a leggere un disegno, rudimenti della parte elettrica, la parte sulla sicurezza) ma anche tanta parte pratica. All’interno della Città dei Maestri facciamo imparare a montare le strutture, a stuccare, a verniciare, a montare le grafiche, fare gli impianti elettrici. L’apprendistato di solito gli allievi lo imparano direttamente in Fiera in tempi cortissimi, ma noi qui possiamo fare con calma, senza stress, in tempi in cui ci può essere un dialogo, un confronto. Normalmente per montare uno stand occorrono 5/6 giorni ed è chiaro che il tempo per fermarsi e spiegare le cose non c’è”.

– Il percorso formativo è uguale per tutti?- “Si, normalmente insegniamo a fare tutti i lavori che occorrono per montare uno stand poi naturalmente ci si specializza in un settore dove si riesce meglio per far emergere il proprio talento. E’ un lavoro molto eclettico e se io sono capace solo di verniciare e gli altri non hanno montato la struttura io sono fermo, invece è importante che tutti sappiano fare tutto”

-Durante le lezioni c’è un insegnante che spiega e segue i ragazzi?-“Sono gli stessi imprenditori che diventano insegnanti o le persone più brave delle varie squadre. I professionisti diventano insegnanti, per questo si chiama la Città dei Maestri”.

-La Regione riconosce la qualifica di operatore di montaggio e smontaggio? “A Maggio 2019 è stata riconosciuta la figura del montatore di strutture provvisorie palchi per spettacoli ed enti fieristici”.

-Quanti allievi dei corsi hanno seguito la vostra formazione?-“Abbiamo fatto due corsi nel 2019 finanziati dalla Regione, poi abbiamo fatto 160 colloqui e solo 40 hanno aderito al corso; erano tutte persone che cercavano lavoro e questo è un lavoro che ha delle prerogative. Si può girare l’Europa, si può lavorare il sabato e la domenica e quindi non tutti hanno la possibilità di poterlo fare. Dei 40 alunni solo 25 sono arrivati a finire il corso e per tutti abbiamo trovato la possibilità di un lavoro: 7 con contratto a tempo indeterminato, 4 a tempo determinato e 11 sono in tirocinio; alcuni hanno rinunciato perché è un lavoro molto impegnativo e faticoso”.

– Ai corsi si iscrivono italiani e stranieri?- “Si, è un settore composto da tantissimi stranieri, la percentuale è alta ed è una buona opportunità per persone disoccupate. Il 60% delle persone che lavorano nel nostro settore non sono italiani (albanesi, rumeni, ucraini, africani) e si guadagna molto bene”.

-Può capitare che gli stranieri formino una piccola impresa e avendo bisogno di personale si rivolgano a giovani italiani?- “Si, un ragazzo calabrese è venuto a Rimini per fare il corso e oggi è stato assunto da un’azienda di albanesi che ho conosciuto 30 anni fa”

-E’ un lavoro molto richiesto, dura poco ed è anche faticoso ma c’è richiesta di personale per le fiere che si svolgono all’estero?-“ Si. Una delle caratteristiche fondamentali è questa; chi lavora di questo mondo fa parte di piccole squadre o di grandi aziende che non operano solo nel territorio riminese, ma lavorano tantissimo fuori; molto lavoro viene concentrato in 5-6 manifestazioni importanti. Una fiera come il Sigep catalizza moltissime persone sul territorio, ma il resto dell’anno per avere continuità bisogna viaggiare; Bologna, Milano Germania, Stati Uniti; si gira il mondo imparando sempre qualcosa di nuovo, positivo e produttivo”

-I corsi hanno un costo per chi si iscrive?- “Fondamentalmente chi si iscrive alla Città dei Maestri non ha nessuna spesa. Un primo corso sperimentale che abbiamo svolto l’anno scorso è stato sostenuto finanziariamente dalle aziende; gli ultimi 25 allievi invece hanno avuto la formazione interamente finanziata dalla Regione”.

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